Modern Family in chiaro lo trasmette Mtv mica la Rai

Cara Sofia Vergara, ti farà piacere sapere che in Italia l’emittente Mtv sta trasmettendo in chiaro Modern Family, la serie in cui interpreti il ruolo di Gloria la prorompente e giovane moglie di nonno Jay. Avevo cominciato a seguirvi su Cielo che poi ha smesso di trasmettervi (è normale, loro fanno così, sono la tv gratuita del gruppo Sky che ogni tanto trasmette uno zuccherino gratuito per invogliarci a fare l’abbonamento). Mtv ha ricominciato dalla prima serie e non mi perderò i due episodi in onda stasera (tutti i giovedì alle 21.10, canale 8 del digitale terrestre). Vi sto preferendo a Boss (su Rai 3) che sta facendo ascolti bassissimi e temo che Rai 3 lo interromperà; dunque perché appassionarmi? Ogni volta che vedo un vostro episodio mi chiedo perché una serie come Modern Family non va in onda sulla Rai. Le risposte che mi do sono amarissime.

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Girls, dal sogno americano all’incubo americano

Cara ideatrice, interprete e regista del serial Girls Lena Dunham, per me il 1° episodio di una serie è molto importante. Se mi piace continuo a seguirla con continuità altrimenti la abbandono. Se per caso la incrocio nuovamente durante lo zapping, mi fermo a riguardarla ma difficilmente poi mi appassiono e do continuità alla visione al punto di aspettare il giorno della messa in onda (voi andate in onda su Mtv Italia canale 8 del digitale terrestre alle 23.10 del mercoledì, perché si parla molto di sesso e c’è qualche scena abbastanza esplicita). Le tue Girls sono figlie della crisi economica e vivono i loro vent’anni subendone le conseguenze più dure per delle ragazze sognatrici; nessuno spazio per sognare.

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Emily Owens, MD: il medical drama per i giovani che può piacere anche alle nonne sprint

Caro direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi, al Roma Fiction Fest ho visto la prima puntata di un serial medical drama che immagino non ti farai scappare: Emily Owens, MD. Il confronto con Grey’s Anatomy a prima vista è inevitabile ma dopo pochi minuti riesce a vivere di luce propria perché è una serie scritta bene, i personaggi sembrano azzeccati, ha ritmo, colpi di scena, situazioni che si inseguono e i dialoghi brillanti. Emily Owens è interpretata da Mamie Gummer, la cui somiglianza con Meryl Streep non deve sorprendere perché è la figlia. Le storie sono ambientate al Denver Memorial Hospital e i protagonisti sono un gruppo di medici appena specializzati che fanno praticantato di chirurgia. Emily Owens ha qualche problema di autostima che si porta dietro dai tempi del liceo ma la passione per la medicina è tale che il voler diventare un bravo chirurgo la aiuterà anche a credere definitivamente in se stessa, anche se in amore le cose si mettono subito male perché il dottorino che ha puntato flirta con la sua miglior/peggior collega ed ex compagna di liceo che già allora la prendeva in giro per un motivo che ora non ti dico.

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Documento: BBC Worldwide Fandom Panel Roma Fiction Fest 2012

Lunedì 1 ottobre 2012 presso il Roma Fiction Fest ho seguito l’incontro BBC Worldwide Fandom Panel. How to Engage and Entertain Audiences Beyond the TV Screen, con i seguenti relatori: Phil Fleming (Head of Communications Home Entertainment); Sebastian Brook (Editor Doctor Who Online); Francesco Barbarani (Head of Digital FOX.com); Matt Jarvis (Executive Producer Misfits Online Clerkenwell Films); Harriet Newby-Hill (Commercial Director for New Brands, BBC Worldwide). Vi propongo il video che ho girato come documento per approfondire le logiche che ispirano i grandi produttori ed i broadcaster nella gestione della componente “social e fan” che è oggi una parte importante del successo soprattutto delle serie tv.

Boss, da stasera su Rai 3 tutto lo sporco della politica più spietata.

Caro direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, ieri al Roma Fiction Fest hai presenziato alla presentazione di Boss, la serie tv politicamente scorrettissima che trasmetterai a partire da stasera, il giovedì alle 21.10 su Rai 3. Con te c’era il protagonista della serie Kelsey Grammer che per questo ruolo ha vinto il Golden Globe 2012 come Best Actor Drama (sorprendendo molti della critica Usa). Dopo aver visto il primo episodio devo dire che quella di Grammer è una ottima interpretazione. Grammer veste i panni del sindaco di Chicago (un sindaco Re Lear così lo ha definito) che ha sempre usato tutte le armi (anche non convenzionali) per restare al potere e, l’aver scoperto di essere affetto da una malattia degenerativa neurologica che lo porterà alla demenza, non lo rende meno cinico e spietato nel perseguire i suoi fini politici e personali.

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Beauty and the Beast: al pubblico Kids and Teen potrebbe piacere ma non so per quanto

Cara Giorgia Surina, ho pensato a te durante la visione del pilot di Beauty and the Beast proiettato al Roma Fiction Fest. Kristin Kreuk, l’attrice che interpreta la detective Catherine Chandler ti somiglia (è stata anche Lana Lang in Smallville). Ha un volto con taglio quasi orientale, capelli lisci color castano scuro, è minuta, magrissima e scattante. Il serial sta per debuttare negli States su The CW Television Network e si rivolge ad un pubblico giovane che ama il genere fantasy abbinato al poliziesco. Beauty and the Beast è la rivisitazione dell’eterna storia La Bella e la Bestia. La bella è la detective Catherine Chandler che ha visto massacrare la madre da due sicari ed è stata salvata dall’intervento di un essere animalesco che poi si è dileguato nel bosco. Dopo 9 anni rivediamo Catherine che è diventata una abile detective della polizia di New York ma che ancora fa i conti con gli incubi di quella notte terribile e crede di essere una visionaria perché continua a dire che l’ha salvata un essere animalesco. Il pilot spiega già tutto [al termine del post il video con gli highlights].

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Da Vinci’s Demons di David S. Goyer: un serial gotico rinascimentale in cui ci saranno tormento, estasi, effetti speciali e molto Galles. Perché così hanno voluto i produttori.

Caro David S. Goyer, ho assistito alla presentazione di Da Vinci’s Demons che hai fatto al Roma Fiction Fest. Dovevi proiettare le prime attesissime immagini di questa serie che, dopo aver visto solo tre clip, mi sento di definire gotico rinascimentale. Molto gotico e poco rinascimentale, visto che l’impatto visivo british è preponderante e marchia moltissimo il prodotto. La tua giustificazione è inattaccabile: “La serie è stata finanziata da produttori statunitensi e britannici che hanno voluto quelle location”. Per onorarli ancora di più, durante le riprese hai indossato anche la felpa “Royal Welsh College” (insieme al production designer Ed Thomas) e hai messo una foto del backstage sul tuo sito.

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Grey’s Anatomy 9, le anticipazioni di Ellen Pompeo: “Sarei pazza se me ne andassi, ma certe scene sono assurde”. Il tweet/post di Fulvia Leopardi

L’attualità di The West Wing aspettando The Newsroom di Aaron Sorkin

Caro Aaron Sorkin, in Italia va ancora in onda The West Wing la serie da te ideata che racconta la vita e il lavoro dello staff del presidente degli Stati Uniti d’America. La trasmette Arturo (canale 221 digitale terrestre e Sky 138) in prima serata (questa estate ha ritrasmesso le prime serie in seconda serata). In questi giorni in cui la diplomazia Usa subisce gli attacchi dei fondamentalisti islamici che danno fuoco ad ambasciate e consolati in vari paesi del Medio Oriente, il confronto con le immagini dei tg rende ancora più verosimile la tua sceneggiatura di The West Wing. L’ala ovest della Casa Bianca da te raccontata non sembra essere tanto differente da quella in cui opera da quasi quattro anni il presidente Obama e il suo staff. Il tuo presidente democratico immaginario Bartlet (interpretato da Martin Sheen) è molto simile a Obama soprattutto nei difetti che gli attribuiscono i detrattori (come ad esempio lo scarso decisionismo). Continua a leggere