180 puntate, 23 serie, 10 anni: torna Voyager. E tutto quello che deve essere svelato, sarà svelato. Dallo Yeti?

Caro Roberto Giacobbo, molto più puntuale di una profezia dei Maya, stasera torni con una nuova edizione di Voyager (su Rai 2) ma non ci spiegherai perché il mondo non è finito il 21 dicembre 2012, anzi, ci tieni a puntualizzare: “Come è stato spiegato molte volte, i Maya non avevano annunciato nessuna fine del mondo. Al contrario le leggende parlano dell’inizio di un tempo di rinnovamento e di pace. E proprio a questa speranza si ispira il nuovo sottotitolo del programma: Voyager – La nuova era” (da ufficiostampa.rai.it). Sul sito del programma c’è anche una sezione intitolata “2012: perché il mondo non finirà” con tutti i filmati in cui, dal 2007, voi di Voyager avete smontato la profezia. Nel promo della prima edizione 2013, ci accogli nel nuovo studio dove troneggia una piramide glaciale alta 7 metri da dove farai partire i contributi con le nuove indagini di Voyager.

Già, le “nuove” indagini di Voyager. Stavolta non voglio ironizzare sulla ripetitività delle tematiche che affronti. E’ diventato il tuo marchio di fabbrica ed evidentemente ai tuoi telespettatori piace tornare e ritornare sugli stessi argomenti senza mai vederne la fine come e più di una soap opera. Ed è per questo che ti vanti degli oltre 130mila fan su facebook e annunci il loro coinvolgimento più diretto: “Molti i temi che verranno affrontati, a volte suggeriti dagli stessi telespettatori attraverso la pagina Facebook della trasmissione…”. Caro Roberto Giacobbo, mi sono perso molte puntate delle ultime edizioni di Voyager dunque non saprei quantificare quante volte hai già parlato del tema principale che hai annunciato per questa prima puntata del 2013: lo Yeti. L’annuncio è come sempre succulento: “Roberto Giacobbo condurrà un’indagine alla ricerca di una delle creature più misteriose e sfuggenti: lo Yeti. La squadra di Voyager ha raggiunto una località sperduta della Siberia, dove secondo alcuni scienziati e diversi testimoni oculari vivrebbero gli ultimi esemplari del leggendario uomo delle nevi. E la spedizione è tornata in Italia con un reperto sorprendente, che si trova ora presso i laboratori dell’Università di Roma Tor Vergata per l’esame del DNA. I risultati delle analisi, che potrebbero fare chiarezza sul mistero dello Yeti, saranno svelati nel corso della trasmissione”. Caro Roberto Giacobbo, ora ricordo perché non guardo più Voyager con continuità; è per colpa di quel “potrebbero” e di quel “saranno svelati” che leggo nella presentazione ufficiale. Con Voyager è sempre una eterna corsa verso l’infinito degli argomenti trattati. Un lungo romanzo in cui tutte le frasi finiscono con un punto interrogativo. Una tortuosa strada senza via d’uscita. Un certo abisso verso l’incerto. Se lo Yeti ti si presentasse davanti dicendoti “Ciao Giacobbo sono lo Yeti”, tu faresti finta di non vederlo e diresti al tuo pubblico: “Voyager non si ferma davanti al primo Yeti che incontra, perché c’è ancora molto da scoprire e tutto quello che deve essere svelato sarà svelato”. Si, probabilmente, ma non è proprio sicuro, nelle prossime 23 serie di Voyager.

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3 risposte a "180 puntate, 23 serie, 10 anni: torna Voyager. E tutto quello che deve essere svelato, sarà svelato. Dallo Yeti?"

    • akio 7 gennaio 2013 / 12:45

      lo Yeti è come I templari! merita decine e decine di puntate!

      • Bricolage 7 gennaio 2013 / 12:47

        ahahahha incubo.

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