Tv estiva: mai come quest’anno dovrebbero esserci delle novità come simbolo e non solo Teche Teche Tè

Teche Teche Tè inizierà con le puntate in access prime time da giovedì 2 luglio. La novità di quest’anno è che ogni giorno sarà dedicato ad un argomento:
LUN – Sceneggiati
MAR – Sanremo Graffiti
MER- Viaggio in Italia
GIO – I numeri uno
VEN – Jukebox
SAB – Il varietà
DOM – I temi
Ieri è andata in onda in seconda serata una puntata Jukebox sugli Anni ’80 che per me ha sancito l’inizio ufficiale della stagione televisiva estiva fatta di stra-repliche, di serie tedesche e francesi di seconda e terza scelta, di talkshow di informazione condotti dalle seconde e terze linee della conduzione, di film visti e rivisti, di spot ripetitivi come non mai. Teche Teche Tè, per quanto tenti di rinnovarsi, è il simbolo di un periodo lunghissimo dell’anno televisivo quasi inutile soprattutto se riferito alla Rai per cui paghiamo il canone per 12 mesi e non per 9. Da quando faccio il blogger tv ho sempre auspicato che i tre mesi estivi venissero impiegati dalla Rai per sperimentare idee e personaggi televisivi nuovi. Vedremo quali e quanti saranno in questa estate così importante per la ripartenza dell’Italia dopo l’emergenza Covid-19. Una ripartenza che non può non passare anche da una programmazione televisiva aperta al nuovo e con contenuti di qualità. Ogni nuova buona idea tv e ogni nuova brillante conduzione che sapranno rinnovare la tv estiva facendola uscire dal “chiuso per ferie”, darà un contributo alla voglia di rilancio del Paese che tutti abbiamo.

Lorella Cuccarini a La vita in diretta: una conduzione impalpabile

Domenica In condotta da nonna Mara Venier durante il lockdown Covid-19: la puntata del 10 maggio 2020 nel live tweeting di Caro Televip

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Tra Milly Carlucci e Maria De Filippi non c’è nessuna differenza: un tweet di Caro Televip

Tra Milly Carlucci e Maria De Filippi non c’è nessuna differenza: fanno entrambe bruttissima televisione che fa ascolti e che di fatto blocca qualsiasi evoluzione qualitativa degli show di varietà in prime time di Rai 1 e Canale 5.

Imma Tataranni più che un Montalbano al femminile è una Catarella

The Girls on the Bus di Netflix non parlerà delle campagne elettorali di Hillary Clinton. La precisazione di Amy Chozick.

Viva Rai Play di Fiorello: piccolo studio, piccolo show?

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Viva Rai Play: piccolo studio, piccolo show? Caro ex direttore di Rai 1 e Rai 2 Andrea Fabiano, è con autentico piacere che plaudo al tuo ritorno super attivo come responsabile di Viva Rai Play di Fiorello, il progetto ambizioso sul quale scommette in prima persona l'amministratore delegato Fabrizio Salini. Sai che sono sincero. Ma sai anche che sono doppiamente "felice" perché potrò tornare ad averti tra i destinatari delle mie lettere. Bontà tua so che non le scrivo ad un dirigente Rai con il senso di superiorità ma ad un professionista che stimo ed apprezzo e al quale inviare critiche ed elogi ha, per me, davvero un senso. Sei pronto per la prima critica preventiva? Certo che sei pronto e, mi permetto di leggerti nei pensieri, sono convinto che un po' sei felice anche tu di tornare al centro dei miei post di blogger tv. Ora, qual è il primo limite di Viva Rai Play che intravedo all'orizzonte? L'adattamento degli studi radiofonici di Via Asiago in Roma per questo show. In televisione, al livello di come la fa la Rai, ogni scelta produttiva è commisurata al programma. Gli studi radiofonici di via Asiago sono storici. Li ospita un edificio a pochi passi da piazza Mazzini, in pieno centro a Roma. Nati per fare radio, oggi li usate anche per fare dirette video, principalmente su Facebook, dei programmi radio. Ottimo audio, video di certo non da grande show. Il limite è strutturale e difficilmente i lavori di adattamento, di cui Fiorello ha postato una foto in una IG Story, potranno fare miracoli. 1+1=2, quindi l'idea che mi sto facendo è che Viva Rai Play non sarà un grande show, almeno per quanto concerne la struttura dello studio e di conseguenza l'uso di apparecchiature televisive necessarie ad un grande show. Mi dirai: che vuoi che sia per uno come Fiorello che ha fatto un programma dal bar? Ecco, appunto. Certo, non posso escludere che, visto che Fiorello promette il miracolo di far funzionare perfettamente lo streaming di Rai Play, farà anche il miracolo di fare un mega show televisivo da uno studio radiofonico del 1931. E sai che se lo farete, lo scriverò. Caro Andrea Fabiano, bentornato! Tuo, Akio. #vivaraiplay #andreafabiano #rosariofiorello

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Fiorello un volano per Rai Play? Netflix e Amazon Prime possono dormire sonni tranquillissimi

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Caro AD Rai Fabrizio Salini, oggi hai incontrato Rosario Fiorello e la tua dichiarazione è inequivocabile, sta per tornare in Rai: "Stiamo lavorando da settimane costruttivamente con Fiorello per riuscire a realizzare questo contenuto ambizioso e innovativo per la Rai. Nella Rai del futuro che stiamo costruendo, RaiPlay è la vera piattaforma di servizio pubblico, un canale che acquisirà sempre più centralità. Il progetto con Fiorello può essere un volano formidabile nel modo in cui sarà pensato, realizzato e distribuito. Non vediamo l’ora di iniziare, l’atmosfera è di grande sintonia e ringrazio Fiorello per l’entusiasmo che condivide con noi e che ci spinge a realizzare un progetto che solo fino a pochi mesi fa sarebbe stato per la Rai un sogno impossibile”. Caro Fabrizio Salini, se Fiorello deciderà di fare RaiPlay decreterà la propria resa incondizionata alla preoccupazione di tornare a fare uno show su #Rai1. Andare in onda su Rai Play vuol dire tenersi alla larga dalla sfida degli ascolti delle reti generaliste che sembra essere l'incubo di Fiorello il quale, da eccellente esperto di comunicazione, punterà a fare un programmino che possa essere "ripreso" quotidianamente dai media con un effetto eco che darà tanta visibilità a lui ma non darà alla Rai un contributo per le sfide che contano, ovvero, quelle della tv generalista. Ho serissimi dubbi che Fiorello su Rai Play possa essere un ponte per il futuro del servizio pubblico come dici. Ma, visto che negli ultimi anni ci sono stati più annunci di un possibile ritorno di Fiorello in Rai che scudetti della Juventus, c'è la speranza che anche stavolta non se ne faccia niente. La cosa che mi lascia perplesso è che si pensi a Fiorello quando è evidente che Rai Play ha bisogno di ben altro per intraprendere la sfida con i competitor in streaming a cominciare dalla programmazione di serie tv originali ed esclusive. E poi, non so se lo sai ma Fiorello è uno che si stanca presto dei progetti che fa e non mi stupirei se tra un anno lasciasse Rai Play perché "non voglio stancare il pubblico". E, vista la durata degli AD Rai, è possibile anche che non ci sarai nemmeno tu a fare da volano a RaiPlay. @rosario_fiorello

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Perché non è vero che Sanremo è sempre Sanremo: soprattutto Sanremo 2019

Caro direttore artistico del 69° Festival della Canzone Italiana di Sanremo Claudio Baglioni, non mi piace il cast dei cantanti in gara e questo sarebbe già un buon motivo per non guardare lo show. La sopravvalutatissima Virginia Raffaele co-conduttrice con te e Claudio Bisio difficilmente avrei potuto digerirla per più di una serata. Poi ci sono le polemiche sulla quota artisti legati ad una sola agenzia che non mi predispone alla visione serena.

Aver invitato Alessandra Amoroso in qualità di super ospite è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della santa pazienza.

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Lodovica Comello per la terza volta alla conduzione di Italia’s got talent: peccato, potrebbe e dovrebbe fare altri show