Arenà, Viva Mogol e La mia danza libera: tre perle del sabato sera di Rai 1

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, da troppi anni Rai 1 non iniziava la stagione autunnale con tanta qualità negli show del sabato sera. L’autunno 2016 verrà ricordato per questa svolta, perché di svolta si tratta.

Per ben 4 prime serate del sabato, Rai 1 ha trasmesso uno dietro l’altro tre show di altissima qualità televisiva sotto tutti i punti di vista.

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La mia danza libera di Roberto Bolle su Rai 1: i tweet di Caro Televip

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Tutti i numeri della prima stagione di Singing in the car condotto da Lodovica Comello su Tv8

Cara Lodovica Comello, al termine della prima stagione di Singing in the car, Tv8 (l’emittente di Sky in chiaro sul digitale terrestre) tira le somme con un comunicato stampa celebrativo che da telespettatore e blogger che non si è perso nemmeno una puntata (20 in tutto) non posso che sottoscrivere:

La scommessa di TV8 – la rete generalista al tasto 8 del telecomando – che punta su un nuovo contenuto in access, è vinta: il game karaoke condotto da Lodovica Comello registra crescita di ascolti, consenso di critica e grande apprezzamento della fan base. Dopo quattro settimane Singing in the car conclude con successo la stagione. Il consuntivo è più che positivo per il primo music game show ambientato in macchina, che ha registrato una media di 300.000 spettatori pari all’1,3% di share confermando l’appeal della Comello sul pubblico giovane: 2,35% di share infatti per la fascia di età 15-34 anni e più della metà del pubblico del programma con un’età inferiore ai 44 anni. L’audience è cresciuta del 30% dalla prima puntata arrivando a toccare 380mila telespettatori nella puntata più vista e picchi superiori ai 500mila telespettatori (fonte: ufficio stampa Tv8).

Il fatto che io (e chissà quanti altri!) sia abbondantemente fuori dalla fascia d’età prevista dal target (ho 52 anni) dà ancora più valore al successo di questo programma che è diventato una gradevole abitudine per 300.000 telespettatori italiani.

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Paramount Channel Italia: in onda da solo 7 mesi ed è già diventata una piacevole abitudine

Caro amministratore delegato di Viacom per l’Italia Andrea Castellari, il mercato televisivo italiano non deve essere poi così in crisi come si dice se il gruppo Viacom International Media Networks ha deciso di essere presente sul digitale terrestre in chiaro (canale 27) con Paramount Channel una presenza molto gradita a chi ha bisogno di avere certezze dal telecomando gratuito.

Dire che l’offerta di Paramount Channel è ricca è superfluo. Dire che la organizzazione del palinsesto è ottima non è così superfluo. Una library di titoli così vasta non è facile da gestire come potrebbe sembrare.

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Finisce Singing in The Car di Tv8: un tweet di Caro Televip con risposta della conduttrice Lodovica Comello

 

Singing in the car di Tv8: Aldo Grasso sulla conduzione di Lodovica Comello. E’ evidente che non sono io che esagero; è lei che è brava

 

Singing in the car di Tv8: un divertissement perfetto per la crossmedialità

Caro responsabile dei contenuti non sportivi di Sky Andrea Scrosati, dopo aver visto le prime quattro puntate di Singing in the car posso fare alcune considerazioni sul format oltre che sulla conduzione e la collocazione in palinsesto sul digitale terrestre gratuito (dal lunedì al venerdì alle 20.30 su Tv8 Canale 8). Singing in the car non ha i tempi di un game show classico. Non li può avere perché la location automobilistica non li consente.

I giochini musicali sono il pretesto per cantare delle canzoni in auto seguendo il ritorno in auge del genere karaoke rilanciato dal successo mondiale di James Corden. I giochini musicali sono indispensabili per evitare di rifare il Carpool Karaoke di James Corden per il quale non avete i diritti, acquistati da Mediaset. Tra poco partirà la versione karaoke in auto di Rai1 e vedremo come la rete ammiraglia Rai avrà aggirato la stessa limitazione che avete voi. La domanda però è: Singing in the car è un programma televisivo gradevole e divertente? Si, lo è.

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Lupi, limited access area: quando non si può mettere una pezza se hai sbagliato a scegliere il documentario/reportage e il documentarista/reporter

Caro Pablo Trincia, se un programma come Lupi, limited access area (su Canale Nove dtt, la domenica alle ore 23 e on line su DPlay) non mi è piaciuto alla prima puntata e mi è piaciuto molto alla seconda, il perché è semplice: è legato esclusivamente alla qualità del documentario che introduci e commenti. La formula di Lupi è rischiosissima proprio per questo.

Le tematiche da voi scelte sono talmente delicate ed importanti che non si può sbagliare la scelta del documentario e, soprattutto, del documentarista/reporter.

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