Storie vere di Rai 1, il volto perennemente da tragedia della tv del mattino

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, essere bloccato su Twitter dai conduttori di Rai 1 sta diventando una spiacevole abitudine. Franco Di Mare di Uno Mattina si è urtato perché mi sono permesso  di proporre un tema (cardinale Pell e preti pedofili) per il suo intoccabile corsivo Sarò Franco.

Eleonora Daniele di Storie Vere mi ha bloccato probabilmente per uno di questi tweet:

#storievere Eleonora #Daniele fa una puntata su tutti i casi di cronaca nera irrisolti. La tv del mattino di #Rai 1 non ha l’oro in bocca.

La faccia da tragedia permanente stampata sul volto di Eleonora Daniele mi allontana da #storievere in modo permanente @RaiUno

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Viva Mogol di Rai 1: la prima serata nei tweet di Caro Televip 

Quando @RaiUno decide di fare #Rai1 non ce n’è per nessuno. Stasera c’è solo #VivaMogol @AndreaFabiano

La Rai che omaggia Mogol con un grande show (2 puntate) in prima serata di sabato su @RaiUno questa si che è tv che vale @AndreaFabiano

Lucio Battisti il più grande della storia della musica leggera italiana 
Sangiorgino sei bravo ma il confronto con Battisti non lo reggerai mai

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Arenà di e con Renato Zero su Rai 1: i tweet di Caro Televip 

Una bella prima serata di @RaiUno #arenà un talento show @AndreaFabiano

Cercami duettissimo Renato Zero con Elisa #arenà @RaiUno

Bravissima Elisa in Almeno tu nell’universo di Mia Martini. Emozioni in musica stasera su @RaiUno una prima serata del sabato di qualità

#arenà qualità audio eccellente @RaiUno regia video pulitissima puntualissima @AndreaFabiano

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A Uno Mattina si è parlato di lotta agli abusi sui minori anche di quelli perpetrati dal clero

Cara Francesca Fialdini, se prendendo spunto dal film Il caso Spotlight ho insistito con te, Franco Di Mare e Uno Mattina sull’importanza di tenere accesi i riflettori dell’informazione sui casi di abusi sessuali sui minori da parte di preti è perché il tema è così importante che, guarda un po’, Papa Francesco ha deciso di istituire la giornata internazionale di preghiera per le vittime degli abusi da parte del clero.

Chi come me ha seguito passo passo i passi da gigante fatti dalla Chiesa nel combattere questo deprecabile fenomeno è felice perché una giornata internazionale di preghiera dedicata al tema vuol dire tenere sempre alta l’attenzione.

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Per la serie le grandi esclusive di Storie Vere di Rai 1

 

L’estate tv 2016 vista da Caro Televip

Cari direttori di tutte le reti televisive, come da tradizione anche l’estate 2016 è stata ricca del nulla televisivo per ben 3 mesi. Il mese di agosto non andrebbe considerato perché fagocitato dalle Olimpiadi di Rio 2016 e sul finire dalla tragedia del terremoto che ha sconvolto l’Italia Centrale, le province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, facendo oltre 290 vittime e gravissimi danni (alcuni paesi non esistono più) nei comuni di Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto.

L’estate tv 2016 passerà alla storia della Rai perché Rai 1 è riuscita nel record assoluto di farsi battere in prima serata tutte le volte che andava in onda Temptation Island su Canale 5, programma di punta dell’estate della rete ammiraglia del Biscione.

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La docufiction Io sono libero e l’inchiesta di Presa Diretta sulla uccisione di Giulio Regeni, in onda in contemporanea: è questo il coordinamento editoriale della Rai

Caro direttore del coordinamento editoriale palinsesti televisivi della Rai Giancarlo Leone, ieri sera l’abbonato Rai aveva l’imbarazzo della scelta.
E’ stato imbarazzante dover scegliere tra la docufiction Io sono Libero su Rai 1 e il reportage di Presa Diretta sulla uccisione di Giulio Regeni su Rai 3.

Ero incredulo davanti alla tv: chi ha potuto decidere di trasmettere in contemporanea in prima serata una docufiction e un reportage su due uomini con storie così profondamente importanti e tragiche per il nostro Paese, senza accorgersi che avrebbe costretto il pubblico a scegliere tra uno o l’altro? Beh, la risposta che mi sono dato è stata “il direttore del coordinamento editoriale palinsesti televisivi”. Quando ti è arrivato sul tavolone da direttorone il paginone con i palinsesti, non ti è passato per l’anticamera del cervellone che poteva essere un errore questa sovrapposizione? Stiamo parlando dell’abc del tuo lavoro. Quei due programmi non hanno entrambi un valore di racconto-denuncia-ricordo? Il pubblico interessato a quei due programmi non è quasi lo stesso nonostante quella di Rai 1 sia più fiction che docu? Chi come me ha scelto Presa Diretta lo ha fatto a malincuore. Ho scelto l’inchiesta giornalistica firmata da Giulia Bosetti (@giuliabosett ) sulla storia del giovane ricercatore Giulio Regeni massacrato in Egitto, però mi sono sentito in colpa perché anche gli ideali e le azioni per cui Libero Grassi è stato ucciso dalla mafia avrebbero meritato la mia attenzione. Premesso che tutto oggi è recuperabile sul web e che chi ha voglia può trovare entrambi i programmi su Rai Replay e poi su Rai.tv, faccio lo stesso tanta fatica a capire quale è stata la valutazione per cui queste due storie sono state trasmesse in contemporanea. Potresti dirmi che proprio ieri ricorreva il venticinquesimo anniversario della morte di Libero Grassi. Potrei farti decine di esempi in cui tali ricorrenze sono state anticipate di un giorno dalla programmazione tv anche per esigenze di coordinamento editoriale. Caro direttore del coordinamento editoriale palinsesti televisivi della Rai Giancarlo Leone, questa mattina le perplessità che avevo si sono trasformate in arrabbiatura quando ho letto gli ascolti: Io sono Libero 2.683.000 spettatori e il 13.6% di share e Presa Diretta 1.031.000 spettatori e il 5.4% di share (fontedavidemaggio.it). Nella loro freddezza questi numeri ci dicono che ieri sera tra Rai 1 e Rai 3 c’è stato anche un confronto quantitativo; una “sfida” tra due prodotti Rai che non avrebbero mai dovuto scontrarsi perché troppo uguali, perché troppo importanti, perché il telecomando in questi casi non è lo strumento per scegliere tra due programmi tv ma tra le storie di due italiani simbolo. E da abbonato Rai, prima che blogger tv, queste scelte editoriali le disapprovo e le denuncio come errori gravi. 

Il ritorno di Pippo Baudo a Domenica In. Rai, il domani comincia ieri

Caro Pippo Baudo, non esulto perché la Rai Radio Televisione Italiana ti ha ridato la conduzione di un tuo programma storico come Domenica In, come non ho esultato l’anno scorso perché lo ha affidato alle cure di Maurizio Costanzo facendo un flop clamoroso. Che Rai 1 abbia bisogno di richiamare Pippo Baudo per ridare una identità a Domenica In è la prima grande sconfitta del nuovo direttore Andrea Fabiano.

Il rispetto per la tua storia professionale non è in discussione. Quello che è in discussione è la capacità di un direttore di rete di trovare un’idea nuova per il contenitore della domenica pomeriggio della prima rete televisiva italiana.

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