La seconda stagione di Downton Abbey illumina la domenica sera di Retequattro

Cara Emanuela Folliero, ieri Retequattro ha trasmesso la prima puntata della seconda stagione di Downton Abbey. La attendevo e non ho voluto perdermi nemmeno il tuo annuncio che ha dato la giusta importanza a questa produzione britannica (stavolta il merito è di ITV e non della solita BBC) diventata il fiore all’occhiello della programmazione di Retequattro. La serie ha ricevuto 6 Emmy Awards e 1 Golden Globe la prima stagione e altri 3 Emmy Awards la seconda stagione. E’ una delle serie più amate dai critici e da un pubblico di fedelissimi in continua crescita. Si girerà una quarta stagione e la americana NBC vuole farne una versione ambientata nella New York di fine Ottocento.

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Downton Abbey merita il successo che ha perché è una produzione curatissima, di alto livello filmico, nata appositamente per la tv ed è originalissima, pur solcando la tradizione dei grandi romanzi dell’800 inglese e di altre serie in costume. A quella cultura si è aggiunta una capacità produttiva particolarmente efficiente e adattissima alla serialità moderna. Decine e decine di personaggi, ciascuno con la propria “indipendenza”, trame su trame che si aggrovigliano intorno al nucleo centrale della storia/storie di una famiglia nobile e della storia/storie dei domestici al loro servizio, oltre al mix riuscitissimo di ambientazioni, costumi e scenografie da pinacoteca, ne fanno un prodotto di alta classe. La colonna sonora è bellissima. Guardare una puntata di Downton Abbey mentre fuori piove e fa freddo, ti dà quella piacevole sensazione di focolare domestico d’altri tempi; di poltrona in pelle in cui sprofondare; di brandy stravecchio da scaldare con il calore delle mani facendolo lentamente ondulare nel bicchiere; di copertina sulle ginocchia; di cioccolatino preso da una boule di cristallo; di pantofole impellicciate; di fuoco che scintilla nel camino; di sigaro da gustare lentamente. Una atmosfera perfetta per questi giorni che precedono le festività natalizie e che non viene alterata nemmeno dalle continue interruzioni degli spot di quel prodotto farmaceutico che risolve problemi intestinali e ci chiede: “Pancia gonfia? Flatulenza? Meteorismo? Che fastidio quell’aria nell’intestino!…”. Cara Emanuela Folliero, ecco, quando un serial televisivo riesce ad essere più forte delle flatulenze pubblicitarie si può dire che è davvero un prodotto di altissima qualità.

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