Kit Harington: “Il Trono di Spade per me finisce qui”. Quattro virgolettati da GQ Italia di marzo 2018

“Forse ci saranno degli spin-off, ma una cosa è certa: io non ne farò parte. Per HBO il bello della serie è che in futuro si potrebbe proporre in modi completamente diversi. Magari ambientandola 300 anni prima e risparmiando così un sacco di soldi, perché noi attori nel frattempo siamo diventati tutti molto costosi”.

“La sceneggiatura non l’avevo proprio capita. L’avevo letta due volte pensando: Questo è lo script più bizzarro che mi sia mai capitato. Non capisco perché lo producono, ma ci sto. Ricordo di aver letto la descrizione del personaggio e di essermi detto: Sì, posso farlo. Scontroso. Silenzioso. Solido. Va bene. Fa per me”.

“Mi è passato per la mente un pensiero che mi ha spaventato: tutto questo sta per finire, cosa farò adesso? Poi, all’improvviso, mi sono reso conto che l’anno prossimo potrei fare un paio di film e uno spettacolo teatrale, oppure recitare in un’altra serie, cosa che non mi è stata possibile da quando sono impegnato con Il Trono di Spade. E potrei prendermi due mesi di pausa e passarli con Rose. E potremmo andarcene da qualche parte. Di colpo mi sono sentito entusiasta”.

“Sogno da sempre di fare un film sulla boxe, prima di diventare troppo vecchio”.

Kit Harington

da GQ Italia, marzo 2018

Completata la dursizzazione di Federica Panicucci ma non basta

La dursizzazione di Federica Panicucci è completata. Certo, finché ci sarà in onda l’originale in modo così massiccio, sarà difficile non considerarla una copia. Fanno lo stesso genere televisivo nella stessa tv commerciale. Canale 5 ha un tremendo bisogno di ringiovanire restando tale e quale.

Ma ha anche bisogno di certezze perché il suo pubblico ha dei punti di riferimento fissi difficilissimi da sostituire. Nel caso della Panicucci la dursizzazione non basta. Serve il passo in avanti che al momento non c’è. Barbara D’Urso può stare serena, Federica Panicucci è ancora lontana da poter raggiungere le sue vette in tutti i settori che ne caratterizzano la conduzione, dalle faccette alla empatia con gli ospiti: freddissima e distaccatissima. Tv, sorrisi e stop.

Il cacciatore: prime impressioni della serie di Rai Fiction in onda su Rai Play e Rai Due

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Ballando con le stelle ancora una volta perdente contro C’è posta per te: oltre alla sconfitta c’è di più

C’è posta per te 27.5% di share e
Ballando con le stelle 20.4% di share. La sfida del sabato sera è senza storia. Il vantaggio acquisito da Maria De Filippi è incolmabile, dopo settimane di controprogrammazione debole con il ciclo di film italiani proposto da @RaiUno 7 punti di distacco, per un programma consolidato come Ballando, sono tanti, troppi.

Se è vero che C’è Posta si ripete ossessivamente è anche vero che lo show della Carlucci non fa passi in avanti. Tutt’altro.

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Dance Dance Dance in prima serata su TV8: l’ho abbandonato dopo la seconda puntata

Cara direttrice di TV8 Antonella D’Errico, per un attimo (una puntata) mi sono illuso che l’edizione 2018 di Dance Dance Dance sarebbe stata quella giusta per riportarmi a seguire con continuità almeno una prima serata a settimana di TV8. Illusione svanita già dopo la seconda puntata.

E pensare che per non avere spoiler e godermi lo show mi sono anche impegnato a non seguire su Twitter i commenti di chi vede il programma due giorni prima su Fox Life nell’offerta a pagamento di mamma Sky.

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Elezioni politiche 2018: anche stavolta non potrò decidere chi è “il meno peggio” tramite il confronto diretto in tv tra i leader dei partiti

Domenica prossima si va alle urne per le elezioni politiche del 2018 con cui eleggeremo i nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. E’ stata una delle più insignificanti campagne elettorali che io abbia mai visto (compirò 54 anni a maggio). Le elezioni sono il momento più alto e significativo di una democrazia. Vedere come è ridotta la classe dirigente dei partiti politici, dei movimenti e delle liste che si candidano a guidare l’Italia è deprimente.

Il livello bassissimo dei contenuti e la bassissima caratura dei leader politici, nessuno escluso, che hanno condotto questa campagna elettorale, resterà negli annali della storia di un Paese che pure ne aveva già visti tanti di livelli bassissimi.

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Un guasto di 3 giorni alla fibra Tim e stramaledici gli spot in cui Mina canta Tim! Tim! Tim!

Cara Mina Mazzini, negli ultimi 3 giorni ho stramaledetto gli spot televisivi che esaltano le “straordinarie qualità” della fibra Tim. Da 3 lunghissimi giorni ho nella testa gli spot con cui la Tim mi ha bombardato durante il Festival di Sanremo 2018 per esaltare le “straordinarie qualità” della fibra Tim, quelli con una super Mina virtuale simbolo della altissima tecnologia che la Tim sa mettere in campo per investire nel farsi pubblicità e per esaltare le “straordinarie qualità” della fibra Tim.

Gli spot finivano con Mina, la piu grande cantante della storia della musica leggera italiana ingaggiata come super testimonial, che chiedeva ai telespettatori “Bello, No?”. No, cara Mina Mazzini. L’universo della Tim non è così bello come ce lo mostrano gli spot a cui presti le straordinarie qualità della tua voce. Non è bello se, per un guasto alla sua fibra dalle “straordinarie qualità”, la Tim ti lascia solo come una cane bastonato senza le “straordinarie qualità” della fibra Tim per oltre 48 ore.

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