Chi è Guardì? Urlava Gianfranco Funari 

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Negli anni in cui non aveva più programmi in Rai o Mediaset, Gianfranco Funari conduceva programmi sulle syndacation di tv locali. Ormai era un “giornalaio” e si occupava principalmente dell’attualità politica con il suo stile “mo’ ve lo dico io come stanno le cose”. Ogni tanto però ricordava i tempi in cui conduceva “Mezzogiorno è” su Rai 2 con grande successo (dal 1987 al 1990). Dopo di lui il mezzogiorno di Rai 2 divenne a totale appannaggio di Michele Guardì che ancora oggi è il padrone indiscusso di quella fascia oraria. Ed io ogni volta che vedo i suoi brutti programmi tv penso sempre a Funari che grida “Chi è Guardì?”.

In attesa della decisione più utile su Politics con Gianluca Semprini

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Gianluca Semprini a SkyTg24 conduceva i faccia a faccia elettorali. In quello tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti, per introdurre il tema “Roma città sporca”, appallottolò un foglio di carta e lo gettò al centro del palcoscenico dicendo che Roma era sporca e chiedendo ai due candidati sindaco la loro ricetta. Un gesto inutilmente plateale. Questa estate è passato alla Rai per fare Politics su Rai 3 e lo ha promosso con degli spot inutilmente plateali. Un programma che dopo due puntate è già a rischio chiusura: una decisione che sarebbe utilmente plateale.

Che simpatica gioventù scapijata quella di Take me out

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Quando vedo Gabriele Corsi alla conduzione di Take me out di Real Time, penso al don Buro di Christian De Sica di Vacanze in America. Trenta ragazze alla ricerca dell’uomo ideale e un single disposto a tutto pur di portarsene a casa una. Il format è noioso ma Corsi si traveste da don Buro e, prendendo in giro il single e le ragazze per quello che dicono, per come portano i capelli, per come sono vestiti, dà un senso ad un programma che più che un dating show è uno show datato.

Sky Sport si è accorta che Paolo Di Canio ha un certo tatuaggio 

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Sky Sport ha risolto consensualmente il rapporto di collaborazione con l’ex calciatore Paolo Di Canio perché, nel suo nuovissimo spazio di commento della Premier League, si è presentato davanti alla telecamera a braccia scoperte mettendo così in vista tra i tanti tatuaggi anche quello con la scritta Dux.Sono state le reazioni dei telespettatori sui social network a far prendere la decisione ai dirigenti di Sky Sport. Quando la social tv è molto meglio della tv.

Segreti e delitti: inizia in bruttezza l’estate di Canale 5

Segreti e delitti: pessima tv. Prima dell’interruzione pubblicitaria mostra l’arrivo della moglie di Bossetti negli studi di Canale 5, con una accompagnatrice Mediaset che le dà il benvenuto e la conduce in camerino. Poi, a completare l’opera, l’intervista di Gianluigi Nuzzi con le immagini tratte dall’album della famiglia Bossetti. A Mediaset il miglior giornalismo lo fa Barbara D’Urso.

Gazebo non è un programma cult e nemmeno da prima serata

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, nascondere in terza serata il programma Gazebo ha consentito ai suoi pochi fan di continuare a spacciarlo sui social come un programma cult. Invece è un programmino fatto in economia di contenuti.

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Diego Bianchi che come Zoro duettava con l’altra sua anima comunista, ha preso il posto di Parla con me di Serena Dandini ufficialmente perché il programma del divano rosso costava troppo.

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Elisa Isoardi “ha ascoltato il consiglio di Caro Televip” e voilà la frangetta non c’è più

Cara Elisa Isoardi, se il giornalista Alan Ollio Friedman può andare in giro a vantarsi di aver rivelato che Napolitano avrebbe prospettato a Monti di volergli far fare il premier al posto di Berlusconi in tempi politicamente sospetti, allora io posso andare in giro a dire che Elisa Isoardi ha rinunciato alla frangetta dopo aver letto questo post di Caro Televip.

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Aldo Grasso che parla bene di Barbara D’Urso: alla fine non ce l’ho fatta a non leggere l’articolo.

Cara Barbara D’Urso, questa settimana a Pomeriggio Cinque ti sei vantata delle belle parole che il critico del Corriere della Sera Aldo Grasso ha scritto su di te all’indomani della tua partecipazione alle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi (La7, il 31/1/14). Il solo pensiero che Aldo Grasso abbia potuto parlare bene di te mi ha fatto twittare: “Barbara D’Urso è orgogliosa delle parole che Aldo Grasso ha scritto su di lei. Per fortuna non le ho lette così la mia stima per lui rimane”. Ma non ho resistito.

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Ballando con le stelle: una trasmissione da museo delle cere che Rai 1 riproporrà anche nel 2014

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, era quasi l’una di notte quando ieri sei entrato nelle inquadrature della finalissima di Ballando con le stelle 9 per consegnare la coppa ai vincitori Elisa Di Francisca e Raimondo Todaro. Hai messo la tua faccia per rivendicare il successo (a tuo dire) del programma e per annunciare che nell’autunno 2014 i telespettatori di Rai 1 potranno vedere la 101esima puntata che darà il via alla decima edizione. Con un anno di anticipo ci dici che Rai1 per il decimo anno consecutivo proporrà Ballando con le stelle come programma del sabato sera dell’autunno della prima rete televisiva italiana.

Una resa alla creatività, alla innovazione e alla vitalità di una rete vecchia che non ha nessuna intenzione di rinnovarsi. Ballando con le stelle è un programma da museo delle cere. Per settimane avete sfruttato il clamore suscitato dal look con parrucchino di Sandro Mayer per nascondere il vecchiume di tutto il resto del cast e non mi riferisco al look ma alla vera e propria presenza. Da Ivan Zazzaroni a Carolyn Smith, da Guillermo Mariotto a Fabio Canino e perfino tutti i maestri di ballo ormai sembrano le statue di un museo delle cere. Sono invecchiati all’Auditorium del Foro Italico e il reparto trucco e parrucco non riesce più a non farli sembrare le statue di cera di loro stessi. Tutto Ballando con le stelle è un programma da museo delle cere e la necessità di contenere le spese per la crisi non poteva che peggiorare la situazione. Avete messo insieme un cast debolissimo e siete dovuti ricorrere alla polemica alimentata da Anna Oxa per destare l’attenzione su un programma che per tre puntate è stato prevalentemente un talk show di terza categoria. E su tutti, Milly Carlucci, la cui statua del museo delle cere è più attuale dell’originale. Il suo modo di condurre è fermo alla tv degli anni ’90. Una Milly Carlucci che sa bene quanto sia vecchia la trasmissione e che proprio nel finale di ieri ha promesso che la prossima edizione sarà aggiornata ai tempi televisivi del 2014. Quindi la decima edizione sarà condotta dalla sua statua del museo delle cere?

Red Ronnie a Tv Blog: “I contratti dei talent non ce li hanno le case discografiche, ma ce li hanno Maria De Filippi e questi qua”.

Cara Maria De Filippi, ogni tanto qualcuno tra gli addetti ai lavori rompe il muro del silenzio e critica i talent show musicali sotto tanti punti di vista ma a me colpisce soprattutto quando le critiche si riferiscono alle strategie delle case discografiche. Ad agosto mi colpì questa dichiarazione di Claudio Baglioni: “Il mercato della musica deve darsi un metodo, che non può essere quello dei talent show, in cui gli interpreti vengono allevati in batteria e ogni anno bisogna trovarne per forza uno per il pubblico televisivo” (da Repubblica, 14/8/13). Oggi invece mi ha colpito una affermazione di Red Ronnie, che è tornato dopo dodici anni con il suo Roxy Bar in onda ogni domenica su Streamit.

In una lunga ed interessante conversazione con Mr. Odo di Tv Blog, Red Ronnie (parlando di talent ma anche di televisione, innovazione, interazione, giovani e televoto) ti ha direttamente tirato in ballo in qualità di regina del genere talent show musicale che “governa” il rapporto tra i cantanti usciti da Amici e le case discografiche:

Mr. Odo, Tv Blog: Certi dicono che i talent siano un’ancora di salvezza per un mondo discografico che sennò è in apnea, concordi?

Red Ronnie: No, perché i contratti dei talent non ce li hanno le case discografiche, ma ce li hanno Maria De Filippi e questi qua. Quindi: a quanto mi risulta quelli che escono da Amici sono tutti sotto contratto con Maria e lei decide il bello e il cattivo tempo. Quindi non è che sia una cosa straordinaria….

Cara Maria De Filippi, messa così come la mette Red Ronnie sembrerebbe che tu e chi gestisce gli altri talent mantenete un potere decisionale sulle carriere dei cantanti anche quando non sono più concorrenti dei talent show, svolgendo in pratica il ruolo di co-produttori. Tu pensa che io nella mia ingenuità credevo che vi limitaste ad allevarli in batteria e poi, una volta spiccato il volo (per quei pochi che temporaneamente lo spiccano), vi immaginavo beati alla finestra a vederli volteggiare nel fantastico mondo in cui li avete lanciati. Cara Maria De Filippi, non so se è vero come dice Red Ronnie che “quelli che escono da Amici sono tutti sotto contratto con Maria e lei decide il bello e il cattivo tempo”. Se così fosse, direi che è giunto il momento di invertire la tendenza del tuo presunto potere assoluto e decidere di fare un po’ più di tempo bello anziché cattivo.