Una Domenica In Così è la vita da far venire i brividi ai cittadini di Cellino San Marco

Cara Lorella Cuccarini, la tua concorrente Barbara d’Urso ha coltivato la potente storia di Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi neogenitori in tarda età e tu, ogni maledetta domenica, devi trovare qualche storia all’altezza. Domenica scorsa hai tirato fuori dal cilindro di Rai1 il ritorno delle sorelle Loredana e Raffaella Lecciso e poi, dopo la pagina dedicata all’obesità, il ritorno di Cristel Carrisi. Domenica In Così è la vita ha ripercorso i fasti televisivi delle sorelle Lecciso che proprio negli studi di Domenica In fecero il balletto imitando le gemelle Kessler che le lanciò nelle vette del trash televisivo. Un periodo d’oro, per loro, che tu hai riassunto nella frase di presentazione: “Hanno attraversato la tv come un ciclone, ascolti altissimi, pubblico in delirio e anche critici inveleniti. Da anni non si vedono ma per noi, oggi pomeriggio, sono tornate in televisione! Loredana e Raffaella Lecciso!” (boh e pure mah).

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Come rallentare i tentativi di rilancio di Rai 2: Detto Fatto.

Cara Caterina Balivo, tornare in tv dopo un lungo periodo di assenza è sempre difficile per un conduttore. Non andare in video rischia di far dimenticare anche il televip più amato. Tu, ad ogni intervista, dici che nel periodo di pausa televisiva hai fatto un figlio ed un libro, e nei sei orgogliosa, ma che la tv ti mancava tanto. Riparti da dove avevi lasciato: il pomeriggio di Rai 2. Solo che lasci la formula del talk show per sposare un contenitore di tutorial, un genere che durante la tua assenza dalla tv è diventato il marchio editoriale di Real Time Tv. Il programma s’intitola Detto Fatto (su Rai 2 dal lunedì al venerdì alle ore 14) ed ha questa mission che copio e incollo dalla didascalia presente su Rai Replay: “Caterina Balivo alle prese con i problemi posti dai telespettatori nei campi della salute, del benessere, della cucina, dell’arredamento, dell’economia domestica e dal fai da te. Decine di quesiti, dal come vestirsi alla moda con tante idee e poca spesa, all’organizzare un matrimonio indimenticabile, vengono sottoposti alle scelte e ai consigli degli esperti del settore che propongono le loro soluzioni”.

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Lucia Annunziata e la parola sbagliata

Cara Lucia Annunziata, il caso della tua intervista ad Angelino Alfano nella trasmissione In ½ Ora (su Rai 3, domenica 17/3/13  QUI al minuto 25 e 22 sec), verrà studiato non solo nelle scuole di giornalismo ma anche nelle scuole per dirigenti televisivi. Nel parlare delle possibili alleanze di governo e dell’elezione del presidente della Repubblica, il segretario del PdL Alfano ha fatto l’esempio della grande coalizione di Angela Merkel e si è chiesto “perché non la fa anche Bersani?”. Tu hai risposto facendo le veci del segretario del PD: “Forse perché voi siete impresentabili ma vi rendete conto? Lei è stato un ministro di Grazia e Giustizia, sono stata un po’ pesante…”. La tua “pesantezza” si riferiva alla manifestazione di protesta organizzata dai parlamentari del PdL presso il tribunale di Milano.

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A Massimo Giletti basta un collegamento audio che non funziona per dire: “Grillo, inizio a pensare che qualche ragione tu ce l’abbia”.

Caro Massimo Giletti, non seguo più l’Arena di Domenica In su Rai 1 perché lo ritengo un talk show superfluo. Qualsiasi argomento decidi di trattare è stato già ampiamento trattato dagli altri talk show che ti precedono in settimana. Qualsiasi argomento decidi di trattare non aggiungi mai nulla di nuovo alle ore di chiacchiere inconcludenti già fatte da altre trasmissioni (da cui prendi i contributi video). Tu però sei convinto di portare un contributo significativo ai temi di cui il telespettatore già sa tutto e questo è il tuo peccato originale dal quale non hai alcuna intenzione di redimerti. Domenica scorsa hai ritenuto indispensabile dedicare la prima parte dell’Arena a Grillo e ai suoi grillini. Per farlo, proprio come hanno fatto gli altri, hai puntato tutto sulla partecipazione in collegamento di Oliviero Toscani che in qualità di esperto di Grillo e di grillismi è uno degli opinionisti più presenti in tv, secondo solo a Jacopo Fo.

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Prime due serate di Sanremo 2013: tutto il live tweeting di caro televip

se, durante il Festival di Sanremo, l’abbonato Rai invidia gli abbonati Sky e Mediaset Premium non è considerato peccato; vero Benny? 

Ok, Mengoni non vince 

la grafica sui pannelli mobili della scenografia è da esaurimento 

Gualazzi ha un mal di pancia di quelli brutti 

No 5 sere di Littizzetto show non si reggono 

e ora sapete perché Baudo ha sempre voluto la mora e la bionda

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Sanremo 2013, le canzoni come sempre in secondo piano. Fabio Fazio ha già perso.

Caro Fabio Fazio, essere prevenuti nei confronti del Festival di Sanremo, paga sempre; non si rischia di rimanerne delusi. Indovina un po’? La prima puntata del tuo terzo Festival non mi è piaciuta. Non è stato uno spettacolo brutto ma nemmeno uno spettacolo all’altezza dell’attenzione che gli è stata data. La prova provata è che oggi la notizia è la contestazione al comico Maurizio Crozza nei panni di Silvio Berlusconi. Tu hai subito trovato la scusa dei provocatori di parte, una scusa che non regge non perché non abbia fondamento ma perché era prevedibile, come del resto tutto l’intervento di Crozza già ampiamente visto a Ballarò su Rai 3 e a Crozza nel paese delle meraviglie su La7. Il fatto che il più importante programma della più importante rete televisiva nazionale abbia come momento più atteso e più commentato, la replica delle imitazioni fatte su Rai 3 e La7 la dice tutta sul livello della prima puntata di Sanremo 2013.

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Ho pagato il canone Rai e ora vorrei cambiare l’acqua all’acquario

Cari membri del CdA Rai, ho appena pagato 113,50 euro al seguente beneficiario con la seguente causale: Ag. Entrate DP. I Uff Terr. TO1 Sat – Rinnovo Abbonamento Tv Anno 2013. Sia nella lettera di accompagnamento che sul bollettino postale non si parla di apparecchio atto a fare l’acquario, la cuccia per il cane, la bacheca delle bambole, il vaso di fiori, il cestello per il ghiaccio dello spumante. Nonostante il vostro “spot oggetto” io vorrei utilizzare l’oggetto apparecchio tv soprattutto per vedere della buona televisione firmata Rai. Anno dopo anno, non perdo la speranza che, soprattutto Rai 1, Rai 2 e Rai 3, possano offrirmi programmi migliori. Non perdo la speranza perché so quante cose di valore produce la Rai ma so anche che esse vengono vanificate dalle molte, troppe, cose brutte. In tempi di crisi economica, vanno molto di moda termini come ottimizzazione, risparmio e razionalizzazione delle risorse. Uno dei compiti del CdA di cui fate parte è quello di ridurre gli sprechi. Da telespettatore posso solo immaginare quali e quanti sono gli sprechi del carrozzone Rai a livello amministrativo e strutturale. Da telespettatore che ha appena rinnovato l’abbonamento sono più portato a vedere quante ore di tv Rai vengono sprecate per programmi ai quali non vorrei fosse destinato nemmeno un centesimo della quota da me versata. La lista è lunga e farla vorrebbe dire sperare nell’impossibile. Mi limito a chiedere di non vedere più sugli schermi Rai tutti i programmi firmati da Michele Guardì. Nell’oggetto apparecchio televisivo si libererebbe tanto di quello spazio (tutti i giorni 2 ore e mezza!) da consentire un ricambio indispensabile a far respirare il mezzogiorno di Rai 2. Persino all’acquario si cambia l’acqua ogni tanto e nessuno piange se capita che qualche pescetto rosso finisce nello scarico; figuriamoci se ci dovesse finire Guardì!

Per la serie i grandi scrittori di Che tempo che fa: Lapo Elkann

Caro Fabio Fazio, il tuo pubblico colto avrà apprezzato la presentazione della prima fatica letteraria di Lapo Elkann che va ad impreziosire la ricca galleria di scrittori che hai ospitato a Che Tempo che Fa. Rai 3 per tanti anni ha detenuto lo scettro di rete della Rai più attenta alla cultura e a tutte le sue sfumature. Ieri la sfumatura culturale che hai regalato al tuo pubblico colto è stata più sfumata di 50 sfumature di grigio, rosso e nero messe insieme. Lapo Elkann ha scritto un libro sulle regole del suo stile e, volendolo vendere su vasta scala, con questo freddo e questo vento ha bussato al convento di Che Tempo che Fa dove gli ha spalancato le porte il gran sacerdote delle vendite di libri in tv; l’unico ancora in grado di far impennare le vendite di un libro.

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Il nuovo Punto alle 20 di RaiNews comincia con Fabio Volo che spiega la par condicio. Caro Corradino Mineo, in che mani ci lasci?

Caro Corradino Mineo, ieri sera come sempre ho sintonizzato l’apparecchio televisivo su RaiNews per Il Punto alle 20 e al tuo posto ho trovato Fabio Volo. Prima di fare il gesto disperato di cambiare canale per vedere il Tg1, ho aspettato; volevo fortemente capire perché il giornalista Luca Gaballo era in collegamento con Fabio Volo dallo studio di Volo in diretta. Cosa è successo? Mi son chiesto, preoccupato. C’è stata la moria dei fiorellini sul davanzale della vicina di casa di Fabio Volo? La cugina della nipote della zia di una vicina di casa della signora che abita sul pianerottolo di Fabio Volo è in crisi con il marito? Un gruppo di scienziati premi Nobel ha scoperto che i sentimenti sono una cosa complessa e hanno messo nella bibliografia della loro ultima pubblicazione tutti i libri di Fabio Volo? No, nulla di così terribile.

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