Unto e Bisunto, la vera storia di Chef Rubio: molto più che il film di Natale di DMax

Cara president and MD Southern Europe at Discovery Communications Marinella Soldi, ieri sera guardando l’anteprima del film Unto e Bisunto – La vera storia di Chef Rubio, ho avuto la conferma che le buone idee ed i buoni prodotti televisivi lasciano il segno.

Dopo il successo da stracult delle prime tre stagioni del programma Unti e Bisunti, avete “chiuso il cerchio” con la realizzazione del film che andrà in onda il 20 dicembre alle ore 21.10 come speciale natalizio su DMax canale 52 del digitale terrestre. Chi come me ha seguito Unti e Bisunti dalla prima puntata e due anni dopo ha scritto che è stato uno dei migliori programmi in onda negli ultimi anni sulle reti generaliste, non può non apprezzare questa meritata consacrazione “cinematografica”.

Unto e Bisunto è un prodotto televisivo molto originale, scritto, girato e montato con un taglio internazionale da Pesci Combattenti, la casa di produzione di cui oltre ad Unti e Bisunti ho apprezzato Il pranzo di Mose, Io e George, Le ragazze del ’46. Un film con dentro lo spirito del programma televisivo da cui nasce come ha detto la produttrice di Pesci Combattenti Cristiana Mastropietro:

“L’essenza del programma, quello che noi volevamo raccontare sin dal primo giorno era un modo più spontaneo, meno impacchettato, meno infiocchettato, meno finto, di avvicinarsi al cibo”.

Da telespettatore ho ritrovato questo spirito nel film la cui idea va oltre la rappresentazione del personaggio che, seppure protagonista, è secondario rispetto al messaggio culturale che rappresenta. Se è vero che i grandi chef stellati italiani meritano tutta l’attenzione e gli elogi che vengono loro tributati, è anche vero che la cucina italiana è soprattutto quella delle tante realtà culinarie regionali tradizionali che Unti e Bisunti ha mostrato nelle tre stagioni del programma. Il film narra la favola del supereroe Rubio con il dono dell’assaggio e di un tocco originalissimo da chef. Il vecchio Chef Rubio sulla spiaggia del suo futuro cucina a due suoi fan gli spaghetti con le telline, il piatto rappresentativo della genesi antropologica dell’uomo e del personaggio. Il viaggio nei ricordi del vecchio Chef Rubio ci catapulta nell’universo dei sapori forti e dei piatti di una tradizione culinaria che è patrimonio dell’ umanità italica. Un viaggio divertente, sorprendente, ricco di ingredienti, di piatti, di personaggi. In scena diverse versioni di Rubio, da quello appena nato allo scontroso e affascinante vecchio Rubio che si è ritirato a vivere sulla spiaggia. Un Rubio-Ulisse, grazie al tocco davvero da applausi del trucco, straordinario visto su schermo cinematografico. Un viaggio che ha un’unica meta: “la scoperta e l’esplorazione del cibo come espressione genuina e verace di ogni territorio, di ogni cultura, di ogni epoca”. Una storia che racconta tante storie italiane attraverso il cibo.
Cara president and MD Southern Europe at Discovery Communications Marinella Soldi, proporrete il film al pubblico di DMax come:

“Una favola di Natale “all’amatriciana” dedicata a tutta la famiglia: a chi sa cucinare, chi ama mangiare, chi ha la curiosità di conoscere gli altri anche attraverso il food, soprattutto, agli appassionati di Chef Rubio e della sua inconfondibile ironia e irrefrenabile appetito”.

Ma è molto di più. Per prima cosa è un ottimo prodotto dal punto di vista filmico che proiettato sullo schermo cinematografico mi ha impressionato per qualità della regia (di Riccardo Mastropietro), delle riprese, del montaggio, della colonna sonora (per l’occasione, il rapper Frankie hi-nrg mc ha firmato la sigla finale del film, con una reinterpretazione del tema originale della serie Unti e Bisunti), degli effetti (ce ne sono un paio in apertura alla Matrix), delle location; dalla piazzetta di Frascati alla masseria pugliese, dalla Napoli sotterranea ai suoi vicoli più saporiti, dalla spiaggia della nascita alla spiaggia della vecchiaia.
Un prodotto che qualsiasi media company vorrebbe avere nel suo catalogo e infatti poi sarà, insieme alle tre stagioni di Unti e Bisunti già on-line, uno dei fiori all’occhiello della vostra offerta in streaming su DPlay. E te lo dico da abbonato Netflix che spesso resta deluso da proposte similari. 
Cara president and MD Southern Europe at Discovery Communications Marinella Soldi, in una succosa intervista che ha rilasciato ad Anna Lupini, alla domanda “Oltre al film altri progetti televisivi?” Chef Rubio ha risposto:

“Stiamo registrando le puntate de Il ricco e il Povero, poi dovrò incontrarmi con Discovery per stabilire l’uso che vorranno fare del sottoscritto per il prossimo anno, se vogliono usare il quinto quarto di Chef Rubio o solo il mignoletto…” (da repubblica.it del 3/12/16).

Anche ieri all’anteprima del film Chef Rubio a Laura Carafoli (Svp Content and Programming Discovery Italia) che gli chiedeva “Cosa c’è nel futuro di Chef Rubio? Abbiamo capito che ti piace recitare”, ha risposto:

“Il 14 tanto abbiamo una riunione insieme quindi… Nel prossimo futuro ci sarà sempre un modo di raccontarmi e raccontare quelle che sono le mie passioni ossia la cucina a tuttotondo, o viaggiando o mettendo le mani in pasta adesso non possiamo dirvi di più però ci sarà sicuramente qualcosa”.

Cara president and MD Southern Europe at Discovery Communications Marinella Soldi, questo qualcosa sarà con Discovery Italia o no, vista la metafora “Discovery vuole usare il quinto quarto di Chef Rubio o solo il mignoletto…”?
Intanto buon Natale con Unto e Bisunto.

***

aggiornamento del 21/12/16

Il live tweeting di Caro Televip durante la messa in onda su DMax del 20/12/16

 

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2 thoughts on “Unto e Bisunto, la vera storia di Chef Rubio: molto più che il film di Natale di DMax

  1. Rick ha detto:

    Si occupi di televisione e lascia perdere il cinema. Non ha le competenze per recensire un prodotto cinematografico.

    • akio ha detto:

      Io parlo di quello che mi pare. Sono uno spettatore ed ho le competenze per giudicare quello che vedo. Così come ho le competenze per consigliare le cose che mi piacciono a chi legge questo blog. Tu le competenze per capire questo post non le avrai mai. Non hai capito che parlo di un prodotto televisivo trasformato per esigenze narrative in film e che “cinematografico” l’ho messo tra virgolette. E comunque questo “film” è meglio di un film vero. Rick? E Barabba ‘ndo l’hai lasciato?

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