L’inizio in bianco e nero della XVII legislatura della Repubblica Italiana

Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, ho più volte auspicato che la tua rete trasmettesse in versione integrale tutte le puntate di alcune delle trasmissioni che hanno fatto la storia della televisione italiana. Con la trasmissione iVarietà stai quasi esaudendo il mio desiderio (in onda il lunedì alle ore 18 ed in replica alle 00.30). Guardare iVarietà non alimenta “un nostalgico come eravamo” ma per sottolinea “un tragico come siamo diventati”. Siamo nel 2013 e viviamo tempi incertissimi e cupi dal punto di vista economico, politico e sociale. Mentre scrivo sta per iniziare la XVII legislatura della Repubblica Italiana. E’ un’Italia in bianco e nero molto più triste dell’Italia in cui la tv era in bianco e nero.

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Per la nuova La7 c’è solo una strada: ritrovare e rinnovare lo spirito combattivo della vecchia Telemontecarlo

Caro nuovo proprietario di La7 Urbano Cairo, Telecom Italia Media ti ha venduto le emittenti televisive La7 e La7d alla cifra simbolica di 1 milione di euro pur di non continuare a pagarne le perdite di esercizio. Questo vuol dire che a te spetta prima di tutto il compito di risanarne il bilancio e di renderle produttive dando una netta sforbiciata ai costi. Non a caso la tua prima dichiarazione dopo l’ufficializzazione dell’acquisto è stata “Ho preso una patata bollente”. Sembra che per i primi due anni non potrai rivenderla quindi credo che faremo in tempo a vedere anche qualche contenuto frutto della tua linea editoriale. Fino ad oggi sei stato il concessionario pubblicitario di La7 quindi sai un po’ come funziona. Come editore ti sei occupato di giornali però sei cresciuto come manager all’ombra del Biscione Fininvest come assistente di Silvio Berlusconi quando si occupava di televisione in prima persona. Quindi credo che ti occuperai anche dei contenuti e non solo dei contanti.

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I migliori anni di Canzonissima sono quelli su Youtube

Caro Carlo Conti, chiamare Canzonissima un segmento de I migliori anni è una di quelle idee televisive che sembrano un omaggio e risultano un pastrocchio. Canzonissima non era solo una gara tra cantanti e canzoni. Canzonissima era l’Italia di allora, proprio quello che oggi non è I migliori anni. Canzonissima è irripetibile e il suo nome dovrebbe essere lasciato in pace, cullato solo dal tenero dondolio dei ricordi e avvolto nell’eternità di Youtube dove questa mattina digitando “Canzonissima” ho trovato 3620 video che per fortuna non stanno solo nelle Teche Rai a prendersi la muffa. Per capire cosa è stata Canzonissima per l’Italia, bisognerebbe ritrasmetterla per intero; tutte le puntate di tutte le edizioni (come in parte ha fatto Rai Extra prima che diventasse Rai 5). Spero che Rai Storia lo faccia ma senza la spiegazione in 4D di Maurizio Costanzo.

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Due ricordi di Mariangela Melato

Caro Renzo Arbore, le tue lacrime per la scomparsa di Mariangela Melato hanno emozionato i telespettatori della televisione italiana che l’hanno amata come grande attrice di cinema, teatro, televisione. Ieri sera Rai 5 le ha dedicato il sabato sera trasmettendo la sua Medea. Della signora Mariangela Melato io ho due bellissimi ricordi televisivi. Il primo risale alla tv in bianco e nero ed è uno sketch riuscitissimo con Pippo Baudo che lo ricorda così: “la vera cosa bella di Mariangela era la sua ironia. Si prendeva in giro come nessuna sapeva fare. In “Canzonissima” del ’72 ricordo di averla portata al teatro Delle Vittorie dentro una valigia, perché era anche una perfetta contorsionista. L’idea fu sua, mi disse: «Pippo, io mi ficco dentro la valigia, guarda che sono capace». E io le risposi: «Proviamo». Così abbiamo fatto dei buchi nella valigia e lei è entrata, incrociando le gambe. Ricordo che pensai: questa qui mi muore in scena. E invece fu una trovata molto divertente” (da ilsecoloxix.it del 12/1/13). L’altro mio ricordo risale al 2005 quando sei tornato in tv su Rai 1 con Speciale per me e lei interpretò in maniera sublime In cerca di te, sola me ne vo per la città. Una lettrice di caro televip, pricipessinaole, ricorda la sua recente straordinaria interpretazione di Filumena Marturano accanto a Massimo Ranieri su Rai 1. Ma la lista delle sue interpretazioni è lunghissima e, per nostra fortuna, ogni volta che la tv trasmetterà un suo film, una suo personaggio teatrale, una sua presenza in tv, potremo continuare ad apprezzarne la grandezza.

La Rai di Elda Lanza, quando Guala disse ad Andreotti: “Ma lei è brava!”

Cara Elda Lanza, il tuo giallo condominiale Niente lacrime per la signorina Olga sta avendo il successo che merita (l’editore Salani ha stampato la seconda edizione e a maggio pubblicherà il tuo secondo giallo intitolato Il matto affogato) [ QUI Elda Lanza a Radio Montecarlo ospite di Luisa Berrino]. Insieme alla signorina Olga anche la signora Elda sta ottenendo il successo che merita come scrittrice e come signora della televisione italiana delle origini. La settimana scorsa è uscita una tua intervista ricca di aneddoti e di curiosità sulla tua carriera in Rai dal 1952 al 1972 (brava! Leonetta Bentivoglio di Repubblica che ci ha fatto un paginone nello spazio R2 Cultura del 4/1/13 e da cui ho tratto i virgolettati di questo post). Resto sempre affascinato dal tuo racconto della tv di allora perché mi fai respirare le atmosfere di un’avventura pionieristica che restituiscono, a chi come me ama il mezzo televisivo, il giusto valore ad una invenzione straordinaria e ad un mezzo di comunicazione troppo spesso maltrattato da chi lo usa per trasmettere pessimi programmi.

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Neil Armstrong, il telespettatore Dino Buzzati e certe trasmissioni di contorno

Caro Tito Stagno, sabato è morto Neil Armstrong e, dopo l’inevitabile tuffo al cuore, hai passato la giornata a rispondere ai tuoi colleghi giornalisti che ti chiedevano un ricordo dell’uomo che ha segnato per sempre la tua vita professionale. Non ho un ricordo diretto (avevo 5 anni) della tua telecronaca notturna dell’allunaggio dell’Apollo 11 e della passeggiata di Armstrong ma, nel corso degli anni, ho rivisto tante volte le fasi salienti di quella storica diretta e nel 2009 ho seguito con curiosità la riproposizione integrale trasmessa da La Storia siamo Noi-Rai Educational, in occasione della celebrazione dei 40 anni dallo sbarco. Ieri invece ho letto (nella ripubblicazione del Corriere della Sera) un articolo del 22 luglio 1969 firmato dallo scrittore Dino Buzzati. La cosa che mi ha colpito di più è stato l’approccio da telespettatore di Buzzati. Spesso noi telespettatori “moderni” rimpiangiamo la liricità della tv del passato ma leggendo Buzzati ho scoperto che anche quella tv non era immune da certe inappropriate leggerezze. Scriveva Buzzati:  Continua a leggere