Il potere tutt’altro che occulto dei brand, nelle tre inchieste di BBC Knowledge intitolate: Brand-dipendenza, i segreti dei grandi marchi

Caro Alex Riley, su BBC Knowledge (Mediaset Premium) stai conducendo l’inchiesta in 3 puntate intitolata: Brand-dipendenza: i segreti dei grandi marchi. Domenica scorsa mi sono appassionato alla prima puntata dedicata ai marchi del settore tecnologia (Apple, Google, Microsoft, Nokia, Sony, Facebook) e al modo semplice, condito con un divertente umorismo britannico, con cui hai raccontato i meccanismi che li rendono così potenti e in grado di influenzare le menti, i gusti e le opinioni delle persone. Nei primi secondi della puntata sei stato il bersaglio di ironie e prese per i fondelli da parte di un gruppetto agguerritissimo di bambini iper tecnologizzati e logo dipendenti. Una conferma di quanto il potere dei marchi sia ben radicato anche nelle vite dei nostri figli.

Le tue basette sono state testimoni della rincorsa disperata dei fan che hanno dormito all’aperto per essere i primi ad entrare all’apertura di un nuovo Apple Store. Eccoti mentre intervisti un dipendente (fuori servizio) di quel negozio; si dice orgoglioso di lavorarci ma dopo qualche secondo viene avvicinato da un suo collega che lo mette in guardia da te e dalla tua telecamera. I marchi sono potenti ma temono il giornalismo di inchiesta. Eccoti al “Centre for Neuroimaging Sciences” dove un superfan dei prodotti Apple si sottopone ad una analisi neurologica strumentale tramite scanner che rivela l’eccitazione del suo cervello alla visione delle immagini dei prodotti Apple, rispetto alla risposta cerebrale rilassata in corrispondenza della visione di prodotti elettronici di altre marche. Eccoti a Seattle nel quartier generale della Microsoft non solo per ricordarci la storia dei pc e di Bill Gates ma anche per mostraci da dentro il colosso mondiale del software e per anticiparci alcune delle novità che utilizzeremo nel prossimo futuro in cui i polpastrelli della nostre mani avranno una funzione primaria perché sarà tutto touch o a sfioramento. Un futuro in cui non avremo più bisogno di carta da parati o pittura murale perché le pareti delle nostre case saranno schermi, murales e opere pittoriche dinamiche. Eccoti sul set di un film porno ad intervistare una pornostar che ci spiega perché i loro film non vengono riprodotti su Blu-Ray e questo ti dà lo spunto per ricordarci perché il VHS vinse la sfida commerciale contro il più qualitativamente evoluto BETAMAX: nella scatola del videoregistratore VHS i clienti trovavano un filmino porno da 20 minuti! Eccoti volare in India per indossare il camice bianco della Nokia e vedere come funziona la loro catena di montaggio lontano dalla crisi economica europea che sta mettendo in crisi il colosso svedese della telefonia mobile. Ci hai spiegato bene il meccanismo con cui Google fa miliardi con la pubblicità ed hai incassato con britannico fairplay il niet di Marissa Mayer che era la first lady di Google quando hai girato il documentario; dieci minuti prima dell’ora concordata per l’intervista si è fatta negare (se farai un altro documentario su Yahoo! Sappi che adesso è lì che fa la first lady). Caro Alex Riley, l’approccio britannico tuo e di BBC Knowledge continuerà le prossime due domeniche. Nella seconda puntata indagherai sul potere dei super marchi dell’abbigliamento e ci sarà da divertirsi quando applicherai il metodo dell’indagine neurologica per capire cosa c’è nella mente di una donna che pagherebbe 100 sterline al mese solo per affittare una borsa griffata. Nella terza ed ultima puntata parlerai della potenza dei marchi mondiali del settore bibite e alimentari. Caro Alex Riley, mi piacciono i tuoi documentari-inchieste; sono gradevoli, interessanti e informativi. Il pezzetto inziale della prima puntata con i bambini ha già il mio personale premio oscar di questo inizio di stagione televisiva; vedere all’opera la bimbetta bionda (quella con la maglietta gialla) mi ha dato una grande speranza sul futuro ed ha ridimensionato in un attimo il potere dei grandi marchi mondiali (infatti l’hai riproposta al termine della puntata) che non riusciranno mai a piegare il girl power di quella bimbetta peperina.

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