Il ritorno di Dallas in ricordo degli anni ruggenti del biscione

Caro vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, puoi tirare un sospiro di sollievo perché la Rai ha presentato i suoi palinsesti autunnali 2012 che saranno all’insegna dell’immobilismo e quindi la vostra politica a specchio vi consentirà anche quest’anno ti rimanere sul mercato e contrastare con il minimo sforzo l’offerta della prima azienda culturale italiana. Anzi a dire il vero sembra che voi presenterete due novità particolarmente interessanti. La prima è il ritorno di Adriano Celentano con dei concerti dal vivo che trasmetterete su Canale 5 ad ottobre e la seconda il ritorno di Dallas con il sequel che ha debuttato pochi giorni fa negli Stati Uniti riscuotendo un ottimo successo di pubblico. Continua a leggere

Una tv ancora in cerca di Veline

Caro Ezio Greggio, condurre la nuova edizione di Veline deve essere fonte di grande soddisfazione per un comico del tuo livello. E’ uno degli appuntamenti più attesi da eserciti agguerritissimi di aspiranti veline che non vogliono perder tempo con gli illusori reality e puntano ad entrare nel mondo dello spettacolo dalla porta principale. Poco importa se Elisabetta Canalis, la più importante velina di ogni tempo, non è diventata una star internazionale. Molte delle aspiranti veline sono di certo pronte a giurare che è tutta colpa di George Clooney che le sta mettendo i bastoni tra la dizione e la recitazione. Che Veline sia una delle porte principali per entrare in questo mondo dello spettacolo, non è solo una mia facile ironia, ma purtroppo è anche una tua convinta affermazione: Continua a leggere

Un braccio per la mente Mediaset

Caro Flavio Insinna, tornare in tv alla conduzione di un nuovo quizzetto-giochino preserale può essere considerata un’impresa da grande conduttore-condottiero. In questa stagione, su Canale 5, sia Paolo Bonolis (Avanti un altro) che Gerry Scotti (The Money Drop) si sono prodotti nel tentativo di fare l’impresa di scardinare la supremazia de L’Eredità di Carlo Conti su Rai 1. Loro hanno limitato i danni mentre tu non ci sei riuscito. Un po’ perché Il braccio e la mente è debole nei meccanismi del gioco e un po’ perché la tua conduzione non è riuscita ad imporsi come quando fosti la rivelazione di Affari tuoi. Continua a leggere

L’una e l’altra, una fiction da superlativo assoluto: terribilissima

Caro direttore casting della fiction L’una e l’altra di Canale 5 Rita Forzano, non riesco ad immaginare il numero di attrici che si sono presentate al casting per il ruolo che poi avete assegnato a Paola Perego ma so che avete fatto la scelta giusta. Una fiction come quella aveva bisogno di Paola Perego e basta. Perché come recita una sequenza smisurata di superlativi assoluti lei non li recita nessuna. Nella prima parte della fiction il suo personaggio si caratterizza perché aggiunge “issimo, issima, issimi” al termine di ogni parola, coniando dei neo-superlativi assoluti che nemmeno Simona Ventura avrebbe mai potuto pensare. Continua a leggere

Il segno lasciato da Scherzi a parte

Cari Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, con la fine di Scherzi a Parte Varietà si pone fine anche a un dilemma che non ha mai assillato nessuno ma nel caso in cui l’avesse fatto suonerebbe così: Luca e Paolo sono due conduttori sopravvalutati? Si, lo siete. Anni e anni di lanci dei servizi a Le Iene e un Festival di Sanremo con qualche parolaccia e la continua presa in giro di nonno Gianni Morandi avevano protratto il dilemma a data ben definita, ovvero quella di una conduzione tutta vostra in prima serata. Solo il fatto che abbiate accettato di condurre Scherzi a Parte Varietà basterebbe a dire che come conduttori siete sempre stati sopravvalutati. Da chi? Da che cosa? Continua a leggere

Si scrive Le tre rose di Eva ma si legge Falcon Crest, Dallas e Dynasty

Caro Luca Ward, incuriosito dagli alti ascolti che avete fatto, ho visto una mezza puntata di Le tre rose di Eva (su Canale 5 il mercoledì alle 21.15). Il primo impatto visivo l’ho avuto con una inquadratura molto sensuale di Anna Safroncik sdraiata sul letto a dormire in elegante lingerie. Le tre rose di Eva è una saga familiare tra il giallo sentimentale e la soap opera pura. Due famiglie in lotta per il potere ed il denaro, tra intrighi, delitti e passioni, raccontati nello scenario verdeggiante della campagna toscana. La storia d’amore impossibile tra due giovani delle famiglie rivali è di certo uno dei fattori vincenti della fiction anche se a me più che i Montecchi e i Capuleti è venuto in mente Falcon Crest. Continua a leggere

I dialoghi tra Boh e Mah. Zelig perde ancora contro Tale e Quale

Boh: Zelig finisce la stagione prendendo per la seconda volta una batosta sugli ascolti da Tale e Quale di Rai 1, un programma sulle imitazioni!

Mah: Ma come, Zelig è da 25 anni che imita se stesso! Allora il programma non ha bisogno di una pausa! Ha bisogno di Carlo Conti come conduttore!

Come rovinarsi il piacere del rito del tè di Benedetta Parodi, sintonizzandosi su Pomeriggio Cinque durante la pubblicità

Cara Benedetta Parodi, ho gustato minuto per minuto la puntata di ieri de I menù di Benedetta su La7 perché l’hai dedicata al rito del tè all’inglese che è una delle mie passioni. Hai preparato i biscotti shortbread e gli scones ai quali sono legati alcuni dei miei più teneri ricordi di adolescente in vacanza studio a Londra. Hai detto che gli scones si posso fare anche più piccoli di quelli “cicciosi” che hai fatto tu; dissento! Gli scones devono essere cicciosi visto che è buona abitudine tagliarli, passarci una coltellata di burro e un cucchiaio di marmellata (io ci metto o quella d’arance o quella di more). Continua a leggere

Con un competitor come Matrix di Alessio Vinci, Porta a Porta festeggerà senza problemi il successo di altre 2000 puntate

Caro Alessio Vinci, ieri mentre Bruno Vespa festeggiava le 2000 puntate di Porta a Porta tu a Matrix festeggiavi il cast della fiction di Canale 5 Benvenuti a tavola Nord vs Sud in una puntata che hai voluto dedicare anche al successo delle trasmissioni che si occupano di cucina. Hai cominciato con uno scoop: il produttore televisivo Pietro Valsecchi che ti ha confessato di guardare pochissimo la tv. Uno scoop al quale tu hai saputo trovare un valore aggiunto “Forse è questo il segreto per fare bene la tv”. Preso dai fumi dell’entusiasmo culinario hai provato a coinvolgere i due attori-cuochi chiedendo loro cosa si prova ad interpretare il ruolo di uno chef, perché secondo te fare il cuoco in tv è più vicino alla vita di tutti i giorni delle persone che sono abituate a cucinare ed in tal senso è diverso da interpretare il ruolo di un prete, un poliziotto, un medico. Continua a leggere