Il confronto tv alla francese è il migliore per vedere i politici quasi al naturale

Caro Bruno Vespa, ieri ho seguito in diretta su SkyTg24 il confronto televisivo tra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron candidati alle elezioni presidenziali francesi. Per l’ennesima volta la tv ha dimostrato che ha ancora un ruolo centrale nelle strategie di comunicazione dei politici ai massimi livelli. I due candidati presidenti sono stati in diretta tv per oltre 2 ore e mezza e se le sono date di santa ragione.

E’ stato un confronto durissimo in cui lo scontro verbale ha prevalso sui contenuti politici. I due moderatori si sono limitati a regolare i tempi e a proporre i temi ma rarissimamente sono intervenuti per “separare” i due contendenti che si “colpivano” con parole al vetriolo. Pensavo a te mentre quei due si riversavano addosso quel fiume di parole politicamente scorrette.

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La televisione italiana ha di nuovo il suo punto di riferimento assoluto: Matteo Renzi 

Caro Bruno Vespa, domenica scorsa Matteo Renzi ha vinto le primarie del Partito Democratico e ne è di nuovo il legittimo segretario. E’ durata pochissimo la sua assenza da protagonista della scena politica. Il tempo di far dimenticare che ha perso il referendum sulla riforma costituzionale, una sconfitta che a suo dire lo avrebbe portato ad abbandonare la politica.

Tempo 4 mesi da quella eclatante sconfitta politica e rieccolo sulla poltrona più importante della politica italiana quella di segretario del partito con la maggioranza relativa in parlamento. E’ da quella poltrona che, di fatto, si governa il Paese.

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La sindaca di Roma Virginia Raggi, con una grande interpretazione, dà il via alla nuova Edicola Fiore

Caro Rosario Fiorello, ieri hai condotto una prima puntata “Pum! Pum! Pum!” della nuova Edicola Fiore, dalla nuovissima location di Piazza dei Giuochi Delfici a Roma.

Per l’esordio hai voluto esagerare con gli ospiti “istituzionali”: Andrea Scrosati (Executive Vice President Programming Sky Italia), Nils Hartmann (Director of Original Productions Sky Italia), Andrea Fabiano (Direttore di Rai 1) e Virginia Raggi (sindaca di Roma).

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Cosa resterà degli anni Obama: Michelle ospite di James Corden ed Ellen Degeneres

Cari James Corden ed Ellen Degeneres, chi come me è stato profondamente deluso dagli 8 anni di Barack Obama alla Casa Bianca non può che ricercare negli otto anni di Michelle Obama come first lady, l’aspetto più interessante di questa comunque storica presidenza.

Quando ieri nell’ultimo discorso da presidente Barack ha reso omaggio a Michelle, è scattata immediatamente la standing ovation alla quale mi aggiungo anch’io.

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Meno Renzi per tutti, in TV. Godiamoci questi momenti che poi in autunno tornerà più vispo e presente che mai

Caro Bruno Vespa, non è trascorso nemmeno un mese dalla puntata speciale di Porta a Porta dedicata alle dimissioni di Matteo Renzi da Presidente del Consiglio in cui ti chiedevi: “Renzi si è dimesso. E adesso?”.

Per quanto riguarda il governo, al tuo interrogativo c’è solo una risposta: tutto come prima ma senza la presenza invadente e totalizzante sui media di Matteo Renzi.

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Donald Trump è Presidente degli Stati Uniti: non mi meraviglierei se la prima intervista dallo studio ovale la concedesse a Megyn Kelly

Cara Megyn Kelly di Fox News, se c’è una giornalista che esce in trionfo dalle elezioni presidenziali americane 2016 quella sei tu. Sei tu la giornalista che è stata attaccata dal candidato presidente Donald Trump perché durante il primo dibattito tv repubblicano del 6 agosto 2015 gli chiedesti conto delle frasi sessiste da lui usate.

Sei tu la giornalista che per quello è diventata l’icona del giornalismo che non abbassa la testa. Sei tu la giornalista che si è sciolta in un tenero sorriso quando Donald Trump ha deciso di citarti nella notte della vittoria nella tappa del Michigan delle primarie repubblicane.

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Renzi e Zagrebelsky a Sì o No di Enrico Mentana su La7: i tweet di Caro Televip 

Zagrebelsky non ha i tempi e la capacità televisiva di Renzi. I contenuti bisogna saperli comunicare caro professore te sta affà nero

Zagrebelsky in tv è un danno per il No incapace di arginare la “cattiveria” di Renzi

dove stanno i contenuti di Zagrebelsky? Dentro la sua testa non riesce a dirne uno come si deve

Zagrebelsky si sta incartando perché offre a Renzi solo sponde per fargli dire favolette

Zagrebelsky ogni volta che Renzi gli dice “lei non sta dicendo la verità” lo guarda come se non capisse che gli sta dando del bugiardo

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Otto e Mezzo: Matteo Renzi vince per KO la sfida dei battutari con Marco Travaglio

Cara Lilli Dietlinde Gruber, dopo la partecipazione di ieri al tuo Otto e Mezzo (La7) non si potrà dire che il presidente del Consiglio Matteo Renzi fugge dal confronto dialettico faccia a faccia con il giornalista più critico nei suoi confronti, il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio. 

I due hanno battagliato come ci si aspettava ma ovviamente è prevalso, rispetto ai contenuti, il desiderio di entrambi di metter KO l’avversario con le battute, cosa che televisivamente rende di più.

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Politics di Rai 3 e l’ospitata della settimana dopo

Caro Gianluca Semprini, la prima puntata di Politics su Rai 3 non mi è piaciuta e non mi è piaciuta la scelta di dare la possibilità al grillino Luigi Di Maio di essere ospite in studio alla seconda puntata dopo averti dato buca alla prima perché lui e il Movimento 5 Stelle erano in piena bufera politica.

La sua collega di partito la senatrice Taverna lo ha informato via mail che l’assessore Paola Muraro della giunta romana della sindaca grillina Virginia Raggi era indagata e lui non ha informato il direttorio del Movimento (ormai un vero e proprio partito). E come si è giustificato per questo grave silenzio? Con una scusa che ha fatto ridere il mondo: “Ho letto quella mail ma ho capito male”.
Caro Gianluca Semprini, in pratica Luigi Di Maio ha posto fine alla sua immagine di premier in pectore e, a sei giorni di distanza, non merita più l’attenzione di una prima serata in un talk show politico.

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