Elezioni politiche 2018: anche stavolta non potrò decidere chi è “il meno peggio” tramite il confronto diretto in tv tra i leader dei partiti

Domenica prossima si va alle urne per le elezioni politiche del 2018 con cui eleggeremo i nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. E’ stata una delle più insignificanti campagne elettorali che io abbia mai visto (compirò 54 anni a maggio). Le elezioni sono il momento più alto e significativo di una democrazia. Vedere come è ridotta la classe dirigente dei partiti politici, dei movimenti e delle liste che si candidano a guidare l’Italia è deprimente.

Il livello bassissimo dei contenuti e la bassissima caratura dei leader politici, nessuno escluso, che hanno condotto questa campagna elettorale, resterà negli annali della storia di un Paese che pure ne aveva già visti tanti di livelli bassissimi.

In una situazione così drammaticamente inadeguata la scelta è tra “il meno peggio”. Se volessi votare in base al mio credo politico non mi sentirei rappresentato da nessuno di quelli che si presentano a queste elezioni. Se volessi votare in base ai programmi farei un torto alla mia intelligenza nel considerarli dei programmi politici. La situazione dal mio punto di vista è questa: se anche chi come me ha la più alta considerazione del momento di esercizio del diritto/dovere di voto sta prendendo in considerazione la possibilità di non andare a votare perché non ritiene all’altezza del Paese l’offerta politica in campo, allora siamo messi davvero malissimo. Se volessi decidere di votare “il meno peggio” guardando i confronti televisivi diretti e in diretta tv tra i leader dei partiti politici non potrei farlo perché non ci saranno. Resterà una eccezione il faccia a faccia ad Otto e Mezzo di Lilli Gruber su La7 del 13 febbraio 2018 tra Matteo Salvini leader della Lega e Laura Boldrini che però, anche se lo sembra, non è la leader di Liberi e Uguali che presenta Pietro Grasso come leader ufficiale. Il mio interesse per questo confronto tv l’ho espresso in un tweet con il meme ispirato a Non amarmi di Aleandro Baldi e Francesca Alotta. Con la formula del “faccia a faccia”, gli ultimi confronti diretti tra “candidati premier” sono stati quelli tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi nel 2006 ospitati dalla Rai e condotti da Bruno Vespa e Clemente Mimun. Nel 2008 non ci fu il “duello” tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni e nel 2013, con l’avvento del Movimento 5 Stelle, di fatto finì il bipolarismo e quindi l’uno contro uno è diventato di nuovo impossibile da fare. Quest’anno poi c’è il “Rosatellum bis”, il nuovo sistema elettorale “misto”, ovvero, un po’ proporzionale e un po’ maggioritario che chi lo capisce è bravo ma che soprattutto non è fatto per esprimere in maniera “ufficiale” il nome del candidato premier, anche se nei simboli di molti partiti c’è un nome e cognome accompagnato dalla scritta “presidente”. Come sempre sarà il Presidente della Repubblica a decidere a chi affidare l’incarico di provare a formare il Governo e di solito lo affida in prima battuta a chi sulla carta ha i numeri per poter avere la maggioranza parlamentare e non necessariamente alla singola forza politica che ha ricevuto il maggior numero di voti. Non ci saranno nemmeno i confronti televisivi diretti multipli, per intenderci quelli tanto cari a SkyTg24 che li fa da anni soprattutto per le elezioni dei sindaci che si basano su un sistema elettorale maggioritario. Dunque non potrò nemmeno scegliere “il meno peggio” sulla base del più semplicistico dei sistemi per decidere. Per il bene che voglio alla Repubblica Italiana e per l’altissimo valore che do all’atto del voto, dedicherò gli ultimi 4 giorni prima del voto alla riflessione, nell’impresa impossibile di trovare anche solo una qualità ad un partito e al suo leader; perché a votare ci voglio andare e non voglio votare scheda bianca. O meglio, non vorrei.

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2 risposte a "Elezioni politiche 2018: anche stavolta non potrò decidere chi è “il meno peggio” tramite il confronto diretto in tv tra i leader dei partiti"

    • akio 27 febbraio 2018 / 19:42

      Si ho fatto un giro adesso sul tuo Twitter per recuperare un po’ di tweet che mi sono perso e l’ho visto

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