Rabona di Rai 3 in un tweet di Caro Televip

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Bianca Guaccero alla conduzione di Detto Fatto

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Avevo letto un gran bene (al limite dello straordinario) riguardo la conduzione di Bianca Guaccero di Detto Fatto ma io non riesco a trovare un pregio suo e del "nuovo" programma. E mi sembra anche che gli ascolti sono tutt'altro che straordinari. Su Twitter mi dicono che fa circa mezzo punto in più di quando lo conduceva Caterina Balivo. Non sarà troppo? Vediamo come arriva a maggio. Intanto registro una esagerazione nell'esaltazione di Bianca Guaccero e dei suoi ascolti. Con un programma così collaudato e, in confronto all'inconsistenza di Vieni da me della Balivo su Rai 1, dovrebbe fare di più per poterlo considerare un grande successo. A me Bianca Guaccero non piace: con quel sorriso a 50 denti ostentato, con quelle urla incontrollate, con quello stile recitato. Non è impostata, di più. Se questi sono quelli bravi allora non c'è proprio speranza di vedere in tv quelli bravi #dettofattorai #biancaguaccero #rai2

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La nuova Retequattro, in attesa di Piero Chiambretti e Roberto Giacobbo in prima serata: chi l’ha vista?

Caro amministratore delegato e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, la rivoluzione che avrebbe dovuto rilanciare Retequattro per il momento è una battaglia persa, sia per quanto concerne gli ascolti che rispetto all’identità di rete.

Gli ascolti delle novità, Stasera Italia con Barbara Palombelli, Quarta Repubblica con Nicola Porro e W l’Italia con Gerardo Greco, sono tutti perdenti contro la concorrenza.

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Andrea Delogu co-conduttrice di B come sabato vista da Caro Televip

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Andrea Delogu "riprende" i giovani ospiti in studio perché non sanno uno dei soprannomi di Maradona e urla come suo solito: "la mano de dios, ragazzi, la mano de dios!". Chissà se lei sa chi è "el pibe de oro". Chissà. Ora dovrebbe intervistare una pesista che aveva iniziato come ballerina. Invece la tiene lì per dieci minuti raccontando lungamente la sua storia, con un modo di fare tipo "figlia di Maria De Filippi". La intervista come se fosse la prima donna a fare sollevamento pesi. Forse per lei, nota esperta di sport, lo è. La sovraesposizione e le esaltazioni della stampa non le hanno fatto bene. A "B come sabato", nei faccia a faccia, si avventura nella narrazione. Sceglie il registro buonista della meraviglia, del fantastico, dell'unico. Smielata: alimenta la carie. Fino a "B come sabato", il principale difetto di Andrea Delogu era la conduzione urlata. Ora è quello di sentirsi in grado di saper raccontare le storie degli ospiti come se fossero delle favole. È una intervistatrice così buonista che Fabio Fazio al confronto sembra Jack lo squartatore. Gli ospiti in studio stanno commentando #RomaLazio guardando i monitor. Andrea Delogu si rivolge ad Anna Falchi e al marito che sono allo Stadio: "cosa succede lì allo stadio?". Quello che stavano commentando gli ospiti in studio. Imbarazzante. B come sabato sta creando un mostro #bcomesabato #rai2 #andreadelogu @instarai2

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La prima puntata di Niagara su Rai 2: bentornata in Rai, Licia Colò

Uno dei tanti errori di Andrea Vianello come direttore di Rai 3 è stato di rinunciare a Licia Colò. Stasera la conduttrice torna in Rai con Niagara-quando la natura fa spettacolo sulla Rai 2 di Andrea Fabiano.

Una bella notizia tv anche se sarà durissimo fare ascolti competitivi. Licia Colò: bentornata sulla Rai!

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B come sabato di Rai 2

B come sabato: Andrea Delogu e Gabriele Corsi, una co-conduzione spenta per un programma che non accenderà mai il sabato pomeriggio di Rai 2. Non è questo il programma di cui aveva bisogno la seconda rete Rai che da anni è alla ricerca di un programma per rilanciarlo il suo sabato pomeriggio, in una fascia strategica con una concorrenza agguerrita. Proporre questo programma vuol dire sprecare un altro anno.

Andrea Delogu co-conduttrice di B come sabato su Rai 2

Cara Andrea Delogu, il copione è importante ma se Marco Mazzocchi ti interrompe mentre avevi già iniziato a fare la tua battuta e poi tu la riprendi dall’inizio, non viene bene. Soprattutto se la dici a mo’ di poesiola. Le tua urla hanno svegliato quello del palazzo di fronte che stava facendo la pennichella. Secondo te: “Ci sono maree di donne che si sono sciolte” sentendo cantare Elton John da un ospite di “B come sabato”: ecco, quando ti allontani dal copione è anche peggio. Cara Andrea Delogu hai detto che la tua non è sovraesposizione ma gavetta. Ma andoavai se la gavetta è questa qui! Bella Delogu attaccate a “Stracult” e tienitelo stretto!

Caterina Balivo ed Elisa Isoardi: perché  Vieni da me e La prova del cuoco possono già essere considerati dei flop

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Caterina Balivo ed Elisa Isoardi: perché  Vieni da me e La prova del cuoco possono già essere considerati dei flop È finita la prima settimana di programmazione quotidiana di Vieni da me condotto da Caterina Balivo e della Prova del cuoco condotto da Elisa Isoardi, entrambi su Rai 1. Il primo (in onda alle ore 14), un programma nuovo ed il secondo (ore 11.30) un programma con un titolo vecchio ed un impianto radicalmente nuovo. Ad entrambi quindi, si dovrebbe lasciare il tempo di crescere per far abituare il pubblico alle tante novità. Entrambi stanno deludendo in termini di ascolto; quello della Balivo addirittura sotto il 10% di share, in pratica doppiato dalla concorrenza. Alla Isoardi servono 2/3 punti di share in più per respirare mentre la Balivo ha bisogno di almeno 4/5 punti di share in più per non affogare. Questo in termini quantitativi. Se però si parla già di flop è anche perché i programmi deludono sia dal punto di vista della struttura che della conduzione. Rai 1 ha investito risorse importanti su questi due progetti e le lacune che stanno mostrando sono incredibili e difficilmente si potrà colmarle tutte in corsa. È lecito chiedersi come sia possibile che la prima rete televisiva italiana abbia valutato all'altezza delle sfide che li attendevano questi due nuovi format così come sono andati in onda nella prima settimana. Ma a far parlare di flop sono anche le deludentissime conduzioni. È proprio quando un programma ha dei problemi che devono venir fuori il carisma, l'esperienza e le capacità di chi per mesi e mesi è stato protagonista di anticipazioni, articoli e interviste sulla stampa e di campagne promozionali molto curate e martelllanti che, giustamente, ne hanno enfatizzato la centralità. Nel momento della prima verità, sia Caterina Balivo che Elisa Isoardi non sono state determinanti per far partire con il piede giusto i due progetti. E se questo non è un flop, dimmelo tu cos'è #vienidame #laprovadelcuoco #rai1 #caterinabalivo #elisaisoardi

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W l’Italia di Gerardo Greco sulla “nuova” Retequattro: dopo questa inquadratura ho smesso di guardarlo e non credo che lo farò in futuro

La nuova Prova del cuoco con Elisa Isoardi: in tv, cambiare si può e si deve ma solo per migliorare. Non è questo il caso.

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Non sono un fan di Antonella Clerici ma le ho sempre riconosciuto di aver condotto La prova del cuoco con la capacità di farsi amare dal vasto pubblico del mezzogiorno di #Rai1, una qualità che è stata per quasi venti anni un patrimonio dell'ammiraglia Rai. La nuova conduttrice titolare del programma, Elisa Isoardi, non mi dà neanche lontanamente la stessa sensazione. La trovo inadatta a questo ruolo che eppure aveva già ricoperto come supplente della Clerici in maternità. Ma allora ebbe ben altro approccio. Sapeva di essere la riserva "provvisoria" e interpretò quel ruolo nell'unico modo che poteva garantirle di farcela: ovvero inserirendosi nell'impianto del programma senza stravolgerlo e affidandosi ai tanti cuochi e personaggi che ne erano i simboli. Quella che sta andando in onda da lunedì scorso per me non è #laprovadelcuoco ma un qualcosa di alieno ad essa che ne porta il titolo, a mio avviso, immeritatamente. Un cambio così radicale di un format consolidato e popolare è un errore clamoroso. Si è forse creduto che questo completo restyling di facciata e di sostanza potesse consentire alla Isoardi di non dover sostenere il confronto da "titolare a titolare" con la Clerici? Niente di più sbagliato. Quasi tutto doveva rimanere come era fino a pochi mesi fa. Solo entrando in punta di piedi in quello che per tanti telespettatori era un mondo incantato, #elisaisoardi poteva provare a diventare una di famiglia e piano piano portare le sue modifiche. Solo rispettando quella liturgia avrebbe poi potuto farla sua e personalizzarla. La struttura del programma era così solida che è stato un vero delitto demolirla. E per costruire cosa? Un ibrido tra gli ultimi due programmi della Isoardi e un cooking show? A tutto questo si aggiunge il modo di porsi di Elisa Isoardi. Se è vero che non la aiuta una fisicità statuaria è anche vero che in tv non c'è niente di peggio di una statua che vuole fare la sciolta. L'effetto goffaggine è inevitabile. Oggi ha messo le mani in un piatto con la naturalezza di una babysitter inesperta che per la prima volta cambia il pannolino con la pupù al primo bambino che le capita di accudire. Ed io, da telespettatore, ne ho sentito l'odore.

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