Solo Mistero di Italia 1 può spiegarci che grilli hanno in testa certi grillini

Caro Daniele Bossari, ormai le atmosfere esoteriche di Mistero (Italia 1) sono diventate il segno distintivo della tua cifra stilistica di conduttore e ti sarà difficile d’ora in poi scrollarti di dosso l’immagine di indagatore dell’occulto. I simboli, le leggende, gli enigmi sono entrati nel tuo curriculum professionale in modo così profondo e significativo che per liberartene non basterebbe l’intervento di un bravo esorcista. Nella puntata di Mistero di ieri hai aggiunto un altro importante tassello al tuo curriculum indagando sui simboli, le storie e le leggende templari, massoniche e esoteriche che si narrano sulla città di Barcellona e sulle sue chiese più rappresentative; Sagrada Familia su tutte. Con in mano uno scatolotto per il rilevamento dei campi elettromagnetici, hai tracciato la linea immaginaria che congiunge le varie chiese attraverso la forza magnetica. Sei entrato in ogni chiesa ed hai mostrato i messaggi segreti e i simboli lasciati da templari, massoni ed enigmisti secolari. In ogni chiesa sei entrato senza l’autorizzazione per filmare e questo è stato il vero divertimento del tuo servizio perché ho fortemente sperato che venisse qualche frate tipo quello del Codice da Vinci a darti una randellata in qualità di peccatore non autorizzato a fare le riprese. Ecco, l’operatore ti avvisa che ne sta arrivando uno. Scappata Bossari! Scappa!

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I migliori anni di Canzonissima sono quelli su Youtube

Caro Carlo Conti, chiamare Canzonissima un segmento de I migliori anni è una di quelle idee televisive che sembrano un omaggio e risultano un pastrocchio. Canzonissima non era solo una gara tra cantanti e canzoni. Canzonissima era l’Italia di allora, proprio quello che oggi non è I migliori anni. Canzonissima è irripetibile e il suo nome dovrebbe essere lasciato in pace, cullato solo dal tenero dondolio dei ricordi e avvolto nell’eternità di Youtube dove questa mattina digitando “Canzonissima” ho trovato 3620 video che per fortuna non stanno solo nelle Teche Rai a prendersi la muffa. Per capire cosa è stata Canzonissima per l’Italia, bisognerebbe ritrasmetterla per intero; tutte le puntate di tutte le edizioni (come in parte ha fatto Rai Extra prima che diventasse Rai 5). Spero che Rai Storia lo faccia ma senza la spiegazione in 4D di Maurizio Costanzo.

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180 puntate, 23 serie, 10 anni: torna Voyager. E tutto quello che deve essere svelato, sarà svelato. Dallo Yeti?

Caro Roberto Giacobbo, molto più puntuale di una profezia dei Maya, stasera torni con una nuova edizione di Voyager (su Rai 2) ma non ci spiegherai perché il mondo non è finito il 21 dicembre 2012, anzi, ci tieni a puntualizzare: “Come è stato spiegato molte volte, i Maya non avevano annunciato nessuna fine del mondo. Al contrario le leggende parlano dell’inizio di un tempo di rinnovamento e di pace. E proprio a questa speranza si ispira il nuovo sottotitolo del programma: Voyager – La nuova era” (da ufficiostampa.rai.it). Sul sito del programma c’è anche una sezione intitolata “2012: perché il mondo non finirà” con tutti i filmati in cui, dal 2007, voi di Voyager avete smontato la profezia. Nel promo della prima edizione 2013, ci accogli nel nuovo studio dove troneggia una piramide glaciale alta 7 metri da dove farai partire i contributi con le nuove indagini di Voyager.

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Crozza nel Paese delle meraviglie in pieno spirito Bagaglino

Caro Maurizio Crozza, ieri sono tornato, con viva e vibrante speranza, a vedere Crozza nel Paese delle meraviglie (su La7 il venerdì in prima serata) e non mi hai dato una viva e vibrante soddisfazione. Avevo smesso di seguirti perché non mi era piaciuta la parodia del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino che mi aveva ricordato troppo il baraccone del Bagaglino e ti ritrovo, dopo qualche settimana, immerso nello “spirito” del Bagaglino. Crozza nel Paese delle meraviglie dura solo 50 minuti. Lo hai preteso dalla rete (che invece voleva il solito show di due ore) per essere più incisivo e snello. Risultato? Non sei né incisivo e né snello.

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Chiude L’Infedele di Gad Lerner, un programma che si è guadagnato un posto nella storia della televisione italiana.

Caro Gad Lerner, stasera condurrai l’ultima puntata de L’Infedele su La7, dopo oltre dieci anni di messa in onda, il programma chiude i battenti. Sul tuo blog hai spiegato il perché, con una uscita di scena molto simile a quella del premier Mario Monti che preferisce andarsene piuttosto che farsi mettere sotto botta da una parte della maggioranza che finora lo ha sostenuto:

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Altri quattro divertenti episodi di Modern Family 2. La bella prima serata del martedì di Mtv Italia.

Caro direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, Modern Family 2 è una delle migliori scelte che hai fatto per questa prima stagione di rinnovamento della tua rete verso un’identità quasi generalista. Anche ieri mi sono goduto i quattro episodi della serie, uno dietro l’altro, restando su Mtv per tutta la serata, cosa che ormai mi accade raramente con qualsiasi emittente in chiaro. Non si tratta di un caso di fanatismo seriale ma di una semplice esigenza di intrattenimento intelligente e ben confezionato a cui Modern Family sa rispondere. E poi da quando l’hai spostato al martedì, non ho più la scusa di sbirciare ogni tanto Servizio Pubblico. Come dici? Il martedì c’è Ballarò? E’ da almeno un paio di stagioni che non mi interessa, pensa che mi risparmio persino la copertina di Maurizio Crozza che si è fin troppo “littizzettizzato”.

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La seconda stagione di Downton Abbey illumina la domenica sera di Retequattro

Cara Emanuela Folliero, ieri Retequattro ha trasmesso la prima puntata della seconda stagione di Downton Abbey. La attendevo e non ho voluto perdermi nemmeno il tuo annuncio che ha dato la giusta importanza a questa produzione britannica (stavolta il merito è di ITV e non della solita BBC) diventata il fiore all’occhiello della programmazione di Retequattro. La serie ha ricevuto 6 Emmy Awards e 1 Golden Globe la prima stagione e altri 3 Emmy Awards la seconda stagione. E’ una delle serie più amate dai critici e da un pubblico di fedelissimi in continua crescita. Si girerà una quarta stagione e la americana NBC vuole farne una versione ambientata nella New York di fine Ottocento.

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Rai 2 continua a giocare

Caro Nicola Savino, il tuo accasamento a Rai 2 prosegue con tua piena soddisfazione e tu ripaghi la rete con attestazioni di stima aziendalista in stile “Simona Ventura ai suoi tempi d’oro in Rai”. Quando sei stato ospite al Cristina Parodi Live hai difeso la scelta della Rai di non ritrasmettere l’Isola dei Famosi: “Mi sembra che questa decisione sia figlia, adesso uso un termine esagerato, un po’ di una ragion di Stato. Le cose in questo momento stanno andando come tutti sappiamo. Quindi ci sono due ordini di problemi. Il problema economico, anche se la Rai produce anche programmi che hanno un costo, come dire. E poi un problema di opportunità.

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Gerry Scotti, dalle montagne di soldi di The Money Drop alle mazzette da 100 euro di The Winner is.

Caro Gerry Scotti, deve esserti avanzata qualche mazzetta da 100 euro di The Money Drop e allora la distribuisci a The Winner is (il sabato in prima serata su Canale 5). Il tuo nuovo game-people-talent-show si basa su una gara canora che però diventa solo il pretesto per dare ai telespettatori l’occasione quasi morbosa di curiosare nelle vite degli altri e domandarsi cosa farebbero al posto loro. Ci sono i concorrenti con delle storie toccanti come il disoccupato che finora ha vissuto con i genitori che da poco non ci sono più e la ragazza adottata che vuole aiutare il padre che ha perso il lavoro. Ci sono i concorrenti “fortunati” che non hanno bisogno dei soldi di uno show televisivo ma che davanti alla tua mazzetta da 10.000 euro tentennano; e non solo per esigenze televisive. C’è Rudy Zerbi, l’ex discografico ormai calato perfettamente nel ruolo di personaggio televisivo, che ti spalleggia quando ci sono delle belle concorrenti da lodare per la loro avvenenza. C’è la gara.

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