Unto e Bisunto, la vera storia di Chef Rubio: molto più che il film di Natale di DMax

Cara president and MD Southern Europe at Discovery Communications Marinella Soldi, ieri sera guardando l’anteprima del film Unto e Bisunto – La vera storia di Chef Rubio, ho avuto la conferma che le buone idee ed i buoni prodotti televisivi lasciano il segno.

Dopo il successo da stracult delle prime tre stagioni del programma Unti e Bisunti, avete “chiuso il cerchio” con la realizzazione del film che andrà in onda il 20 dicembre alle ore 21.10 come speciale natalizio su DMax canale 52 del digitale terrestre. Chi come me ha seguito Unti e Bisunti dalla prima puntata e due anni dopo ha scritto che è stato uno dei migliori programmi in onda negli ultimi anni sulle reti generaliste, non può non apprezzare questa meritata consacrazione “cinematografica”.

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Rocco Schiavone di Rai 2: 9 tweet di Caro Televip

elementare quanto basta per essere nazional-popolare. Niente di nuovo. Niente di straordinario. Un buon prodotto normale.

gli stacchi immaginari fatti veramente male. Nemmeno ai tempi del Tenente Sheridan

da Non uccidere in poi per le serie italiane che vogliono fare le moderne è obbligatoria la fotografia scura alla scandinava

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La Rai e l’esaltazione degli ascolti della prima delle fiction: dopo I Medici anche Rocco Schiavone -4% di share alla seconda

Ci risiamo. La Rai, nelle persone del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e della direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, ha esaltato gli ascolti della prima messa in onda della fiction Rocco Schiavone su Rai 2 (14.4%) che poi alla seconda ha perso 4 punti di share (9.9%). Di come funziona questa strategia di comunicazione ho già scritto riguardo alla fiction I Medici. La tecnica comunicativa è sempre la stessa; esaltare il primo risultato, così rimane impresso quello e tutti scrivono e pensano che sia un grande successo. Invece poi, guardando gli ascolti di tutta la serie, vengono fuori numeri normali rispetto ai grandi investimenti produttivi. Da abbonato mi chiedo: i dirigenti Rai non dovrebbero esaltare gli ascolti a consuntivo di tutta la serie? Non sarebbe più corretto?

Gli ascolti de I Medici di Rai Fiction su Rai 1, capitolo secondo: – 1 milione e – 4% di share

Cara direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, i dirigenti della Rai a mio avviso dovrebbero essere più equilibrati e coltivare di più il senso della misura oggettiva.

Esaltare il 30% per la prima della fiction I Medici sapendo che alla seconda ci sarebbe stato un calo fisiologico è una scelta esclusivamente comunicativa.

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I Medici di Rai Fiction: un prodotto che non vorrei vedere sulla mia media company ideale

Cara direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, la sfida per il nuovo millennio della Rai è quella di diventare una media company. Una sfida in cui il ruolo della fiction più che strategico è vitale. Diventare una media company vuol dire avere un catalogo di prodotti in grado di competere in un mercato dove la concorrenza è avanti anni luce rispetto ai modelli produttivi italiani.

I Medici è un progetto in cui la Rai ha investito moltissimo (in co-produzione) affidandosi in primis alla Lux Vide la società di produzione esterna fondata da Ettore Bernabei che troneggia da vent’anni in Rai con fiction nazional-popolari di successo (un titolo su tutti Don Matteo).

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La docufiction Io sono libero e l’inchiesta di Presa Diretta sulla uccisione di Giulio Regeni, in onda in contemporanea: è questo il coordinamento editoriale della Rai

Caro direttore del coordinamento editoriale palinsesti televisivi della Rai Giancarlo Leone, ieri sera l’abbonato Rai aveva l’imbarazzo della scelta.
E’ stato imbarazzante dover scegliere tra la docufiction Io sono Libero su Rai 1 e il reportage di Presa Diretta sulla uccisione di Giulio Regeni su Rai 3.

Ero incredulo davanti alla tv: chi ha potuto decidere di trasmettere in contemporanea in prima serata una docufiction e un reportage su due uomini con storie così profondamente importanti e tragiche per il nostro Paese, senza accorgersi che avrebbe costretto il pubblico a scegliere tra uno o l’altro? Beh, la risposta che mi sono dato è stata “il direttore del coordinamento editoriale palinsesti televisivi”. Quando ti è arrivato sul tavolone da direttorone il paginone con i palinsesti, non ti è passato per l’anticamera del cervellone che poteva essere un errore questa sovrapposizione? Stiamo parlando dell’abc del tuo lavoro. Quei due programmi non hanno entrambi un valore di racconto-denuncia-ricordo? Il pubblico interessato a quei due programmi non è quasi lo stesso nonostante quella di Rai 1 sia più fiction che docu? Chi come me ha scelto Presa Diretta lo ha fatto a malincuore. Ho scelto l’inchiesta giornalistica firmata da Giulia Bosetti (@giuliabosett ) sulla storia del giovane ricercatore Giulio Regeni massacrato in Egitto, però mi sono sentito in colpa perché anche gli ideali e le azioni per cui Libero Grassi è stato ucciso dalla mafia avrebbero meritato la mia attenzione. Premesso che tutto oggi è recuperabile sul web e che chi ha voglia può trovare entrambi i programmi su Rai Replay e poi su Rai.tv, faccio lo stesso tanta fatica a capire quale è stata la valutazione per cui queste due storie sono state trasmesse in contemporanea. Potresti dirmi che proprio ieri ricorreva il venticinquesimo anniversario della morte di Libero Grassi. Potrei farti decine di esempi in cui tali ricorrenze sono state anticipate di un giorno dalla programmazione tv anche per esigenze di coordinamento editoriale. Caro direttore del coordinamento editoriale palinsesti televisivi della Rai Giancarlo Leone, questa mattina le perplessità che avevo si sono trasformate in arrabbiatura quando ho letto gli ascolti: Io sono Libero 2.683.000 spettatori e il 13.6% di share e Presa Diretta 1.031.000 spettatori e il 5.4% di share (fontedavidemaggio.it). Nella loro freddezza questi numeri ci dicono che ieri sera tra Rai 1 e Rai 3 c’è stato anche un confronto quantitativo; una “sfida” tra due prodotti Rai che non avrebbero mai dovuto scontrarsi perché troppo uguali, perché troppo importanti, perché il telecomando in questi casi non è lo strumento per scegliere tra due programmi tv ma tra le storie di due italiani simbolo. E da abbonato Rai, prima che blogger tv, queste scelte editoriali le disapprovo e le denuncio come errori gravi. 

La direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta è entusiasta del successo dell’Ispettore Coliandro su Rai2. Un successo scontato: è la rete di Made in Sud!

Cara direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, del primo episodio della quinta stagione della serie L’Ispettore Coliandro salvo solo il primo minuto, quello in cui Giancarlo Magalli fa uno spettacolare cameo cantando nudo sotto la doccia Il cobra di Donatella Rettore, morendo spiaccicato a terra per essere scivolato su una saponetta (fa il ruolo di un commendatore che conosceva i loschi traffici dei servizi segreti di mezzo mondo). Un inizio di puntata spettacolare fatto per diventare cult sul web. Poi però è inizato il vecchio Coliandro quello uscito male dalla penna spuntata di Carlo Lucarelli.

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