Tonica condotto da Andrea Delogu: dai monologhi pseudo impegnati e inconcludenti ai preconcetti sui boomers. Il lato D della musica secondo Rai 2.

Uno dei tantissimi punti deboli di Andrea Delogu come conduttrice è la recitazione. È brava ad imparare il copioncino ma lo recita con meno capacità di chi non ha nessun talento per la recitazione. Il palcoscenico dove esprimersi al peggio continua ad offrirglielo, incomprensibilmente, la seconda rete Rai. Mi correggo. Il perché è più che comprensibile. Rai 2 vive uno dei momenti più scadenti della sua sessantennale storia per quanto riguarda i contenuti e la qualità dei conduttori. Questo fa sì che personaggi come Stefano De Martino e Andrea Delogu possano essere elevati a volti della rete.

I due si passano il testimone il martedì: l’ex ballerino di Amici di Maria De Filippi va in onda in prima serata come se fosse l’animatore della sala giochi di una nave da crociera nel programma “Stasera tutto è possibile” e fa da apripista alla seconda/terza serata in cui Andrea Delogu si adopera per tentare la conduzione di “Tonica – Il lato D della musica”, che secondo il lancio dell’Ufficio Stampa Rai è:

“Un late show musicale in seconda serata dove niente è come sembra. Gli ospiti racconteranno il loro lato più interessante, quello più creativo, quello più personale, quello più ‘tonico’. Musicisti, influencer, conduttori, tutti pronti a giocare con Andrea Delogu. In studio, una resident band pronta a suonare con gli artisti che si esibiranno live sul palco di Tonica”.

La prima puntata ha avuto un ottimo riscontro di share, 7.4%, cosa che ha scatenato la irrefrenabile autoesaltazione di Andrea Delogu sintetizzata in un tweet con un selfie al naturale, ovvero, bella senza trucco:

“7.4 #tonica grazie. Da tutti noi del gruppo non solo da me. Grazie. (Se salta fuori che han sbagliato i conteggi dello share fatevi i fatti vostri che già sto al limite della tensione nè)”. (Account twitter @andreadelogu del 16/2/22)

Chi come me guarda a certi exploit con più equilibrio e distacco non poteva che commentare su Twitter: “Auto esaltarsi per il 7.4% della prima puntata di un programma di seconda/terza serata su Rai 2 è poco intelligente. Metti che alla seconda fai il 5%, alla terza il 4% e alla quarta ti stabilizzi al 3.8%? Hai voglia poi a farti i selfie al naturale! #tonica”.

E diciamo che non mi sono sbagliato di molto visto che con la seconda e con la terza puntata Tonica ha iniziato una significativa discesa: 6.6% e 5 2% di share. Ha perso 2 punti di share in due puntate.

Nella terza puntata ha ospitato Noemi e La rappresentante di lista che avrebbero dovuto garantire un buon riscontro di pubblico. O forse saranno stati gli altri ospiti musicali, quelli “alternativi” e sconosciuti a fare scappare il grande pubblico? Sono andato su Rai Play per capire come mai il programma dopo un esordio promettente è in discesa verticale con gli ascolti. L’inizio con i due monologhi “impegnati” sull’importanza di essere sé stessi a dispetto della cattiveria degli altri sono stati interpretati dalla conduttrice e da Noemi in modo così inconcludente che alla fine mi son chiesto: “e quindi?”.

L’intervista faccia a faccia conduttrice-ospiti dovrebbe essere il momento in cui scoprire il lato “tonico” dell’ospite. Ma è solo un bla bla bla scontatissimo (principalmente a causa delle domande e di come vengono poste) che non riesce a far sembrare tonica nemmeno la esplosiva Noemi. La impostazione con le due poltrone affiancate e le inquadrature in campo e controcampo di ospite e conduttrice sono in pratica le stesse del programma flop “B come sabato”. Evidentemente è una cosa che ad Andrea Delogu piace fare in quel modo.

Finito il faccia a faccia la cantante Noemi si esibisce live con la band del programma lanciata con queste parole da Andrea Delogu: “A Tonica! Signore e signori! Per la prima volta su questo palco! Ti amo, non lo so dire. Noemi”. Il fatto che Noemi sia “per la prima volta sul palco” alla terza puntata di un programma alla sua prima edizione dà l’idea della impostazione stereotipata della conduttrice che usa una formuletta per nulla adatta alla situazione “prima volta in 3 puntate di vita dello show”.

Il momento sketch in un camerino “teatrale” è da analisi. Nel senso che Andrea Delogu spiega, recitando male, al tiktoker Gabriele Vagnato perché va in analisi: “perché mi aiuta a sopportare persone che mi giudicano come te. L’analisi è fondamentale”. Ok, Andrea Delogu va dall’analista e ne trae benefici al punto che sente indispensabile condividerli con i telespettatori. Ho la sensazione che dovrà fare ancora moltissime sedute.

I secondi ospiti della terza puntata sono tonici per definizione: Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, ovvero, La rappresentate di lista. Ma Andrea Delogu e gli autori riescono ad appiattirli invitandoli a “Spiegare a quelli che adesso vengono chiamati boomers e che non sono abituati alla libertà di pensiero, perché arrivano da un’altra generazione, qual è il vostro elemento artistico? Che cosa fate e chi siete?”. Oggi in Rai, sulla disastrosa Rai 2, succede anche questo: si etichetta una intera “generazione” in modo così semplicistico. Di certo i boomers che hanno visto la terza puntata non seguiranno la quarta.

Andrea Delogu ha 39 anni. È giovane ma temo per lei non così tanto da potersi candidare a fare la rappresentante della generazione che stigmatizza il presunto pensiero dei cosiddetti “boomers” e, soprattutto, non sembra avere la predisposizione ad affrontare compiutamente temi di alto spessore sociologico. Però chissà, forse un giorno quando arriverà intorno ai 60 anni anche lei.

Aggiornamento del 16/3/2022

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