Il chroma-key della sede Rai di Londra è in avaria; Antonio Caprarica ha l’aureola verde. Urge intervento tecnico.

Caro Antonio Caprarica, c’è stato un tempo in cui la Rai ricercava l’eccellenza non solo nei contenuti che trasmetteva ma anche dal punto di vista della tecnica di ripresa televisiva. Per anni i tecnici Rai hanno indossato il camice bianco come se anziché entrare in uno studio televisivo entrassero in una camera operatoria. La competenza tecnica dei tecnici Rai è riconosciuta in tutto il mondo ancora oggi. La qualità delle produzioni televisive in studio è altissima. Le riprese sono bellissime, sotto tutti i punti di vista, in quasi tutte le trasmissioni realizzate direttamente negli studi Rai. Quindi si nota come una mosca su una torta alla panna, quando una immagine ripresa in uno studio Rai sembra venire direttamente dall’archivio della tv sperimentale a colori.

La mosca sulla torta alla panna questa mattina sembravi tu nel collegamento in diretta da Londra con Uno Mattina di Rai 1. Si parlava dell’anniversario della morte di Grace Kelly e tu intervenivi come esperto della monarchia britannica. Il tuo primo piano però aveva qualcosa di antico che cozzava contro la tua immagine personale sempre molto curata: avevi una aureola verde che faceva da contorno alla tua testa, conseguenza indesiderata di un effetto elettronico chiamato chroma-key molto usato in televisione per creare degli sfondi virtuali negli studi che non hanno una scenografia. Il soggetto inquadrato viene posto davanti ad un panno di colore verde, azzurro o blu e con il mixer video si usano quelle “chiavi di colore” per “sfondare” il panno trasmettendoci “dentro” una immagine (ferma o in movimento) che arriva da una fonte elettronica/digitale ausiliaria. Lo “sfondamento”, tecnicamente detto “intarsio”, deve essere accuratamente regolato altrimenti si hanno degli effetti visivi platealmente pacchiani. Il più pacchiano è quello del “buco” che si verifica se si indossano indumenti dello stesso colore dello sfondo, come accadeva sulla cravatta dell’inviato Caccamo nella vecchia parodia di Teo Teocoli. Un altro effetto indesiderato, altrettanto fastidioso, è l’alone-aureola sui contorni del soggetto inquadrato, proprio come è accaduto a te questa mattina. Di solito si riesce a contenerlo in maniera di non essere platealmente evidente ma se te ne parlo è perché il chroma key del collegamento di oggi era veramente inguardabile sulla rete ammiraglia Rai nell’anno 2013. Nell’era della tv full hd e super digitale, vederti inquadrato come un santino di una televisione locale di terzo livello degli anni ’80 mi ha fatto sobbalzare. Capisco che la Rai sta cercando di risparmiare su tutto e le sedi all’estero sono state tra le più colpite dalla spending review. Però, se non avete nemmeno le apparecchiature per fare un chroma-key decente (non voglio pensare che sia un errore del tecnico), allora forse è meglio farti inquadrare davanti alla finestra che dà sulla strada (attenti al controluce, però!). Caro Antonio Caprarica, ora, fin quando un chroma-key sbagliato urta la sensibilità di uno spettatore rompiscatole come me, sono certo che te ne importerà ben poco. Vorrei dirti però che tale errore tecnico rende un grave danno anche alla tua curatissima immagine. L’aureola verde non si intona con le tue cravatte rosa.

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