Paramount Channel Italia: in onda da solo 7 mesi ed è già diventata una piacevole abitudine

Caro amministratore delegato di Viacom per l’Italia Andrea Castellari, il mercato televisivo italiano non deve essere poi così in crisi come si dice se il gruppo Viacom International Media Networks ha deciso di essere presente sul digitale terrestre in chiaro (canale 27) con Paramount Channel una presenza molto gradita a chi ha bisogno di avere certezze dal telecomando gratuito.

Dire che l’offerta di Paramount Channel è ricca è superfluo. Dire che la organizzazione del palinsesto è ottima non è così superfluo. Una library di titoli così vasta non è facile da gestire come potrebbe sembrare.

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La Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo: ormai la frittata è fatta, si può solo aggiustarla per non farla sembrare tv del XX secolo

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, quando ho visto la conferenza stampa in streaming della Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo ti ho scritto su Twitter: “ci sono tutti gli elementi per fare un ottimo show”. Si perché avevate annunciato uno show e invece nella prima puntata mi sono ritrovato Pippo Baudo che faceva 3 interviste inframezzate da 3 mezze canzoni.

Che tirasse un’aria da tv del XX secolo l’ho capito dalla copertina dell’ anteprima. La voce fuori campo dell’ottantenne Pippo Baudo che diceva “Signore e Signore dal Teatro 18 di Cinecittà va ora in onda Domenica In”. Il pensiero è subito andato a Maurizio Costanzo che lo diceva l’anno scorso. Poi la copertina si è materializzata. Roba da tv delle origini con la grafica di Carosello e gli spezzoni di presentazione degli ospiti, lunghi e datati.

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La prima puntata della Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo: i tweet di Caro Televip

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Grande Fratello Vip: al peggio bisogna mettere fine

il postino (o piccolo post)

Che fosse una bruttissima idea trasmettere il Grande Fratello Vip l’ho scritto prima di averne le inevitabili bruttissime conferme. Il programma langue in un mare di noia ed ha perso 4 punti di share tra la prima e la seconda puntata. Si è fatto notare solo perché Clemente Russo ha definito friariello il concorrente Bosco e perché lo stesso Russo insieme a Stefano Bettarini si sono guadagnati la querela da parte di Simona Ventura. I dettagli del dialogo incriminato (riportati da davidemaggio.it) qualificano non solo i protagonisti ma anche il programma. Il vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, quando si renderà conto che nessuna logica commerciale giustifica spettacoli televisivi di questo genere? Temo che questa domanda non avrà mai una risposta.

Renzi e Zagrebelsky a Sì o No di Enrico Mentana su La7: i tweet di Caro Televip 

Zagrebelsky non ha i tempi e la capacità televisiva di Renzi. I contenuti bisogna saperli comunicare caro professore te sta affà nero

Zagrebelsky in tv è un danno per il No incapace di arginare la “cattiveria” di Renzi

dove stanno i contenuti di Zagrebelsky? Dentro la sua testa non riesce a dirne uno come si deve

Zagrebelsky si sta incartando perché offre a Renzi solo sponde per fargli dire favolette

Zagrebelsky ogni volta che Renzi gli dice “lei non sta dicendo la verità” lo guarda come se non capisse che gli sta dando del bugiardo

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Finisce Singing in The Car di Tv8: un tweet di Caro Televip con risposta della conduttrice Lodovica Comello

 

Singing in the car, Boom! e Take me out: la sfida dell’access prime time è sempre più significativa

Cari direttori di tutte le reti in onda sul digitale terrestre gratuito, l’autunno tv 2016 inizia con una significativa vivacità soprattutto nella fascia oraria dell’access prime time (20.15-21.15 qualcuno arriva pure fino alle 21.30). 

La frammentazione degli ascolti c’è perché l’offerta è aumentata e le piccole tv che hanno grandi aspirazioni cominciano a fare sul serio.

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Bring the noise: non è noise ma una bruttissima caciara

​Il postino (o piccolo post)

Su Italia 1 è andata in onda la prima puntata del game show Bring the noise. Un format brutto, con un conduttore scarso, convinto di essere affermato. È Alvin, il cocchetto di Silvia Toffanin. Incapace di spiegare giochi bruttissimi. Incapace di non far fare quello che vogliono a ospiti inascoltabili. Incapace di controllare la confusione che ne scaturisce. Incapace di arginare l’ammasso di urla e parolacce degli ospiti. Una tv maleducata prima che trash. Una Mediaset ormai allo sbando con Canale 5 che fa il 12% di share in prima serata con la Champions League in esclusiva. Una Mediaset per la quale si può solo sperare che, come per il Milan, Berlusconi trovi dei cinesi disposti ad acquistarla e a rilanciarla. Sui mercati asiatici però.