Il ritorno di Pippo Baudo a Domenica In. Rai, il domani comincia ieri

Caro Pippo Baudo, non esulto perché la Rai Radio Televisione Italiana ti ha ridato la conduzione di un tuo programma storico come Domenica In, come non ho esultato l’anno scorso perché lo ha affidato alle cure di Maurizio Costanzo facendo un flop clamoroso. Che Rai 1 abbia bisogno di richiamare Pippo Baudo per ridare una identità a Domenica In è la prima grande sconfitta del nuovo direttore Andrea Fabiano.

Il rispetto per la tua storia professionale non è in discussione. Quello che è in discussione è la capacità di un direttore di rete di trovare un’idea nuova per il contenitore della domenica pomeriggio della prima rete televisiva italiana.

Un’idea nuova forse ha pure provato a farsela venire ma proprio non gli è venuta e ha puntato sull’usato vintage sicuro. Nel pdf NewsRai datato 28 giugno 2016, tu e la tua Domenica In non ci siete.

Ieri, 5 luglio 2016, alla presentazione dei Palinsesti Rai sei spuntato come un fungo. Segno che il direttore Andrea Fabiano proprio non sapeva dove sbattere la testa. E’ inutile chiedersi come sarà la “nuova” Domenica In di Pippo Baudo. Sarà ovviamente autocelebrativa, visto che il programma compie 40 anni, anche se hai dichiarato che non vuoi fare un programma commemorativo. Ma, come sai bene, il tuo modo di fare tv oggi è commemorativo per definizione. Caro Pippo Baudo, il problema non sono gli 80 anni di Pippo Baudo ma i 60 anni di Pippo Baudo in Rai, fatti di una carriera unica e irripetibile per quantità, qualità e varietà. Quando un grande artista, quale tu sei, ha dato il massimo, è solo un errore chiedergli di tornare a dare il massimo in un contesto professionale completamente differente da quello che lo ha celebrato come “numero 1”.

In cuor tuo e in buona fede, non puoi pensare di poter rifare oggi pezzi di Domenica In dello stesso livello di quando ospitavi Adriano Celentano, Massimo Troisi, Carlo Verdone, Pino Daniele, facendo dell’intervista un momento di tv da ricordare così come con dei veri e propri sketch come quando sei andato a prenderti Celentano nel programma di Gigi Proietti per portarlo a Domenica In. Pezzi di tv che nell’era della Smart Tv il telespettatore si va a cercare su YouTube e se li mette nella playlist per le serate con gli amici. Caro Pippo Baudo, i ritorni non sono mai una buona idea soprattutto nel caso delle grandi storie d’amore e con Domenica In tu hai avuto una lunga, ma finita, storia d’amore. Non dico che non sarai in grado di fare un buon programma, dico che non sarà un programma adeguato a quella che è oggi la domenica pomeriggio televisiva. Arriverai dopo che Massimo Giletti con la sua Arena avrà tramortito i telespettatori con una sequenza di pugni allo stomaco populisti. Ti troverai a duellare con Barbara D’Urso che sulla principale rete concorrente continuerà a coltivare il suo orticello di cronaca nera, di eredità famose contese, di litigi vip, di storie confezionate per il suo zoccolo duro di pubblico che difficilmente si farà riconquistare dallo stile di Pippo Baudo.

Nessuno oggi, nemmeno Pippo Baudo, può permettersi di lasciare per così tanto tempo la tv nazional-popolare e tornare da protagonista nell’arena degli ascolti, senza abbassarsi a fare una tv che non gli è propria perché scritta per essere vista dal buco della serratura. Caro Pippo Baudo, non ti ci vedo poi a reggere l’impatto con le esigenze della social tv. Un conto è far parlare di una puntata del Festival di Sanremo perché Cavallo pazzo si vuole buttare dalla galleria del teatro Ariston e un conto è alimentare la discussione e l’interesse divertito e divertente dei social network tutte le domeniche per ogni minuto di trasmissione. Una volta bastava una trovata “una tantum” per finire sui giornali e far parlare della tv. Oggi tv e giornali parlano di quello che sui social fa tendenza, minuto per minuto. Tu, davvero, in cuor tuo, pensi di essere in grado di “fare tendenza sui social” con la tua “nuova” Domenica In? Sai bene che l’impronta di Pippo Baudo è quella dei tuoi giorni migliori come artista televisivo e quella impronta oggi non può più lasciare il segno che serve per essere al passo con quello che è diventata la tv della domenica pomeriggio. Caro Pippo Baudo, nel massimo rispetto della tua persona oltre che della tua professionalità, quando farai il tuo ingresso in studio a Domenica In stagione 2016/2017 non potrò che pensare allo slogan della nuova Rai firmata Monica Maggioni e Antonio Campo Dall’Orto che narra: “Rai. Per te. Per tutti. Il domani comincia oggi”. Oggi? Pippo Baudo è l’oggi di uno dei programmi di punta più importanti nella lotta con la concorrenza della rete ammiraglia della Rai? Come direbbe Gianfranco D’Angelo imitando Pippo Baudo, “cara Rai Radio Televisione Italiana, hai toppato!”.

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