L’informazione è micidiale: parola di Mario

Caro Marcello Macchia in arte Maccio Capatonda, il tuo personaggio Mario appena nato è stato abbandonato davanti alla sede di un telegiornale e non poteva che finire a farne il conduttore. E’ un telegiornale simile ad alcuni telegiornali italiani; è un telegiornale micidiale. La squadra dei giornalisti della serie tv Mario rappresenta bene alcune delle tipologie di giornalisti che confezionano servizi per il sistema informativo italiano: da Ippolito Germer a Jo Cagnaccia, da Salvo Errori a Ginetto. Forse il personaggio dell’editore Lord Micidial è un po’ troppo sotto le righe ma è giusto non esagerare in severità nel giudicare il sistema informativo della nostra tv. Tra tutti i personaggi della serie tv Mario, il mio preferito è Oscar Carogna. In lui c’è la perfetta sintesi del genere “giornalista che si occupa di cronaca nerissima”.

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C’era una cinese in coma a guardare la ghigliottina di Carlo Conti

Caro Carlo Conti, c’era una cinese in coma davanti alla tv a guardare L’Eredità. Mi spiego. Due giorni fa, all’ora in cui tu stavi conducendo il segmento chiamato “la ghigliottina” del programma L’Eredità (Rai1), io tornavo a casa e sono passato davanti ad un ristorante italiano (ma cinese). Ha catturato la mia attenzione una cinese imbambolata (ecco perché mi è venuto in mente il titolo del film di Carlo Verdone) davanti alla tv a guardare il tuo programma. Era una cameriera cinese del ristorante italiano (ma cinese) in attesa dei clienti. A quell’ora i ristoranti sono in una specie di limbo; i camerieri ed i cuochi hanno appena finito di cenare ma è troppo presto perché ci siano dei clienti e dunque devono ingannare l’attesa. La cameriera cinese del ristorante italiano (ma cinese) stava ingannando l’attesa completamente rapita da te che ragionavi con la concorrente sulle parole della ghigliottina.In un primo momento mi è sembrata strana tutta quella attenzione e per curiosità mi sono fermato qualche minuto ad osservarla. L’idea che mi sono fatto è che quella cameriera cinese guarda L’Eredità per capire il significato delle parole italiane. Era troppo presa.

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Gaia Tortora twitta durante la pausa pubblicitaria del TgLa7: “Posso dire forza totti prima di chiudere il tg?”

Cara Gaia Tortora, ieri seguivo il TgLa7 delle ore 20 e contemporaneamente leggevo twitter così ho potuto replicare in tempo reale al tweet che hai scritto durante l’intervallo pubblicitario: “Posso dire forza totti prima di chiudere il tg? #aridajee”. Sabato scorso Francesco Totti ha realizzato uno straordinario gol che ha decretato la vittoria della Roma contro la Juventus e che avrebbe meritato la tua manifestazione pubblica di entusiasmo. Ovviamente non hai dato seguito al tweet e alla mia sollecitazione “@gaiatortora lo devi dì… Grande Totti!”. Quando al termine della pausa pubblicitaria sei tornata in onda avevi un sorriso splendido, segno che stavi commentando la tua twittata con qualcuno dello studio e a quel punto per me è stato come se l’avessi fatto. Prodigi del live tweeting, che consente ad una giornalista in onda, di interagire con i telespettatori al di fuori della scaletta e della forma che richiede la conduzione di un tg. Cara Gaia Tortora, è stato divertente.

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Ballarò: Marcorè sostituisce Crozza. Necessità fa virtù.

Caro Neri Marcorè, ieri sera hai sostituito Maurizio Crozza nella copertina di Ballarò. Lui è al Festival di Sanremo dove domani sera si esibirà in un temutissimo intervento comico in piena par condicio elettorale. Ma tu sei stato un sostituto brillantissimo. Hai riproposto la tua imitazione di Maurizio Gasparri che, con il tentativo di ritorno in auge di Berlusconi, si è dimostrata attualissima. Un monologo riuscitissimo, divertente, ritmato, intelligente che diventerà una clip cult su YouTube.

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Natascha Lusenti non poteva co-condurre con Fabio Volo: mi sembra abbastanza elementare.

Cara Natascha Lusenti, per te ero disposto perfino a vedere Volo in diretta su Rai 3 ma tu mi hai dato l’ennesimo motivo per lasciarti nella lista dei miei preferiti: hai mollato Fabio Volo ed il suo programma dopo pochissime puntate (2 o 3? Boh e pure mah). Non ci sono ricostruzioni ufficiali del fatto, ma a me in questo caso bastano le voci. Dicono che mentre allestivate la versione per la prima serata, avete avuto delle divergenze sui ruoli e tu hai preferito non proseguire la collaborazione. A rendermi il tutto particolarmente gustoso c’è l’altro fatto non meno importante: la prima serata di Volo in diretta è stata soppressa ancora prima di andare in onda. Ora tu mi dirai che no, non avete litigato; che è una cosa normale tra professionisti non intendersi al Volo sui ruoli; che prima o poi ci sarà l’occasione adeguata per riprendere il discorso tra voi due. Ecco, tutto questo, cara Natascha non dirmelo.

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Modern Family +1 e Sag Award 2013 come miglior comedy cast

Cara Sofia Vergara, la quarta stagione di Modern Family è stata arricchita dalla nascita di Fulgencio e sul sito ufficiale c’è una galleria fotografica che ti mostra in clinica con tutta la Family a festeggiare questa nascita (le facce sembrano quelle di una vera famiglia che ha appena avuto un nuovo bambino e le scritte in sovraimpressione sono divertenti). Il 18 dicembre scorso la tv in chiaro Mtv Italia ha trasmesso gli ultimi 4 episodi della seconda stagione e trasmetterà la terza stagione (a marzo). Quindi, se sono fortunato, vedrò il parto e il battesimo del piccolo Pritchett a Natale.

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Il potere tutt’altro che occulto dei brand, nelle tre inchieste di BBC Knowledge intitolate: Brand-dipendenza, i segreti dei grandi marchi

Caro Alex Riley, su BBC Knowledge (Mediaset Premium) stai conducendo l’inchiesta in 3 puntate intitolata: Brand-dipendenza: i segreti dei grandi marchi. Domenica scorsa mi sono appassionato alla prima puntata dedicata ai marchi del settore tecnologia (Apple, Google, Microsoft, Nokia, Sony, Facebook) e al modo semplice, condito con un divertente umorismo britannico, con cui hai raccontato i meccanismi che li rendono così potenti e in grado di influenzare le menti, i gusti e le opinioni delle persone. Nei primi secondi della puntata sei stato il bersaglio di ironie e prese per i fondelli da parte di un gruppetto agguerritissimo di bambini iper tecnologizzati e logo dipendenti. Una conferma di quanto il potere dei marchi sia ben radicato anche nelle vite dei nostri figli.

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