Mediaset potrebbe chiudere Tiki Taka con Pierluigi Pardo: punterà tutto su Giorgia Rossi nonostante gli ascolti flop?

Ho letto su leggo.it (articolo di Marco Castoro del 27/5/2020): “Tiki Taka, c’è aria di chiusura: Mediaset costretta ai tagli dopo il calo della pubblicità. Il programma condotto da Pierluigi Pardo potrebbe chiudere definitivamente i battenti e non riprendere né con il ritorno del calcio giocato, né la prossima stagione ”.

L’articolo dice che il calo di entrate pubblicitarie avuto da Mediaset “metterebbe in ginocchio pure un colosso” e quindi il primo motivo di questa scelta sarebbe quello di una spesa insostenibile per una intera stagione tv. Tiki Taka era il titolo principale di Sport Mediaset. Pierluigi Pardo lo ha fatto crescere e negli anni scorsi ha dato del filo da torcere negli ascolti alla Domenica Sportiva di Rai 2. Pardo ha dato al programma un piglio dinamico, scanzonato a tratti divertente e quando ad inizio della stagione 2019/2020 ha avuto la intuizione di accoppiare Bobo Vieri e Antonio Cassano come opinionisti, ha raggiunto il livello massimo di personalità del format, unendo l’esperienza sul campo e la competenza tecnica ad un piacevole effetto divertissement dato dal carattere della coppia di ex calciatori. Ogni volta che ho seguito il programma, la coppia Vieri-Cassano, sapientemente gestita da Pierluigi Pardo, valeva il prezzo di sintonizzarsi su una rete Mediaset. Solo quando erano presenti in studio i giornalisti Sandro Sabatini e Giorgia Rossi, cambiavo canale perché in quel caso il prezzo da pagare nel seguire il programma, per la mia considerazione del giornalismo sportivo, era insostenibile. Per Tiki Taka sarebbe “allo studio una nuova formula editoriale per la prossima stagione. Con Pierluigi Pardo si valuteranno nuove collaborazioni giornalistiche nell’ambito dell’informazione sportiva Mediaset” (da leggo del 30/5/2020). L’idea che mi sono fatto è che lo spazio di Tiki Taka sarà riempito con la presenza massiccia di Giorgia Rossi al centro di uno studio a gestire due opinionisti interrompendoli per parlare a macchinetta facendo vedere quanto ne sa di calcio. Se così sarà, continuerà a perseguitarmi la domanda che mi faccio da anni: chi continua a mandare in onda Giorgia Rossi nonostante le sue conduzioni non facciano mai ascolti entusiasmanti?

Sandro Sabatini: la palla al piede di Tiki Taka!

Tiki Taka già occupa tutta la prima fila sulla linea di partenza dei talkshow sportivi dell’autunno 2019

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Tiki Taka già occupa tutta la prima fila sulla linea di partenza dei talkshow sportivi dell'autunno 2019 Nel cast di Tiki Taka per l'autunno 2019 è stata confermata Wanda Nara che nella passata stagione ha avuto un ruolo di "esclusiva" di primissimo piano vista la telenovela Icardi-Inter, culminata con la puntata in cui la moglie-manager dell'attaccante argentino, in lacrime, ha fatto la sua dichiarazione d'amore verso l'Inter. Quest'anno ci sono due new entry che garantiscono competenza calcistica ma anche, come piace a Pierluigi Pardo, il gran cazzeggio: Antonio Cassano e Bobo Vieri. Entrambi sono già stati più volte ospiti di Tiki Taka nella passata stagione ma averli nel cast vuol dire alzare l'asticella dell'imprevedibilità esplosiva che è una caratteristica dei due ex calciatori. Pierluigi Pardo, l'unico che si è avvicinato allo spirito insuperabile del Pressing di Raimondo Vianello, sa fare tv commerciale con quel pizzico di qualità ed originalità che manca a tutti gli altri. Il suo talkshow, tra alti e bassi, ha una personalità indiscussa che brilla anche per l'assenza di alternative all'altezza. Tiki Taka negli ultimi anni si è guadagnato anche un importante riconoscimento sul mio personalissimo taccuino: è uno dei pochi programmi Mediaset, guardabili.

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Tiki Taka News non rinuncia al suo stile scanzonato anche nel giorno della strage di Manchester

Caro Pierluigi Pardo, ci sono conduttori e trasmissioni tv che hanno dei registri comunicativi talmente particolari che si fatica ad adeguarli alle situazioni. E’ il caso tuo e del tuo Tiki Taka News. Il programma nella versione delle 19, come in quella originale di seconda serata, ha un approccio ironico, leggero, scanzonato (a tratti tendente al sano “cazzeggio”) sul mondo del calcio e dello sport. E’ un approccio che ricalca il tuo stile di conduzione brillante, alla romana, con la spalla destra tendente al movimento in avanti ad accompagnare le tue parole in una sorta di “anacapito anacapaito” continuo.

Una conduzione che a me piace in situazioni e in giornate normali. Ma ieri non è era una giornata normale. Ieri era la giornata in cui tutto il mondo occidentale, e l’Europa in particolar modo, erano scossi dall’attentato terroristico con esplosioni nel foyer della Manchester Arena dove si era appena concluso il concerto della pop star americana Ariana Grande. Un attentato che ha provocato 22 morti, 120 feriti (12 gravissimi) e 12 dispersi. Tra questi, moltissimi bambini e giovanissimi che sono il pubblico principale della pop star ventitreenne.

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Il processo del lunedì: primo errore della nuova stagione di Rai 3. La non valletta Andrea Delogu: secondo errore

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, c’è un limite alla presunzione di innocenza. Fino a quando Rai 3 non sarà completamente azzerata dalla concorrenza hai diritto ad una difesa d’ufficio ma non sarò io a patrocinarla. L’ultima tua “invenzione” di direttore di rete è quella di ritrasmettere Il processo del lunedì un talk show che stava esalando l’ultimo respiro su Rai Sport 1 ma che hai deciso di accompagnare tu al traguardo finale della scomparsa dai palinsesti Rai. Continua a leggere

Pierluigi Pardo che imita Pierluigi Pardo nello spot di Tiki Taka: quando l’autoreferenzialità è giustificata e divertente

Caro Pierluigi Pardo, Italia Uno sta trasmettendo lo spot della nuova stagione di Tiki Taka in cui interpreti il ruolo di Pierluigi Pardo che imita Pierluigi Pardo.


La autocitazione nasce da una di quelle intuizioni fotografiche che hanno molto successo sui social network.

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Brasile 2014: Rai Sport è da archeologia televisiva

Caro direttore generale Rai Luigi Gubitosi, sono iniziati i mondiali di calcio Brasile 2014 e con essi è iniziato il tiro ai piccioni Rai e Rai Sport. Sottrarmi a questo esercizio balistico mi è impossibile. Innanzi tutto perché sono un abbonato Rai e poi perché mi piace la tv fatta bene e la Rai, ormai ombra del suo blasone e della sua storia, non la fa più la tv fatta bene. E non è colpa della tua spending review.

La Rai invecchia a vista d’occhio vittima della gestione di tipo ministeriale degli anni passati che ha ancora effetti deleteri sui singoli programmi che vanno in onda.

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