Lucia Annunziata e la parola sbagliata

Cara Lucia Annunziata, il caso della tua intervista ad Angelino Alfano nella trasmissione In ½ Ora (su Rai 3, domenica 17/3/13  QUI al minuto 25 e 22 sec), verrà studiato non solo nelle scuole di giornalismo ma anche nelle scuole per dirigenti televisivi. Nel parlare delle possibili alleanze di governo e dell’elezione del presidente della Repubblica, il segretario del PdL Alfano ha fatto l’esempio della grande coalizione di Angela Merkel e si è chiesto “perché non la fa anche Bersani?”. Tu hai risposto facendo le veci del segretario del PD: “Forse perché voi siete impresentabili ma vi rendete conto? Lei è stato un ministro di Grazia e Giustizia, sono stata un po’ pesante…”. La tua “pesantezza” si riferiva alla manifestazione di protesta organizzata dai parlamentari del PdL presso il tribunale di Milano.

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Il coraggio del Tg5: mettere nei titoli di testa e chiudere il tg con la notizia “William aiutante di campo di Elisabetta”

Caro Clemente J. Mimun, un direttore deve avere coraggio e tu hai molto coraggio. Ieri hai avuto il coraggio di mettere nei titoli di testa del Tg5 la notizia che William d’Inghilterra è stato nominato aiutante di campo personale di sua nonna la regina Elisabetta II. Con questa notizia hai avuto il coraggio di chiudere il Tg5 delle 20 con un servizio a firma della giornalista esperta di politica estera Mimosa Martini. Ieri il Tg5 si è occupato di argomenti serissimi imposti dal difficile momento che viviamo riassunti in questi titoli (in rigoroso ordine di trasmissione): le consultazioni del Quirinale per il nuovo governo; lo scontro televisivo tra Lucia Annunziata e Angelino Alfano!!!; la chiusura delle banche di Cipro a seguito del prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini ciprioti imposto dalla UE; la cerimonia di inizio del pontificato di Papa Francesco; l’India che ha tolto l’immunità diplomatica al nostro ambasciatore; il maltempo; e ultimo, ma non ultimo, il titolone di William aiutante di campo, nelle parole del conduttore Giuseppe De Filippi:

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Borotalco

Caro Bruno Vespa, quando il gabbiano si è impossessato del comignolo papale ho dato per scontato che sarebbe stato lui il protagonista della puntata di Porta a Porta di ieri sera. Invece, anche nella Cappella Sistina avranno saputo che il gabbiano stava catalizzando l’attenzione delle tv e dei social media di tutto il mondo e si sono sbrigati ad eleggere Papa Francesco. Dunque, è svanito il mio sogno di vedere il plastico del tetto della Sistina con il comignolo e il gabbiano imbalsamato sopra e tu con la bacchetta ad indicare tutti i movimenti del gabbiano al fine di interpretarne i segnali giunti dall’alto. Habemus papam e ti è toccato allestire un Porta a Porta Primaserata anziché un normale Porta a Porta in seconda serata. Caro Bruno Vespa, l’immagine di quel gabbiano sul comignolo resterà una delle immagini più significative del Conclave 2013 però non poteva durare un giorno di più.

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Mario Giordano e l’amo di Beppe Grillo a cui gli piace tanto abboccare

Caro direttore di TgCom24 Mario Giordano, l’aspetto più rilevante della campagna elettorale 2013 è che tutti i politici a capo delle coalizioni hanno invaso tutte le trasmissioni radiotelevisive come mai era accaduto prima. Tutti tranne uno: Beppe Grillo. Anzi, no, che dico; Beppe Grillo in tv c’è stato come e forse più di tutti gli altri politici solo che nella forma che ha scelto lui, ovvero, farsi riprendere mentre fa i monologhi comici ai comizi. Gli altri politici di riferimento delle coalizioni si sono fatti intervistare individualmente da quasi tutte le tv e le radio, correndo rischi minimi mentre Grillo ha scelto di non correre nemmeno quelli. Le tv hanno abboccato al suo amo e trasmettono quasi integralmente i suoi monologhi/comizi comici facendogli massimizzare a costo zero la presenza televisiva che invade tutti i tg e gli spazi informativi.

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Mancano solo 8 giorni alle elezioni politiche 2013. Dai che è quasi finita questa campagna elettorale; forse.

Caro Enrico Mentana, siamo tutti stanchi, esausti, per gli effetti di questa inutile campagna elettorale per le elezioni politiche 2013. Mancano solo 8 giorni al voto ma sembra così lontano, irraggiungibile. Nulla più della puntata di ieri sera del tuo Bersaglio Mobile su La7 testimonia come voi che ce la dovete raccontare abbiate una voglia pari al minimo sindacale. La puntata s’intitolava “Il caso Grillo” ed avevi come ospiti Marco Travaglio, Oscar Giannino, Antonio Di Pietro e un giornalista de Il Messaggero (di cui mi è sfuggito sia il nome che il cognome e me ne scuso). A pochi giorni dal voto vi siete chiesti come fate da quattro mesi: “Quanto sono utili queste elezioni? Chi le vincerà avrà poi la forza (in numeri) necessaria per governare il Paese in un momento così difficile ed incerto?”.

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Salvate il pubblico di Pomeriggio Cinque dal nuovo papa

Cara Barbara d’Urso, la notizia delle “dimissioni” di Papa Benedetto XVI è piombata come un fulmine sulla cupola di San Pietro e anche nella redazione di Pomeriggio Cinque, dove di buon mattino tu eri già all’opera per confezionare una delle tue storiche puntate di informazione giornalistica. Ci apprestiamo a vivere in un mondo in cui ci saranno un papa in pensione e un papa in carica e tu già ieri ti sei ripetutamente chiesta chi sarà il nuovo papa. Hai fatto il tuo quotidiano ingresso trionfale accompagnata dalla solita ovazione adorante del pubblico in studio. Hai tranquillizzato immediatamente il pubblico televisivo che, anche in presenza della notizia del giorno, avresti comunque trattato “un paio di storie di cronaca molto, molto forti. Una riguarda una rapina in un casolare qua vicino di qualche giorno fa. C’è un ragazzo che purtroppo è in gravissime condizioni. Sarò collegata col papà fra pochissimo. E poi, una ragazza di ventun anni, che sarà qui con il suo bambino di 8 mesi, che sta cercando disperatamente la sua mamma biologica che quando era piccola l’ha lasciata. Lei è stata adottata. Insomma, una storia molto bella. Mi ha scritto una mail molto commovente!”.

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