Caro Giovanni Minoli, quanto sia vecchio il tuo nuovo Faccia a Faccia su La7 l’ho scritto nel live tweeting della prima puntata.

Nel frattempo le cose non sono migliorate e anche gli ascolti dicono che il programma non è indispensabile.
Caro Giovanni Minoli, quanto sia vecchio il tuo nuovo Faccia a Faccia su La7 l’ho scritto nel live tweeting della prima puntata.

Nel frattempo le cose non sono migliorate e anche gli ascolti dicono che il programma non è indispensabile.
Dalla scelta di questi ospiti è evidente che la distanza che mi separa dall’antipaticissimo show televisivo #tvtalk è ormai incolmabile pic.twitter.com/wv2lVQ8Gby
— carotelevip (@carotelevip) 18 novembre 2016
il postino (o piccolo post)
La Rai aveva il serio problema di ricollocare l’ex direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer e lo ha fatto affidandole una striscia quotidiana dalle 18.30 alle 18.53 su Rai 3 a far da traino al “suo” Tg3. Lei ha accettato e mai vendetta è stata più tremenda perché più che un traino Cartabianca è un masso appeso al collo. Anche del telespettatore che avrà il coraggio di vederlo. Cartabianca è un prodotto low cost che più low non si può. Lo studio in stile vecchia Rai dei tempi di Rodolfo Valentino è la cosa più moderna e interessante del programma.

La ricollocata Bianca Berlinguer è noiosa, lenta, prevedibile. C’è da chiedersi perché alle 18.30 una persona con un minimo di allegria inside dovrebbe vedere le interviste da sonno della Berlinguer. Chi dovrebbe dare brio al programma è Gabriele Corsi che sta a Cartabianca come Dario Vergassola sta a Sunday Tabloid di Rai 2: un disastro. Ma la colpa più grande di chi ha deciso questa ricollocazione è quella di aver tolto 25 minuti a Geo un programma interessante e fatto bene che a quell’ora venerdì scorso è stato visto da 1.700.000 spettatori (11% di share). Cartabianca non è buono nemmeno come riempitivo nel palinsesto notturno. Togliere tempo ad una certezza come Geo è una sciocchezza tipica della nuova Rai 3 di Daria Bignardi. Cartabianca di Bianca Berlinguer è buono solo per ricordare la battuta di Totò nel film I due colonnelli.
Pronto per il ritorno al passato di @La7tv #FacciaAFaccia Giovanni Minoli già Mixer dal faccione di Berlusconi al faccino di Renzi
— carotelevip (@carotelevip) 6 novembre 2016
Non ci posso credere: nella sigla di #FacciaAFaccia Minoli ha messo il refrain della sigla di Mixer questo pensa di essere attuale! @La7tv pic.twitter.com/TEFNLbxLae
— carotelevip (@carotelevip) 6 novembre 2016
Dove eravamo rimasti? Giovanni Minoli ieri con Berlusconi a Mixer oggi con Renzi a #FacciaAFaccia @La7tv #taleequaleshow la nuova tv pic.twitter.com/fyxkbZn8Ku
— carotelevip (@carotelevip) 6 novembre 2016
il postino (o piccolo post)
Ad aprile, mentre le due serate evento del Rischiatutto di Fabio Fazio su Rai 1 facevano il 30% di share, scrivevo su Twitter:
“Rischiatutto doveva rimanere un’icona degli anni ’70. Oggi è solo l’ennesima figurina per l’album dei ricordi di Fabio Fazio. Due palle! La storia di Mike Bongiorno non meritava questa scimmiottatura del suo Rischiatutto firmata Fazio e Rai1. Fabio Fazio vuole spiegare ai giovani cos’era Rischiatutto: oltre che presuntuoso si sta dimostrando un cattivo maestro. Il problema non è la versione vip ma il format giurassico. L’unico colpo di scena sarebbe se prendesse un colpo a Fazio. Rischiatutto 30% su Rai1 con De Filippi e Fiorello. A ottobre su Rai3, un vecchio quiz con concorrenti sconosciuti in prime time: 15% max? Se Rischiatutto è così forte perché @RaiUno ad ottobre non lo piazza al sabato contro #tusiquevales ? Ma davvero la Rai pensa di proseguire con questo tristissimo ritorno al futuro chiamato Rischiatutto? Rischiatutto già è noioso di suo ma con la conduzione di agonia Fazio mi deprime. Non è un programma di contenuto è una specie di Ti lascio una canzone con dei bambinoni che ripetono nozioni a memoria. In una Italia che doveva controbattere il ’68, la Rai tirò fuori il monumento al nozionismo. Il nozionismo acritico e senza approfondimento di Rischiatutto, nel 2016, è roba da Rai disEducational. Fatte queste due puntate celebrative è solo una follia a spese degli abbonati riproporre questo strazio di quiz. Dopo i fuochi d’artificio delle due serate evento dovrebbe ritirarsi da vincitore e tornare nel cassetto dei ricordi tv” (da @carotelevip del 22/4/16).
Ad ottobre, la prima puntata su Rai 3 ha fatto il 13.8% di share. Nella seconda ha perso 3 punti di share scendendo al 10.9%. Ora, se un semplice blogger tv è così lungimirante, perché non lo sono anche i dirigenti della Rai?
Cara Ilary Blasi, per me che ho scritto nel 2007 che tu e tuo marito Francesco Totti avrete un futuro televisivo in qualità di “nuovi Sandra e Raimondo” sarebbe più gratificante oggi scrivere un post su quella che ritengo una tappa determinante nel percorso di questa mia previsione: l’ospitata-show di ieri di Francesco Totti nella casa del Grande Fratello Vip.

Diciamo che per quella basta qualche tweet. La ciccia della puntata di ieri di questo reality bollito e ribollito all’infinito nel trash, è ben altra: l’evoluzione narrativa della lite dello scolapasta tra Elenoire Casalegno e Valeria Marini.
Francesco Totti si prepara al nuovo lavoro come showman tv nella Mediaset di #PierSilvio compagno della Toffanin amica di Ilary #GFvip pic.twitter.com/qNS2KIrx3f
— carotelevip (@carotelevip) 24 ottobre 2016
Che anno era quando ho scritto che Ilary e Totti sarebbero stati i nuovi Sandra e Raimondo di Canale 5 non ricordo ma c’ho i ritaji #GFvip
— carotelevip (@carotelevip) 24 ottobre 2016
Signorini “Non sono l’unico spara caxxate d’Italia”. Diciamo che sei nella 🔝10 #GFvip pic.twitter.com/dmnSe27qq7
— carotelevip (@carotelevip) 17 ottobre 2016
#tvtalk sta ai televip come #portaaporta sta ai politici #taccuino pic.twitter.com/l5aREBn2D4
— carotelevip (@carotelevip) 29 settembre 2016
Caro direttore editoriale per l’offerta informativa Rai Carlo Verdelli, con il ritorno di Michele Santoro a Rai 2 l’offerta informativa Rai completa il suo Triangolo delle Bermude: Gianluca Semprini con Politics, Annalisa Bruchi con Sunday Tabloid e appunto Michele Santoro con Italia.

Con questi tre talk show di attualità e politica, l’offerta informativa Rai sprofonda negli abissi dell’inconsistenza assoluta.