Caro Max Pezzali, alla guida di un furgoncino Volkswagen simbolo dell’epoca hippie, conduci il programma estivo di Italia 1 Nord Sud Ovest Est – Tormentoni on the road (il lunedì alle 21.10). Il viaggio ci dovrebbe condurre alla riscoperta delle canzoni che hanno “tormentato” le estati degli italiani dagli anni ’80 ai giorni nostri. Nel furgoncino, a farti da spalle, ci sono anche Jake La Furia dei Club Dogo e Paola Iezzi di Paola e Chiara. Tra un indovinello sul cantante che state andando a visitare ed un “te la ricordi questa?”, il lentissimo furgoncino hippie vi porta a destinazione (lento quanto il ritmo della trasmissione).
Segnalo Stile italiano, la trasmissione radiofonica di Massimo Emanuelli in cui si ricostruiscono, anno per anno (dal 1958 in poi) le estati e gli anni canori ma anche di costume, politica e di cronaca del Belpaese. Stile Italiano va in onda il lunedì, martedì e giovedì alle ore 21 su http://www.talentwebradio.com (le puntate sono replicate i giorni successivi sia sulla stessa www.talentwebradio.com che su www.radiofree.it e www.radiomareitalianetwork.co.uk). Sono previste puntate monografiche dedicate agli artisti che hanno fatto la storia musicale delle estati italiane (molti protagonisti di quegli anni saranno ospiti in trasmissione) e puntate zibaldone con canzoni estive come colonna sonora, collegamenti con località balneari e discoteche. Nel gruppo facebook Le estati canore italianei radioascoltatori potranno votare la più bella canzone dell’estate dagli anni ’50 ai nostri giorni.
Cara Maria De Filippi, un grande successo di pubblico come Amici di Maria De Filippi non può essere liquidato come un successo dovuto ai fan adolescenti. Amici ha successo perché i fan adolescenti si trascinano dietro tutta la famiglia: genitori, fratelli e sorelle maggiori e minori, nonni e zii. Tu, sapientemente, riesci a capitalizzare al massimo questa caratteristica offrendo alla famiglia dei fan adolescenti la giusta dose di straziante nostalgia per la loro gioventù, quando a fare i gridolini erano i genitori dei fan di Amici che trascinavano i nonni dei fan di Amici. In tal senso la mossa più brillante della dodicesima edizione del tuo talent show è aver ingaggiato Miguel Bosè come caposquadra da contrapporre alla giovane leva Emma. Una mossa azzeccatissima che non può non essere sottolineata anche da chi come me non è un seguace dei tuoi programmi.
Caro direttore generale Sipra Fabrizio Piscopo, ieri mamma Rai si è vantata del grande successo di pubblico della prima puntata di Carosello Reloaded con un comunicato stampa trionfale: “La grande attesa per il ritorno di CAROSELLO si è tramutato nell’evento televisivo della giornata: 11.024.000 telespettatori e il 35,7% di share. Carosello Reloaded ha fatto registrare 300.000 ascoltatori in più della fiction del Commissario Montalbano, che comunque ha segnato un nuovo record storico di ascolto. Carosello è riuscito ad attrarre ben 4.168.000 ascoltatori in più rispetto al break pubblicitario della settimana precedente posizionato nella stessa fascia oraria” (da ufficiostampa.rai.it). In attesa di vedere quanti telespettatori ha perso Carosello Reloaded senza Montalbano, ti spiego perché mi auguro che perda spettatori al punto da essere chiuso.
Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, ho più volte auspicato che la tua rete trasmettesse in versione integrale tutte le puntate di alcune delle trasmissioni che hanno fatto la storia della televisione italiana. Con la trasmissione iVarietà stai quasi esaudendo il mio desiderio (in onda il lunedì alle ore 18 ed in replica alle 00.30). Guardare iVarietà non alimenta “un nostalgico come eravamo” ma per sottolinea “un tragico come siamo diventati”. Siamo nel 2013 e viviamo tempi incertissimi e cupi dal punto di vista economico, politico e sociale. Mentre scrivo sta per iniziare la XVII legislatura della Repubblica Italiana. E’ un’Italia in bianco e nero molto più triste dell’Italia in cui la tv era in bianco e nero.
Caro Carlo Conti, chiamare Canzonissima un segmento de I migliori anni è una di quelle idee televisive che sembrano un omaggio e risultano un pastrocchio. Canzonissima non era solo una gara tra cantanti e canzoni. Canzonissima era l’Italia di allora, proprio quello che oggi non è I migliori anni. Canzonissima è irripetibile e il suo nome dovrebbe essere lasciato in pace, cullato solo dal tenero dondolio dei ricordi e avvolto nell’eternità di Youtube dove questa mattina digitando “Canzonissima” ho trovato 3620 video che per fortuna non stanno solo nelle Teche Rai a prendersi la muffa. Per capire cosa è stata Canzonissima per l’Italia, bisognerebbe ritrasmetterla per intero; tutte le puntate di tutte le edizioni (come in parte ha fatto Rai Extra prima che diventasse Rai 5). Spero che Rai Storia lo faccia ma senza la spiegazione in 4D di Maurizio Costanzo.
Cara Barbara d’Urso, ieri hai fatto un grande regalo alle “sciure” che ti seguono; e anche a te stessa. Hai dedicato un lungo segmento di Domenica Live a Riccardo Fogli, divenuto padre per la seconda volta all’età di 65 anni. Prima di farlo entrare in studio ti sei rivolta al tuo pubblico femminile più venerando e l’hai ingolosito dicendogli che stava per arrivare quel “gran gnocco” di Riccardo Fogli. L’incontro è corso sul filo della nostalgia e dell’emozione anche se, da quella giornalista che sei, non hai risparmiato al tuo ospite la cronaca dei suoi tanti amori soffermandoti su Viola Valentino e Patty Pravo. Ma la completezza dell’informazione che caratterizza la testata giornalistica Mediaset News, si è dovuta piegare alla forza delle emozioni.
Caro Renzo Arbore, le tue lacrime per la scomparsa di Mariangela Melato hanno emozionato i telespettatori della televisione italiana che l’hanno amata come grande attrice di cinema, teatro, televisione. Ieri sera Rai 5 le ha dedicato il sabato sera trasmettendo la sua Medea. Della signora Mariangela Melato io ho due bellissimi ricordi televisivi. Il primo risale alla tv in bianco e nero ed è uno sketch riuscitissimo con Pippo Baudo che lo ricorda così: “la vera cosa bella di Mariangela era la sua ironia. Si prendeva in giro come nessuna sapeva fare. In “Canzonissima” del ’72 ricordo di averla portata al teatro Delle Vittorie dentro una valigia, perché era anche una perfetta contorsionista. L’idea fu sua, mi disse: «Pippo, io mi ficco dentro la valigia, guarda che sono capace». E io le risposi: «Proviamo». Così abbiamo fatto dei buchi nella valigia e lei è entrata, incrociando le gambe. Ricordo che pensai: questa qui mi muore in scena. E invece fu una trovata molto divertente” (da ilsecoloxix.it del 12/1/13). L’altro mio ricordo risale al 2005 quando sei tornato in tv su Rai 1 con Speciale per me e lei interpretò in maniera sublime In cerca di te, sola me ne vo per la città. Una lettrice di caro televip, pricipessinaole, ricorda la sua recente straordinaria interpretazione di Filumena Marturano accanto a Massimo Ranieri su Rai 1. Ma la lista delle sue interpretazioni è lunghissima e, per nostra fortuna, ogni volta che la tv trasmetterà un suo film, una suo personaggio teatrale, una sua presenza in tv, potremo continuare ad apprezzarne la grandezza.
Caro direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, la cosa che più mi ha colpito del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato l’annuncio di Elisa Silvestrin su Rai 1: istituzionale e professionale come ai tempi della tv in bianco e nero. La Rai ha quattro annunciatrici: Elisa Silvestrin (Rai 1), Claudia Andreatti (Rai 1), Alessandra Canale (Rai 2), Sarita Agnes Rossi (Rai 3). Le vediamo raramente perché oramai le utilizzate con il contagocce e non ho ben capito secondo quale criterio. Ogni tanto incrocio Alessandra Canale che con il supporto della grafica annuncia i palinsesti preserali e serali di Rai 2. Sarita Agnes Rossi l’ho vista di sfuggita mentre annunciava i programmi pomeridiani di Rai 3. Le due annunciatrici di Rai 1 le vedo ancora più di rado. E’ vero che la figura dell’annunciatrice come era nelle origini della tv è superata ma non è in quella forma che oggi deve essere considerata (ogni tanto fanno anche qualche conduzione). Eppure credo che oggi l’annunciatrice può ancora avere un ruolo significativo.