Lia Capizzi e quel ditino alzato di cui la Domenica Sportiva non aveva bisogno

Lia Capizzi giornalista sportiva ex Mediaset e ex Sky (per 18 anni) è stata fortemente voluta dalla direttrice di RaiSport Alessandra De Stefano come “novità” della Domenica Sportiva 2022-23

Il suo ruolo è quello di co-conduttrice ed opinionista accanto ad Alberto Rimedio, soprattutto negli spazi dedicati agli “altri sport” e relativi atleti. Negli anni a SkySport si è conquistata credibilità ed autorevolezza e i suoi rapporti con il mondo dello sport, a tutti i livelli, sono di sicuro molto solidi.

Però la Rai non è Sky sotto tutti i punti di vista: strutturale, organizzativo, editoriale, audience, target commerciali.

Porto l’esempio di Alessandro Cattelan, un numero 1 dell’intrattenimento leggero su Sky che ha faticato molto al suo esordio su Rai 1 con lo show Da Grande e nella prossima stagione sarà ancora sotto esame su Rai 2 con un programma in onda per tre giorni consecutivi in seconda serata che si dice molto simile al suo E poi c’è Cattelan su Sky Uno.

Dopo averla vista nelle prime due puntate della Domenica Sportiva l’idea che mi sono fatto è che Lia Capizzi non è nel posto giusto e difficilmente si adatterà per esserlo.

È troppo impegnata a far vedere perché la RaiSport di Alessandra De Stefano ha lottato per averla alla Domenica Sportiva. I suoi interventi sono fatti di un mix tra aneddotica, curiosità e “notizie” sui protagonisti del giorno che racconta con la determinazione di chi si sente originale, inattaccabile ed intoccabile.

Non solo. A lei basta che un allenatore racconti in due minuti di aver commesso degli errori nei rapporti con una società di calcio per poter alzare il dito indice puntarlo verso l’allenatore e affermare senza alcun dubbio: “Lei è un gran signore”.

I suoi interventi sono sempre incentrati sulla esaltazione dell’ospite. Voi mi direte che è difficile essere critici mentre si sta intervistando Yeman Crippa che poche ore prima ha vinto la gara dei 10.000 metri degli Europei di Atletica di Monaco. A me sembra altrettanto difficile che una popò di giornalista sportiva possa fargli una domanda banale come: “A chi dedichi questa tua prima vittoria?”

Ma lei fa così. Si rivolge ai compagni di tavolo dello studio (mentre sta ancora intervistando Yeman Crippa in collegamento) e dice loro: “Finché non raggiunge i più grandi al mondo lui non è soddisfatto”. Con un modo di fare che a me sembra quello di chi pensa più a far vedere che lei sa cose che gli altri non sanno piuttosto che informare.

Siamo solo all’inizio di una lunghissima stagione televisiva e sportiva che avrà anche una pausa significativa per il mondiale di calcio in Qatar da raccontare senza le gesta della nazionale italiana di calcio.

L’esordio di Lia Capizzi alla Domenica Sportiva non è stato fulminante. Non ha portato un contributo indispensabile. Vedremo se lo diventerà. Tanto in Rai una volta iniziata una stagione tv la finisce chiunque, figuriamoci se non la finisce “la star” Lia Capizzi.

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