Chiude Politics di Rai 3: resterà come il flop simbolo della direzione di Daria Bignardi 

La chiusura del talkshow di attualità politica Politics di Rai 3 dispiacerà ai pochissimi telespettatori che lo hanno seguito. Ma siamo sicuri che sia stato un flop? Si, lo è stato se ci limitiamo a valutare i bassissimi ascolti. Se invece valutiamo che Politics ha sostituito il Ballarò di Massimo Giannini che non piaceva all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi allora può considerarsi un grande successo. Quello spazio così come era nella tradizione della rete oggi non esiste più, di fatto è stato azzerato. Ora va ricostruito. Una operazione impossibile a stagione abbondantemente iniziata. Riuscirà Rai 3 ad ottobre del 2017 a presentare un programma ed un conduttore in grado di rilanciare la prima serata informativa del suo martedì sera? Io credo di no se Daria Bignardi ne sarà ancora la direttrice.

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In attesa della decisione più utile su Politics con Gianluca Semprini

Il postino (o piccolo post)

Gianluca Semprini a SkyTg24 conduceva i faccia a faccia elettorali. In quello tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti, per introdurre il tema “Roma città sporca”, appallottolò un foglio di carta e lo gettò al centro del palcoscenico dicendo che Roma era sporca e chiedendo ai due candidati sindaco la loro ricetta. Un gesto inutilmente plateale. Questa estate è passato alla Rai per fare Politics su Rai 3 e lo ha promosso con degli spot inutilmente plateali. Un programma che dopo due puntate è già a rischio chiusura: una decisione che sarebbe utilmente plateale.

Politics di Rai 3 e l’ospitata della settimana dopo

Caro Gianluca Semprini, la prima puntata di Politics su Rai 3 non mi è piaciuta e non mi è piaciuta la scelta di dare la possibilità al grillino Luigi Di Maio di essere ospite in studio alla seconda puntata dopo averti dato buca alla prima perché lui e il Movimento 5 Stelle erano in piena bufera politica.

La sua collega di partito la senatrice Taverna lo ha informato via mail che l’assessore Paola Muraro della giunta romana della sindaca grillina Virginia Raggi era indagata e lui non ha informato il direttorio del Movimento (ormai un vero e proprio partito). E come si è giustificato per questo grave silenzio? Con una scusa che ha fatto ridere il mondo: “Ho letto quella mail ma ho capito male”.
Caro Gianluca Semprini, in pratica Luigi Di Maio ha posto fine alla sua immagine di premier in pectore e, a sei giorni di distanza, non merita più l’attenzione di una prima serata in un talk show politico.

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