Caro Renzo Arbore, le tue lacrime per la scomparsa di Mariangela Melato hanno emozionato i telespettatori della televisione italiana che l’hanno amata come grande attrice di cinema, teatro, televisione. Ieri sera Rai 5 le ha dedicato il sabato sera trasmettendo la sua Medea. Della signora Mariangela Melato io ho due bellissimi ricordi televisivi. Il primo risale alla tv in bianco e nero ed è uno sketch riuscitissimo con Pippo Baudo che lo ricorda così: “la vera cosa bella di Mariangela era la sua ironia. Si prendeva in giro come nessuna sapeva fare. In “Canzonissima” del ’72 ricordo di averla portata al teatro Delle Vittorie dentro una valigia, perché era anche una perfetta contorsionista. L’idea fu sua, mi disse: «Pippo, io mi ficco dentro la valigia, guarda che sono capace». E io le risposi: «Proviamo». Così abbiamo fatto dei buchi nella valigia e lei è entrata, incrociando le gambe. Ricordo che pensai: questa qui mi muore in scena. E invece fu una trovata molto divertente” (da ilsecoloxix.it del 12/1/13). L’altro mio ricordo risale al 2005 quando sei tornato in tv su Rai 1 con Speciale per me e lei interpretò in maniera sublime In cerca di te, sola me ne vo per la città. Una lettrice di caro televip, pricipessinaole, ricorda la sua recente straordinaria interpretazione di Filumena Marturano accanto a Massimo Ranieri su Rai 1. Ma la lista delle sue interpretazioni è lunghissima e, per nostra fortuna, ogni volta che la tv trasmetterà un suo film, una suo personaggio teatrale, una sua presenza in tv, potremo continuare ad apprezzarne la grandezza.
il postino (o piccolo post)
Rossella Brescia, ottima twittera (super reattiva) nonostante l’uso dell’hashtag #IoStoConPresta
Cara Rossella Brescia, ieri abbiamo avuto uno scambio di tweet molto ravvicinato. Ti ho incrociato in via Cola di Rienzo a Roma e ti ho twittato chiedendomi: “vediamo se e quando risponde”. Nemmeno il tempo di mettere il punto interrogativo al mio pensiero ed è arrivato il tuo retweet:
@carotelevip no dai non imbronciata
— Rossella Brescia (@rossbrescia) Gennaio 4, 2013
Devo dire che mi hai piacevolmente colpito. La rapidità della risposta dimostra che non sei uno di quei televip che usano twitter solo per ragioni promozionali. Stare su twitter è una cosa molto più seria e “impegnativa” per un personaggio pubblico. Rischiate di dire banalità e finire nella rubrica twitsenefrega de Il Fatto Quotidiano, oppure di prendere posizioni che al vostro pubblico possono non piacere. Ad esempio, io non condivido la tua presa di posizione a favore di Lucio Presta che ha attaccato Aldo Grasso per aver fatto il suo lavoro di critico televisivo.
Amici di Maria De Filippi: ancora ormoni, in attesa della menopausa.
Cara Maria De Filippi, sei la più grande. Dopo tanti anni riesci ancora a mettere in crisi la mia coscienza di blogger che ha deciso di non sprecare più dei post per parlare di Amici di Maria De Filippi, un programma che invece diventa ogni anno più avvincente. Ecco, il maestro Garrison che chiede ad un aspirante amico-ballerino di togliersi la maglietta e la maestra Celentano che rilancia chiedendogli “Togli tutto!”. Il pubblico in studio va in estasi e tu cogli l’occasione per fare una delle tue esilaranti battute sugli ormoni della maestra Celentano che non perde l’attimo e ti risponde con una controbattuta dicendo di essere quasi in menopausa. Tu non riesci a trattenerti e le chiedi se è vero che è in menopausa e lei ha la possibilità di dire ufficialmente a tutto il pubblico di Amici di Maria De Filippi che no, non è ancora in menopausa. Cara Maria De Filippi, con buona pace della mia coscienza di blogger devo ammettere che hai vinto ancora una volta tu perché mi hai portato a fare un post (anche se è solo un postino, o piccolo post) sulla nuova edizione di Amici di Maria De Filippi.

I ragazzi del coro, people show di riscatto sociale senza vittimismi.
Caro Gareth Malone, sto seguendo il tuo The Choir, trasmesso in Italia da Rai 5 con il titolo I ragazzi del coro (il lunedì alle 21.15). In qualità di maestro di canto e direttore di cori, giri l’Inghilterra per dimostrare che il canto è una delle attività che può diventare una forma di riscatto per le comunità considerate di serie B. Le puntate che hai girato a South Oxhey, una cittadina del Hertfordshire, sono belle e coinvolgenti. South Oxhey è un quartiere di case popolari di Watford che si è ingrandito fino a diventare una cittadina di 12.000 abitanti. Non ha una bella reputazione e confina con altre città-quartiere popolate dalla classe della media borghesia che vive con imbarazzo la vicinanza con gli abitanti di South Oxhey.

Confronto tv per le primarie del centrosinistra: il commento di Tecla Dozio su facebook
Non hanno litigato, non si sono accapigliati, non hanno urlato, ergo: è stato noioso. Non hanno parlato di questo e quello, ergo: sono scappati, hanno eluso. Sono riusciti, con i limiti di tempo, a finire le frasi, ergo: non sono stati interessanti, non hanno detto niente. Delle domande non parla nessuno. Loro hanno risposto alle domande che, una congrega di cervelloni ha elaborato e che un giornalista (?) ha fatto loro. È la tv, bellezza.
Il profilo facebook della Sherlockiana-Libreria del Giallo di Tecla Dozio
Cercasi reggitore di microfono professionista per il Tg2
Caro direttore del Tg2 Marcello Masi, ieri sera La7 ha trasmesso una bruttissima puntata di Servizio Pubblico di Michele Santoro intitolata “Fine di un’epoca” ma dedicata essenzialmente a consentire ad Antonio Di Pietro di recuperare in termini di immagine e considerazione, la figuraccia fatta a Report che ha di fatto sconquassato il suo partito l’Italia dei Valori. Capita anche a Santoro di mettere in piedi puntate inutili. A renderla minimamente interessante ha contribuito il tuo Tg2 protagonista del servizio di apertura di Luca Bertazzoni che ha fatto notare al pubblico un dettaglio molto particolare: hai mandato un operatore e un assistente a raccogliere una dichiarazione dell’onorevole Fabrizio Cicchitto, senza però mandare un giornalista e, a reggere il microfono, c’era la portavoce dell’onorevole. Dice Bertazzoni: “Il giorno dopo incontro di nuovo l’onorevole Cicchitto mentre sta rilasciando una dichiarazione al Tg2 e a tenere il microfono non è una giornalista ma la sua portavoce”.

XFactor 6 e la formula “L’Italia ha votato”
Caro conduttore di XFactor 6 Alesssandro Cattelan, tra le poche cose che potrebbero allontanarmi da XFactor 6 ce n’è una che fai tu. Al momento di annunciare i risultati del televoto, usi quasi sempre questa frase introduttiva: “L’Italia ha votato!”. Ogni tanto usi la formula più appropriata “Il pubblico di XFactor ha deciso che… il pubblico di XFactor ha televotato…” ma quando il momento è topico, come nel caso dell’eliminazione finale di un concorrente, allora lo enfatizzi ed esageri: “L’Italia ha votato!”.

Renzi, D’Alema e la tv da rottamare
Cari Bruno Vespa e Fabio Volo, nel Partito Democratico sono all’ordine del giorno gli scontri tra il vecchio politico da rottamare Massimo D’Alema e il giovane politico rottamatore Matteo Renzi. I due dicono di avere poco in comune eppure ad entrambi piace fare i simpatici in televisione a fini elettorali. Caro Bruno Vespa, del vecchio politico da rottamare Massimo D’Alema, è diventata celeberrima la partecipazione al tuo Porta a Porta in cui si esibì ai fornelli nella preparazione di un risotto. Caro Fabio Volo, ieri, il giovane politico rottamatore Matteo Renzi, si è esibito in una celeberrima lotta dei cuscini contro di te nel tuo Volo in diretta. Tra il risotto e le cuscinate non c’è nessuna differenza. I politici usano la tv per piacere agli elettori e risultare simpatici. Gli elettori di D’Alema sono tipi da risotto e gli elettori di Renzi sono tipi da cuscinate. Dunque, per la proprietà transitiva, voi due siete due tipi di conduttori simili e Volo in diretta è vecchio e da rottamare quanto Porta a Porta.
Sanremo 2013: come direbbe Frengo “E’ tornato Simpatia Fazio”
Caro Fabio Fazio, ho seguito in streaming la conferenza stampa di presentazione del regolamento del Festival di Sanremo 2013. Sono state confermate molte delle anticipazioni già ampiamente pubblicate sul web. Tu invece hai confermato la tua carica di simpatia che non riesci a trattenere quando ti fanno delle domande che non ti piacciono o non ritieni adatte al momento. I giornalisti ti hanno più volte chiesto se anche a Sanremo ci sarà Roberto Saviano. Tu inizialmente hai provato a fare lo spiritoso (cosa che non ti accade più dai tempi in cui imitavi Gianni Minà) con frasi tipo “Escludo che Saviano venga a Sanremo come cantante” e quando le domande si sono ripetute in abbinamento al fatto che il Festival andrà in onda in piena campagna elettorale (e relativa par condicio), hai usato una ironia forzata “… faremo un Festival solo di politica…”. Il volto non era quello che fai quando ti viene a trovare in studio Carla Bruni. Era il volto di quello che avrebbe tanto voluto che la domanda “Saviano a Sanremo” non fosse stata il tormentone (per te tormento) della conferenza stampa. Caro Fabio Fazio, i temi che tocca Saviano nei suoi interventi televisivi sono sempre strumentalizzati dalle forze politiche di ogni sponda; figuriamoci durante un festival di Sanremo pre-elettorale! Comunque tu non hai escluso una sua partecipazione per una serata ma hai chiarito che non fa parte del cast. E pensare che nella premessa iniziale avevi detto di essere “felice di tornare a fare Sanremo ora che ho una certa età e lo posso vivere con più leggerezza”. Non era proprio serenità e leggerezza quella che ho letto sul tuo volto nei momenti in cui ti chiedevano di Saviano. Caro Fabio Fazio, sono passati 12 anni dal tuo ultimo Sanremo e l’Italia è cambiata molto. Le fazioni sono ancora più agguerrite di allora e strumentalizzano tutto. Se pensavi che Sanremo 2013 sarebbe stata una passeggiata di salute (ma non ci credo) da oggi sai che non sarà così. Quindi, caro Fabio Fazio, elmetto in testa ed entra nella trincea televisiva sanremese pronto ad incassare, con un po’ meno di “Simpatia Fazio”, le critiche che ti arriveranno.
In un ferragosto senza gossip, con Belen ai fornelli, bisognava scegliere tra Varriale e Assange. Ho scelto Varriale.
Caro Enrico Varriale, nelle ore in cui Julian Assange si barricava dentro l’ambasciata dell’Ecuador a Londra per tentare di evitare l’estradizione in Svezia, tu finivi su un paginone di Libero con questo titolone: “Telecronaca sponsorizzata. Cinepanettone alla Supercoppa. Bufera su Varriale, ospite di De Laurentiis in Cina prima di Juve-Napoli. Rabbia dei bianconeri e Rai sotto accusa: il giornalista l’aveva informata”. L’articolo, firmato da Giampiero De Chiara, ha preso spunto da una indiscrezione di Dagospia ed ha anche avuto l’onore del lancio in prima pagina di Libero (17/8/12) con questo titolo: “Giornalista Rai spesato dal Napoli. Polemica su Varriale a Pechino”. La storia, riassunta nell’articolo di Libero, sembra semplice. Continua a leggere