domani #Giass il cattivismo di #Ricci contro il buonismo di Fazio risultato 0 a 0. Invece #Raffaele 10 #Littizzetto 0 a occhi chiusi.
— carotelevip (@carotelevip) 15 Marzo 2014
domani #Giass il cattivismo di #Ricci contro il buonismo di Fazio risultato 0 a 0. Invece #Raffaele 10 #Littizzetto 0 a occhi chiusi.
— carotelevip (@carotelevip) 15 Marzo 2014
Caro direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, ieri sera avrai alzato la testa dal libro dei conti della Rai per ammirare su Rai 1 la Rai premiata dalla Rai al Premio Regia Televisiva 2014 (in diretta su Rai 1 in prima serata). L’unico pregio di questo premio è quello di certificare ogni anno di più la irreversibilità della crisi della tv generalista di cui la Rai sembra entusiasta di essere la più autorevole e dispendiosa portabandiera.

Caro Enrico Mentana, stasera, mentre tutta l’Italia televisiva si accalcherà per vedere la prima serata della 64esima edizione del festival della canzonetta italiana, tu andrai in onda in diretta su La7 con una puntata di Bersaglio mobile intitolata “Renzi o no?”. Da giornalista di razza cavalchi l’onda dei #RenziDays buttandoti senza rete, La7, contro la canterina macchina da guerra di Rai 1. Nessuna emittente televisiva nella settimana sanremese ha predisposto una controprogrammazione degna di questo nome. Solo tu, da solo, a mani nude, lanci la sfida. Giovanni Floris e Michele Santoro si sono eclissati. Il primo per motivi di squadra-Rai, il secondo per motivi di audience che non sarebbe in grado di garantire agli inserzionisti. E tu ti sei infilato nel buco del martedì con la speranza di racimolare qualche telespettatore di Floris. Così mentre Fazio e Littizzetto intontiranno gli italiani con la spensieratezza preconfezionata parola per parola, tu eserciterai il diritto di cronaca politica per commentare e decodificare la prima giornata di consultazioni ufficiali del premier incaricato Matteo Renzi.

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, era quasi l’una di notte quando ieri sei entrato nelle inquadrature della finalissima di Ballando con le stelle 9 per consegnare la coppa ai vincitori Elisa Di Francisca e Raimondo Todaro. Hai messo la tua faccia per rivendicare il successo (a tuo dire) del programma e per annunciare che nell’autunno 2014 i telespettatori di Rai 1 potranno vedere la 101esima puntata che darà il via alla decima edizione. Con un anno di anticipo ci dici che Rai1 per il decimo anno consecutivo proporrà Ballando con le stelle come programma del sabato sera dell’autunno della prima rete televisiva italiana.

Una resa alla creatività, alla innovazione e alla vitalità di una rete vecchia che non ha nessuna intenzione di rinnovarsi. Ballando con le stelle è un programma da museo delle cere. Per settimane avete sfruttato il clamore suscitato dal look con parrucchino di Sandro Mayer per nascondere il vecchiume di tutto il resto del cast e non mi riferisco al look ma alla vera e propria presenza. Da Ivan Zazzaroni a Carolyn Smith, da Guillermo Mariotto a Fabio Canino e perfino tutti i maestri di ballo ormai sembrano le statue di un museo delle cere. Sono invecchiati all’Auditorium del Foro Italico e il reparto trucco e parrucco non riesce più a non farli sembrare le statue di cera di loro stessi. Tutto Ballando con le stelle è un programma da museo delle cere e la necessità di contenere le spese per la crisi non poteva che peggiorare la situazione. Avete messo insieme un cast debolissimo e siete dovuti ricorrere alla polemica alimentata da Anna Oxa per destare l’attenzione su un programma che per tre puntate è stato prevalentemente un talk show di terza categoria. E su tutti, Milly Carlucci, la cui statua del museo delle cere è più attuale dell’originale. Il suo modo di condurre è fermo alla tv degli anni ’90. Una Milly Carlucci che sa bene quanto sia vecchia la trasmissione e che proprio nel finale di ieri ha promesso che la prossima edizione sarà aggiornata ai tempi televisivi del 2014. Quindi la decima edizione sarà condotta dalla sua statua del museo delle cere?
Ballando con le stelle è l’esempio più evidente della crisi dei talk show della televisione italiana #ballando9 #Rai1
— carotelevip (@carotelevip) November 2, 2013
Per coerenza aziendale nessuna trasmissione #Rai dovrebbe mai ospitare la ragazza eletta #missitalia2013 su #La7 Bruno Vespa sarà coerente?
— carotelevip (@carotelevip) October 25, 2013
Enrico Mentana lunedì darà la notizia dell’elezione di #missitalia2013 ci farà un servizio? La ospiterà in studio con la fascia e la corona?
— carotelevip (@carotelevip) October 25, 2013
Cara patron di Miss Italia Patrizia Mirigliani, dopo il promo storico con le foto delle Miss Italia più famose delle prime edizioni in bianco e nero, La7 manda in onda anche un promo con i due attori che condurranno l’edizione 2013 Massimo Ghini e Cesare Bocci. Dal promo lasciano intendere che la loro sarà una conduzione caratterizzata da un continuo scambio di dialoghi brillanti. Visto che Cesare Bocci è noto al pubblico televisivo nei panni di Mimì Augello de Il commissario Montalbano, penso proprio che Massimo Ghini farà un po’ il Luca Zingaretti.

Italia’s got talent quasi al 29% di share: a questo punto Ballando con le stelle che va a fare in onda? Il ritardo di #Rai1 è incolmabile.
— carotelevip (@carotelevip) September 15, 2013
Caro Fabrizio Frizzi, nei panni di Piero Pelù che canta Regina di cuori, hai vinto la prima puntata di Tale e Quale Show (su Rai1, il venerdì). Vittoria meritata a seguito di una esibizione completa dal punto di vista dell’interpretazione, del trucco e perfino del canto. La tua è stata una parodia personalizzata degna di un imitatore professionista: divertente, spiritosa e “fedele” all’originale. Hai trasmesso al pubblico un impegno ed una voglia di fare show da ragazzino, senza mai scadere nella macchietta di te stesso.

Cara Alessia Marcuzzi, far parte della storia di una emittente televisiva come Canale 5 non è da tutti e non dovrebbe essere nemmeno da te visto che la quasi totalità degli spezzoni filmati trasmessi ieri da Studio 5 riguardano le trasmissioni che hai fatto per Italia 1. Canale 5 celebra la propria storia con un rigore storiografico da far rabbrividire anche il telespettatore meno interessato. Eppure Alfonso Signorini ti ha ricevuto in studio come se fossi la Raffaella Carrà di Canale 5 spostandosi dal centro dello studio per farti tributare dal pubblico un applauso da grande star. Poi però è iniziata la celebrazione dei tuoi trascorsi artistici che, nelle intenzioni degli autori di Studio 5, dovrebbero rappresentare la sintesi del tuo contributo ai trent’anni della rete denominata Canale 5.
