Si scrive Le tre rose di Eva ma si legge Falcon Crest, Dallas e Dynasty

Caro Luca Ward, incuriosito dagli alti ascolti che avete fatto, ho visto una mezza puntata di Le tre rose di Eva (su Canale 5 il mercoledì alle 21.15). Il primo impatto visivo l’ho avuto con una inquadratura molto sensuale di Anna Safroncik sdraiata sul letto a dormire in elegante lingerie. Le tre rose di Eva è una saga familiare tra il giallo sentimentale e la soap opera pura. Due famiglie in lotta per il potere ed il denaro, tra intrighi, delitti e passioni, raccontati nello scenario verdeggiante della campagna toscana. La storia d’amore impossibile tra due giovani delle famiglie rivali è di certo uno dei fattori vincenti della fiction anche se a me più che i Montecchi e i Capuleti è venuto in mente Falcon Crest. Si perché le due famiglie sono in lotta anche in quanto produttori di vini di alta qualità e i registi di Le tre rose di Eva abbondano con le riprese aeree dei grandi vigneti toscani proprio come accadeva in Falcon Crest. Caro Luca Ward, tu fai la parte di un cattivissimo, uno che minaccia un ricattatore al telefono: “Se non mi porti quei documenti subito ti giuro che ti uccido con le mie mani”. Lo fai con la voce del gladiatore e con lo sguardo cupo enfatizzato dall’uso dei primissimi piani che i registi Raffaele Mertes e Vincenzo Verdecchi usano abbondantemente, quanto le riprese aeree e le panoramiche della location toscana. Eppure la tua cattiveria ha dovuto segnare il passo in una delle scene più intense e impressionanti che la mente degli sceneggiatori ha saputo ideare. Il personaggio interpretato da Anna Safroncik sta parlando con il personaggio interpretato dall’ex tronista Francesco Arca per ringraziarlo di essersi messo contro il tuo cattivissimo e temutissimo personaggio. Il dialogo viene interrotto dalle urla di gioia e meraviglia provenienti dalla cantina dove i vignaioli hanno ritrovato delle preziosissime bottiglie di una annata eccezionale prodotta dal capostipite della famiglia. Il personaggio interpretato da Anna Safroncik, con una bottiglia di quel prezioso nettare, si presenta al circolo dei produttori di vino dove tu stai presiedendo con cattiveria il concorso per l’assegnazione dell’ambito titolo di “Vino dell’anno”. Se la cantina nemica vincesse quel titolo si rilancerebbe sul mercato e tu vorresti applicare il regolamento per escluderla dal concorso perché la candidatura non è stata presentata in tempo. Ma ecco il grande colpo di scena che non ti aspetti. Il fratello dell’innamorato del personaggio interpretato da Anna Safroncik è andato a letto con il personaggio interpretato da Anna Safroncik (c’è stata anche una bambinesca scazzottata tra i due fratelli) e in quanto membro del circolo dei produttori del vino ti mette in difficoltà chiedendoti di accettare la candidatura del vino proposto dal personaggio interpretato da Anna Safroncik. Tu, sei cattivissimo ma nulla puoi davanti alla forza di questa sceneggiatura e accetti mandando giù l’amaro calice della vittoria del vino proposto dal personaggio interpretato da Anna Safroncik. Caro Luca Ward, tu non sei cattivissimo, sei il cattivissimo. Nel corso della mezza puntata che ho visto di Le tre rose di Eva sono riuscito a capire che ci sei tu dietro l’intrigo che ha portato alla scomparsa della madre del personaggio interpretato da Anna Safroncik ed ho persino capito che il personaggio interpretato da Anna Safroncik si è fatto 8 anni di carcere per essere stato ingiustamente accusato dell’omicidio del padre di uno dei due fratelli spasimanti che si sono presi a cazzotti per lei. Caro Luca Ward, che una fiction con questo impasto di sceneggiatura abbia fatto finora una media di 5 milioni di telespettatori a puntata (6 su 12 previste) me lo posso spiegare solo pensando che ci sono 5 milioni di telespettatori italiani che, in questo momento di crisi economica, pur di vedere i ricchi soffrire e scannarsi tra di loro, riguarderebbero persino le repliche di Falcon Crest, Dallas e Dynasty. Che dovrebbe essere proprio quello che hanno fatto gli sceneggiatori di Le tre rose di Eva prima di scriverne la sceneggiatura originale.

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4 risposte a "Si scrive Le tre rose di Eva ma si legge Falcon Crest, Dallas e Dynasty"

  1. liberamente80 11 maggio 2012 / 10:46

    ma gli sceneggiatori come fanno a stare svegli mentre pensano/scrivono queste avvincenti sceneggiature?
    No dico?
    e come hai fatto a non addormentarti mentre scrivevi per filo e per segno?
    Ah, ho capito. Sono episodi carichi su suspance e pathos…

    😛

    • akio 11 maggio 2012 / 14:29

      credo che sia il loro compenso a tenerli svegli mentre scrivono sceneggiature del genere io me li immagino un po’ come gli sceneggiatori di Boris

      • viga1976 11 maggio 2012 / 15:28

        assolutamente.vai di f4!^_^

        Ho visto la prima puntata,per autopunizione,me ne son pentito assai.Poi ho visto la prima di Una Grande Famiglia e mi son detto:a conte masoch me fai ‘na pippa!
        Ward non mi piace è un vocione rutilante,che non ha la grazia e sottigliezza di un Pannofino.,(lo batte anche come capacità espressiva).

      • akio 11 maggio 2012 / 16:57

        a me la voce di ward non è mai piaciuta e pannofino ha molte più corde e possibilità

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