L’inizio in bianco e nero della XVII legislatura della Repubblica Italiana

Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, ho più volte auspicato che la tua rete trasmettesse in versione integrale tutte le puntate di alcune delle trasmissioni che hanno fatto la storia della televisione italiana. Con la trasmissione iVarietà stai quasi esaudendo il mio desiderio (in onda il lunedì alle ore 18 ed in replica alle 00.30). Guardare iVarietà non alimenta “un nostalgico come eravamo” ma per sottolinea “un tragico come siamo diventati”. Siamo nel 2013 e viviamo tempi incertissimi e cupi dal punto di vista economico, politico e sociale. Mentre scrivo sta per iniziare la XVII legislatura della Repubblica Italiana. E’ un’Italia in bianco e nero molto più triste dell’Italia in cui la tv era in bianco e nero.

Ecco, rivedere quei Varietà non mi provoca nostalgie per il prodotto televisivo ma provo un po’ di invidia per l’entusiasmo e la speranza che hanno vissuto gli italiani di allora. Io ero un bimbetto e, rivedendo le foto dell’album di famiglia e qualche fotogramma super 8, percepisco tutta la forza propulsiva del disincanto di quegli anni. Erano gli anni in cui Delia Scala e Lando Buzzanca interpretavano la coppia litigarella nel Varietà con la V maiuscola Signore e Signora con siparietti fatti di canzoni, balli e sketch anticipatori di un genere televisivo come le sit-com che ora importiamo a vagonate. Era l’Italia di Canzonissima, un programma “rivoluzionario”; con dei cantanti in gara! Oggi mi tocca leggere che XFactor e The Voice sono dei grandi programmi televisivi; boh e pure mah. Era l’Italia di Hai visto mai? Con Gino Bramieri e Lola Falana, esempio di conduttrice, ballerina e showgirl completa che però non ha messo le tende in Italia per campare di rendita (8 puntate e poi addio!). Quarant’anni dopo sta per nascere un’Italia politica in mano ad un gruppo di movimentisti/attivisti al seguito di comico-guru che ebbe un grande successo nella tv a colori dei primi anni ’80. Un’Italia che non ride pur essendo guidata da un comico. Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, mai come questa volta l’amarezza per lo stallo politico ed economico mi fa pensare che era meglio quando pensavamo di stare peggio. C’è stata un’Italia che si accontentava di vedere un Varietà televisivo a settimana, di canticchiare “L’amore non è bello se non è litigarello”, di fare le gite fuori porta, di lavorare e fare l’amore. Oggi, che crediamo di avere tutto, abbiamo perso il sorriso, la fiducia, la speranza ed il disincanto di quegli anni. Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, il tuo canale mi piace perché non è un produttore a ciclo continuo di nostalgia ma è un custode fondamentale di memoria che ci fa affrontare l’incerto oggi e l’incertissimo domani con la consapevolezza che l’Italia, quando si accontentava di poco, viveva meglio.

Barzelletta “povera” di Gino Bramieri

Al ristorante:
“Cameriere, una mosca nella minestra”.
“Gliela porto subito, signore”.

lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.