Rai 2, tutte le strade portano al flop

Caro direttore di Rai 2 Angelo Teodoli, la tua è una rete condannata a dover sempre dimostrare che gli ascolti che fa sono sufficienti a giustificare il nome che porta. E’ del tutto inutile riassumere i tanti passaggi di direzione e i tanti cambi editoriali che hanno caratterizzato la storia recente del secondo canale della Rai, per poterne giustificare le difficoltà croniche. Qualsiasi analisi approfondita si decidesse di fare sul rapporto qualità/quantità dei programmi vecchi e nuovi di Rai 2, porterebbe alla stessa conclusione: non si trova una soluzione affidabile e stabile per dare una svolta alla rete.

Tu ce la stai mettendo tutta per fare un palinsesto con programmi che in prima serata raggiungono dal 6 all’8% di share (quando va bene). Tutte le strade portano a… con Maurizio Battista (prima puntata 5.98% di share) è un tentativo di fotocopia sbiadita del vecchissimo Te la do io l’America e Te lo do io il Brasile di Beppe Grillo; solo che Maurizio Battista non è il Beppe Grillo di allora. Made in Sud (ultima puntata 6.6% di share) è un tentativo di fotocopia riuscita di Colorado, ovvero, un programma con comici talmente poco divertenti da far sembrare riuscita la gag in cui Elisabetta Gregoraci picchia uno di loro con una cucchiarella di legno e apostrofandolo in dialetto calabrese. Virus – Il contagio delle idee, programma di attualità giornalistica con Nicola Porro, ha racimolato nell’ultima puntata il 3% di share. Probabilmente nemmeno tu lo guardi, altrimenti ti porresti il problema e lo sostituiresti con Peppa Pig. Il grande cocomero di Linus dicono sia un interessante programma di interviste. Si, lo dicono quelle quattro anime notturne che riescono ad aspettare la mezzanotte per vederlo e, personalmente, trovo Linus talmente poco televisivo da non pensare nemmeno lontanamente di andare a rivederlo su Rai Replay. Un minuto per vincere, condotto da Nicola Savino, nell’ultima puntata ha sfiorato il 7%. I risultati dei nuovi programmi da te immaginati e trasmessi hanno però una punta di diamante: Detto fatto di Caterina Balivo. Hai resistito all’impulso di cancellarlo dopo i bassi ascolti che faceva prima della pausa estiva e ora raccogli il grande risultato di vederlo raggiungere il 7% di share in una fascia oraria dove è doppiato (in alcuni casi fa tre volte di meno) da tutte le trasmissioni della concorrenza. Sarai stato contagiato dall’entusiasmo della conduttrice Balivo che l’altro giorno ha twittato al mondo la sua soddisfazione professionale per questo risultato:

“vola #DettoFatto con il 7,43% e 1.009.000 spett!!! #dajeee”.

Caro direttore di Rai 2 Angelo Teodoli, tu mi dirai che ho dimenticato Pechino Express. Scusa hai ragione: un 9% di share in prima serata per Rai 2 è un “grande” successo che di solito solo le serie tv americane le consentono di fare. Fossi in te mi chiuderei in una bolla di ottimismo cosmico. I risultati di Detto fatto e di Pechino Express possono bastare per invogliarti a non impegnarti troppo per cercare di uscire da questa spirale “floppante”. Tempo 4 mesi e saranno finiti l’autunno e l’inverno e tu potrai scaldarti con gli ascolti della seconda edizione di The Voice of Italy con cui tornerai a superare il 10% di share in prima serata. Se poi pensi che a condurre la prima edizione c’hai messo Fabio Troiano, pensa anche che, con un conduttore vero, potresti perfino puntare a raggiungere stabilmente dal 13% al 15% di share in prima serata. Un sogno, per Rai 2. Ma ti consiglio di rimanere con i piedi ben saldi sul piccolo share e di goderti la triste realtà di oggi: Detto fatto di Caterina Balivo che “vola” al 7%.

5 risposte a "Rai 2, tutte le strade portano al flop"

  1. ciccetta85 28 novembre 2013 / 11:15

    Diciamocela tutta: Rai2 ha smesso di esistere (come qualità dei programmi e come audience) subito dopo la cacciata di Freccero. Da allora, il canale è stato capace a malapena a sopravvivere, diventando una surrogata di Rai4, infarcita con telefilm e certi programmi che io stessa mi vergognerei a trasmettere. Tutto questo per soddisfare le brame di potere della Lega, che desiderava a tutti i costi avere un canale Tv a sua immagine e somiglianza. E anche ora che il partito ha un peso politico pari a un sacco vuoto di juta, nessuno prova a cambiare le sorti di un canale ormai destinato all’oblio. Temo che non basteranno programmi come The voice a cambiare rotta. Serve un’autentica rivoluzione all’interno di Rai2, possibilmente mettendoci, come direttore, una persona che non faccia i soliti interessi di partito.

    • akio 30 novembre 2013 / 10:39

      cicc, forse solo la privatizzazione ad un editore straniero puo’ farla rinascere

      • ciccetta85 1 dicembre 2013 / 11:18

        Vediamo di risolvere prima il conflitto d’interessi qui in Italia, poi ne riparliamo…

  2. viga1976 27 novembre 2013 / 16:16

    pensa che rai due doveva essere la rete del nord! Quanti entusiasmanti esperimenti a quei tempi,c’è stato persino un programma condotto da Jerry Calà e la Casalegno,o come si chiama che è durato una sola puntata!

    • akio 27 novembre 2013 / 16:18

      più che del nord volevano diventasse il canale della Lega Nord e non ha portando bene… non so se Rai 2 alla Lega o viceversa

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