Uno Mattina Magazine e scusate se ho detto Magazine

Cara Lorella Landi, scoprire che esiste una porzione di Uno Mattina intitolata Uno Mattina Magazine desterebbe curiosità anche nel telespettatore più abulico. Penserebbe che la tv del mattino del servizio pubblico non perde occasione per trattare temi che meritano un approfondimento che le trasmissioni in onda in altre fasce orarie non trattano. Quel telespettatore resterebbe deluso come sono rimasto deluso io. Per un mio limite incolmabile, continuo ad associare il termine giornalistico “Magazine” ai grandi settimanali dell’informazione come Time, Newsweek, Der Spiegel, l’Espresso. E invece dimentico che il termine può essere utilizzato anche per le trasmissioni televisive di approfondimento giornalistico.

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La Gabbia di Gianluigi Paragone dovrebbe intitolarsi La Rabbia

Caro Gianluigi Paragone, ha ragione Aldo Grasso: La Gabbia è “il più brutto talk politico mai visto finora” (in onda il mercoledì, in prima serata su La7). Ma non perché, come scrive Grasso, sfoderi “un populismo d’accatto”, “l’odio per il presidente Giorgio Napolitano”, “la avversione per la casta e le larghe intese” o perché il tuo modo di fare tv è “costruito secondo i principi atavici del pollaio” (da corriere.it del 13/9/13). Se così fosse sarebbero altrettanto brutti tutti i talk show attualmente in onda che a turno danno spazio a risse verbali inqualificabili e a discussioni insulse con l’unico scopo di buttarla in caciara per far parlare della trasmissione e alzare l’audience.

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The Chef su La5: non è MasterChef ma al pubblico in chiaro farà piacere vedere che un’altra emittente si adopera per attenuare la delusione che gli ha dato Cielo TV

Cara direttore di Cielo Tv Antonella d’Errico, tu regali i successi di Cielo Tv a mamma Sky e la concorrenza ne fa tesoro sfruttandone l’assenza sul digitale terrestre in chiaro. La piccola La5 di Mediaset sta facendo quello che avresti dovuto fare tu con Cielo; trasmette format originali pensati per la rete ed il suo pubblico. Sfruttando la scia del grande successo di MasterChef prova a racimolarne le briciole di pubblico che lo ha seguito in chiaro su Cielo nella prima edizione (decretandone il successo), proponendo The Chef – Scelgo e creo in cucina (il martedì alle 21.10).

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Tale e Quale Show con quattro conduttori nel cast. Bene Frizzi, male Amadeus, Lippi boh e pure mah, Conti confuso.

Caro Fabrizio Frizzi, nei panni di Piero Pelù che canta Regina di cuori, hai vinto la prima puntata di Tale e Quale Show (su Rai1, il venerdì). Vittoria meritata a seguito di una esibizione completa dal punto di vista dell’interpretazione, del trucco e perfino del canto. La tua è stata una parodia personalizzata degna di un imitatore professionista: divertente, spiritosa e “fedele” all’originale. Hai trasmesso al pubblico un impegno ed una voglia di fare show da ragazzino, senza mai scadere nella macchietta di te stesso.

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Maria de Filippi un po’ bombardiera e un po’ melodrammatica nei confronti di Mediaset

Cara Maria De Filippi, non c’è modo migliore di farsi un po’ di pubblicità alla vigilia della prima stagionale di Italia’s got talent, che rilasciare una intervista in cui la star di punta di Mediaset bombarda l’informazione Mediaset. Dall’alto del tuo potere di signora degli ascolti Mediaset hai indossato i panni della bombardiera nell’intervista rilasciata a Silvia Fumarola di Repubblica (che c’ha fatto un paginone venerdì 13/9/13). Il bombardamento ha avuto i suoi effetti visto che si è parlato molto di questa tua esplosiva dichiarazione: “L’informazione di Mediaset non mi piace, si potrebbe fare un bel salto di qualità: non hanno il coraggio del dibattito aperto”.

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Il chroma-key della sede Rai di Londra è in avaria; Antonio Caprarica ha l’aureola verde. Urge intervento tecnico.

Caro Antonio Caprarica, c’è stato un tempo in cui la Rai ricercava l’eccellenza non solo nei contenuti che trasmetteva ma anche dal punto di vista della tecnica di ripresa televisiva. Per anni i tecnici Rai hanno indossato il camice bianco come se anziché entrare in uno studio televisivo entrassero in una camera operatoria. La competenza tecnica dei tecnici Rai è riconosciuta in tutto il mondo ancora oggi. La qualità delle produzioni televisive in studio è altissima. Le riprese sono bellissime, sotto tutti i punti di vista, in quasi tutte le trasmissioni realizzate direttamente negli studi Rai. Quindi si nota come una mosca su una torta alla panna, quando una immagine ripresa in uno studio Rai sembra venire direttamente dall’archivio della tv sperimentale a colori.

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