Chef Rubio, unto e bisunto in stile DMAX

Caro Gabriele Rubini in arte Chef Rubio, chi è stanco delle esagerazioni americane per uomini duri proposte da DMAX (canale 52 digitale terrestre), ora può godersi le esagerazioni all’italiana del tuo street food show Unti e bisunti (la domenica alle ore 22, oltre alle repliche e alle puntate sul sito). La prima puntata promette faville per stomaci fortissimi. La prima parte del programma consiste nell’esplorazione. Gironzoli per i vicoli di Napoli assaggiando tutte le specialità preparate dai banchetti di strada. Nel panorama infinito di programmi sulla cucina, ultimamente vanno molto di moda quelli sul cibo di strada. Unti e bisunti è una vera chicca per gli amanti del cibo mordi e, se sei sopravvissuto, fuggi.

Eccoti addentare nell’ordine: polpo e crostacei crudi; frittata di pasta (“bella erta eh? Vediamo un po’ se scende l’olio? No, l’hanno fritta bene”; frittatina con macinato di carne, piselli, bucatini e besciamella fritta nella pastella (“questa è proprio unta. L’abbiamo trovata quella unta!”); e per finire, un arancino bollente. Al ristoratore di strada chiedi con la tua calata romana “Senti, ma nun è che gniente gniente c’hai nà bira pe sgasà che…”. La richiesta è funzionale a mostrare la marca della birra che sponsorizza Unti e bisunti. Il programma è divertente e gradevole nonostante i macro dettagli delle tue fauci che addentano cibo (in confronto Pif Il Testimone è il re del galateo). Il montaggio e le riprese sono ottimi. Tu ti muovi con disinvoltura, personalizzi adeguatamente la conduzione e le dai un bel ritmo. Il momento centrale del programma è la sfida con il ristoratore di strada più importante del luogo. A Napoli hai scelto Antonio, il carnacottaro principe. Ci spieghi che i carnacottari sono venditori ambulanti che preparano pietanze a base di carne cotta come la trippa e le frattaglie, il cosiddetto quinto quarto, “e pensare che per i ricchi una volta era cibo da disprezzare, roba da pezzenti. Invece vi posso garantire che sono sapori, magari un po’ particolari, ma unici”. La sfida con Antonio, ‘O Re dei carnacottari napoletani consiste nella preparazione della sua specialità: il soffritto napoletano ovvero “’a zuppa forte”. Eccoti mentre spieghi tutti i tagli delle frattaglie esposte da Antonio. Cominci con la trippa centopelli  che “è come masticare della moquette bagnata ce l’avete presente no?”. Poi descrivi la magnificenza dei pezzi di stinco, dello stomaco e delle altre prelibate frattaglie “Non so se a scuola avete mai masticato gli elastici quelli verdi…”. Dopo l’assaggio, comodamente seduto al tavolino, della famosa “zuppa forte” di Antonio (‘O Re dei carnacottari napoletani), è il momento della sfida; lui nella sua cucina e tu, fuori, nel vicolo, con il banchetto coi fornelli ambulanti marchiato “Unti e bisunti” che ti porti dietro in questo viaggio sulle strade del gusto ambulante italiano. Al momento della vestizione per indossare la giacca rigorosamente nera da chef, mostri il fisicaccio e le centinaia di tatuaggi. Sei pur sempre uno chef macho della rude DMAX. Vai a fare la spesa al mercato dove il fruttivendolo ti insegna che per la zuppa forte “non ci vogliono i peperoni ma la salsa di peperoni”. Tu, umilmente, becchi e porti a casa. Eccoti dal macellaio al quale chiedi la materia base della zuppa forte “maestro, emergenza zuppa forte. Mi servono trachea, polmone, lingua e cuore di maiale. Poi se c’hai pure un po’ di olio extravergine d’oliva…”. Il macellaio inorridisce e ti dà un’altra lezione sulla zuppa forte “non si fa con l’olio extravergine d’oliva ma con la sugna!”. Tu, ribecchi e riporti a casa. Caro Gabriele Rubini in arte Chef Rubio, Unti e bisunti ha nella coerenza tra contenuti, linguaggio e rappresentazione filmata uno dei suoi punti di forza. La dimostrazione è nel lungo piano sequenza quasi cinematografico girato “al macello”. Il macellaio non ha il cuore di maiale e allora tu devi andare a prenderlo al macello che rifornisce tutti i carnacottari di Napoli. Ti accompagna in Vespa il capo tifoso del Napoli che insieme ad altri 30 tifosi giudicherà la gara tra te ed Antonio (perché a zuppa forte si mette nel panino e diventa ‘a merenna che loro si portano come pranzo allo stadio). Eccoti fare l’ingresso al macello in una atmosfera molto pulp con riprese ben girate, particolari e perfette per descrivere la puntata sulle frattaglie. Il capo dei macellai ti mette a disposizione tutte le frattaglie e tu ce le mostri come se avessi trovato delle pepite d’oro “… Questa che sembra n’asciugamano è nà trippa… lo riconoscete questo? E’ il centopelli, anche detto moquette bagnata… l’aria è irrespirabile, a parte questo, fa un caldo che sembra dè stà in un bagno turco…”. L’arrivo del pezzo di carne attaccata ad un gancio-carrello è ripreso in dettaglio. Lì c’è il cuore di maiale che ti mancava e il coltello s’infila tra i brandelli di carne per estirparlo. Il capo macellaio te lo consegna come un trofeo e tu: “una volta che si risolvono le questioni di cuore stai a cavallo”. Pulp, molto pulp e pure molto trash. La prima puntata di Unti e bisunti ha chiaramente voluto tracciare subito una linea di confine tra i telespettatori che lo seguiranno, considerandolo un programma di culto, e quelli che si sentiranno male al solo pensare di vederlo. La gara è avvincente ed arricchita dai botta e risposta di sfida tra te e Antonio fatti di battute e sfottò. La sfida a chiacchere la pareggi mentre quella pratica ai fornelli la perdi; non ce la potevi fare davanti alla tradizione rappresentata da Antonio (‘O Re dei carnacottari napoletani) celebrato come vincitore dai suoi concittadini, e ti inginocchi in senso di rispetto e per onorare il vincitore. I tifosi, con la pancia piena di “merenna con ‘a zuppa forte” vanno allo stadio. Tu e Antonio vi ritrovate davanti al tuo banchetto ambulante ad assaggiare l’uno il panino dell’altro. Ti tocchi il baffo arricciato e fai i complimenti al ristoratore di strada “Er tuo è nà bomba mò… mò dici er segreto…”, lui te lo dice all’orecchio e tu: “Io nun c’avrei messo”. Caro Gabriele Rubini in arte Chef Rubio, sono un po’ deboluccio di stomaco ma seguirò Unti e bisunti; anche perché non penso che potrai girare una puntata più pulp di questa. O si?

6 risposte a "Chef Rubio, unto e bisunto in stile DMAX"

    • akio 29 giugno 2013 / 07:53

      da vedere… a stomaco vuoto…

  1. squirtmarina 26 giugno 2013 / 09:52

    lui è un mitoooo!!!!!!
    a volte mi schifa un po’ soprattutto quando si avventa sul crudo, però è geniale!!!!

    • akio 26 giugno 2013 / 10:26

      ciao marina, anche a me quando si avventa sul crudo mi fa senso ma ha un approccio televisivo originale e a tratti come dici tu geniale

  2. sergio rossino 25 giugno 2013 / 18:52

    bellissimo mi hai fatto venire piu’ fame ti aspettiamo a varese, ciao…sergio rossino..

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