Il primo duello tv tra Di Maio e Renzi salta: la Rai vince senza giocare grazie al grillino che l’aveva fatta fuori

Cara presidente della Rai Monica Maggioni, ti piace vincere senza giocare? Io dico che nel caso di specie, si.

Dopo il voto per le elezioni regionali in Sicilia in cui il Partito Democratico ha subito una pesante sconfitta, il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha annullato il confronto televisivo con il candidato premier del Partito Democratico Matteo Renzi, con questa motivazione:

“Il PD è politicamente defunto. Il nostro competitor non è più Renzi. Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione”.

Cara presidente della Rai Monica Maggioni, da giornalista converrai con me cittadino, telespettatore e blogger tv che si tratta di un clamoroso autogol del grillino Di Maio che si comporta più da grillino che da aspirante statista. È stato un errore lanciare la sfida. Renzi sapeva che avrebbe preso una vera e propria tranvata in Sicilia e non gli è parso vero di poter sfruttare quella sfida televisiva due giorni dopo una sconfitta politica. Chi sa di comunicazione sa che Renzi avrebbe capitalizzato al massimo il confronto tv per ridimensionare la debacle siciliana. Se è vero che chi è in vantaggio non ha interesse a misurarsi con chi insegue è altrettanto vero che i sondaggi parlano chiaro da mesi e allora chi è in vantaggio non deve lanciare sfide a chi deve recuperare. In tal senso ritirarsi dalla sfida ha solo una chiave di lettura: essersi reso conto che avrebbe fatto un regalo a chi è in difficoltà. Cara presidente della Rai Monica Maggioni, così, quella che sembrava una incredibile sconfitta per il servizio pubblico Rai, diventa di colpo una vittoria senza neppure giocare. Per due ragioni. Il confronto è stato annullato dal candidato premier che non voleva farlo sulla Rai e quindi, la conseguente solita figura da grillino di chi aspira a fare lo statista, rende giustizia indirettamente alla funzione e alla serietà del servizio pubblico Rai. Ultimo ma non ultimo, alla Rai non resterà nel curriculum di non avere ospitato il confronto tv più atteso. Se fossi il presidente della Rai oggi andrei in giro con soddisfazione a dire: “Mi piace vincere facile”.

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