“Strappare lungo i bordi” è un “Adrian la serie” che ce l’ha fatta. Zerocalcare batte Adriano Celentano 10 a 0. Netflix (e la tv in streaming) batte Mediaset (e la Rai) 10 a 0.

Strappare lungo i bordi, la serie di Zerocalcare su Netflix, è un piccolo capolavoro. Non sono un fan in delirio per Zerocalcare ma i sei episodi di questa serie meritano di essere considerati un prodotto televisivo di alta qualità.

Le emittenti in streaming sempre più spesso propongono ciò che le emittenti generaliste in chiaro non hanno il coraggio di proporre e “Strappare lungo i bordi” è l’ennesima dimostrazione che la creatività televisiva per essere considerata tale deve saper essere figlia del proprio tempo in modo che il telespettatore possa viverla.

L’universo della scrittura di Zerocalcare è stato e sarà analizzato negli anni a venire ma secondo me a rendere la sua prima serie televisiva un nuovo punto di riferimento per chi fa tv è il confronto con Adrian di Adriano Celentano. Mentre guardavo “Strappare lungo i bordi” ho pensato a “Adrian la serie” trasmessa nel 2019 da Canale 5. La graphic novel animata di Adriano Celentano è stata un flop (di pubblico e di critica) sulla rete ammiraglia Mediaset. Nonostante il budget di lusso con i contributi professionali di Milo Manara, Vincenzo Cerami e Nicola Piovani, solo per citare i nomi altisonanti, la “serie evento” non ha lasciato il segno nella storia della televisione, anzi, è finita nel dimenticatoio. Il progetto mega galattico di Adriano Celentano aveva un linguaggio per nulla dinamico ed una struttura per nulla calata nella realtà che il telespettatore vive giorno per giorno. “Adrian” puntava sulle tematiche sociali planetarie, “Strappare lungo i bordi” ti fa vivere le tematiche sociali di quartiere, quelle che affronti o hai affrontato tutti i giorni. In questo senso, Zerocalcare batte Adriano Celentano 10 a 0. “Strappare” ha un ritmo eccezionale, un linguaggio immediato ed una struttura filmica contemporanea di facilissima lettura. Una storia ben chiara, personaggi che sono già cult dopo pochi minuti, sei episodi da 22 minuti che volano come è indispensabile per rendere appagante il binge watching. “Strappare” è una esperienza emozionale contemporanea che con concreta leggerezza fa riflettere e con precisione chirurgica diverte. Metterla a confronto con la serie di Adriano Celentano è, dal mio punto di vista, la dimostrazione che anche quando si hanno idee innovative, a fare la differenza sono il chi, il come, il quando, il dove ed il perché vengono messe in pratica.
“Adrian la serie” era di una pesantezza demotivante, mal confezionata (9 episodi da oltre un’ora ciascuno) e trasmessa sul canale sbagliato, quel Canale 5 che più di tutti ha contribuito all’impoverimento e all’appiattimento dei contenuti televisivi italiani. La televisione generalista continua a ripetere sempre gli stessi programmi, sempre per lo stesso pubblico. E quando cerca di rinnovarsi, lo fa con linguaggi, programmi, autori ed interpreti di una tv vecchia destinata ad un pubblico vecchio. In questo senso, Netflix (e con lei tutte le emittenti in streaming) batte Mediaset 10 a 0 (e con lei la Rai e tutta la tv generalista in chiaro).

Dai, facciamo finta che Adrian, la serie evento, non sia mai esistita

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, capisco che, per un milanese purosangue come te, Adriano Celentano possa essere un mito. Lo è per l’Italia intera, come artista che ha segnato un’epoca ed è sicuramente uno dei miti della musica leggera e dello spettacolo italiano.

Così, quando è venuto da te per chiederti di partecipare al progetto della serie animata Adrian, ne sarai stato onorato e gli hai detto sì, facciamolo. Per me è stato un errore, tuo e suo.

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Pier Silvio Berlusconi ne è convinto: “le reti Mediaset sono in sintonia con i gusti e i sentimenti degli italiani”. Meno male che Pier Silvio c’è

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, alla presentazione dei palinsesti Mediaset 2015/16 hai ricordato che lo scorso anno, nello stesso contesto, avevi esternato tutta la tua speranza con annesso incoraggiamento, per le riforme promesse dal premier Matteo Renzi.

Quest’anno sei stato meno entusiasta sul governo ma sempre fiducioso:

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Ottimi ascolti per Gianni Morandi Live in Arena ma l’anno scorso Adriano Pinotto Celentano su Canale 5 superò il 30% di share ed emozionò Pier Silvio Berlusconi

Caro Gianni Morandi, il Gianni Morandi Live in Arena su Canale 5 è stato un successo di pubblico e di critica. La prima serata sei stato visto da 5milioni 834mila pari quasi al 24% di share e la seconda serata da quasi 6milioni e mezzo di telespettatori per un media del 25% di share. Vedrai che a minuti usciranno i comunicati stampa trionfalistici di Mediaset. Sono curioso di vedere se avranno per te le stesse parole che hanno avuto lo scorso anno per Adriano Celentano che con il suo “Live” fece ascolti superiori ai tuoi, ovvero, quasi 9 milioni di telespettatori la prima serata sfiorando il 32% di share medio e superando nella seconda i 9 milioni di telespettatori per un 35% di share medio.

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Un abbonamento a Mediaset Premium Play non è per sempre. Chissà se Adriano Celentano ce l’ha.

Caro vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, mio fratello è piuttosto deluso dal trattamento che gli avete riservato in qualità di vecchio abbonato a Mediaset Premium: gli avete tolto Premium Play che nel suo vecchio pacchetto finora era gratuito. Mi ha sempre parlato bene di Premium Play perché gli consentiva di rivedere serie tv e film sul computer via internet come e quando voleva. Del servizio era molto soddisfatta anche mia cognata. Come sai non sempre i gusti in famiglia coincidono e ci sono dei film e delle serie che si vedono tutti insieme ed altri che si vedono per conto proprio. In tal senso Premium Play era il valore aggiunto all’offerta che avevano e che ora gli avete tolto, decidendo che il servizio non rientra più nel vecchio pacchetto che hanno sottoscritto. Poveri loro, che hanno creduto in Mediaset Premium prima di molti altri vostri abbonati (che attualmente aderiscono a piani di abbonamento nuovi ma che un giorno saranno vecchi).

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La Grecia forse non fallisce e allora facciamoci una bella cantata

Caro direttore di Rai News Corradino Mineo, ieri ho seguito la tua lunghissima diretta da Atene (iniziata nel pomeriggio e andata avanti fino a mezzanotte) durante la quale il Parlamento ha discusso e votato il nuovo piano di austerità con cui la Grecia spera di salvarsi dal fallimento. La diretta è stata durissima perché alle immagini dell’aula si alternavano quelle della manifestazione di protesta in piazza Syntagma con scontri ed edifici dati alle fiamme. Ho apprezzato la tua scelta di seguire la diretta parlamentare, una scelta “classica” che ha un altissimo valore e che ha mostrato concretamente il dramma della Grecia appesa alla speranza che quel voto serva a qualcosa. Quella che inizia oggi si preannuncia come una settimana in cui le vostre telecamere saranno puntate su Atene che sta letteralmente bruciando. Chi sceglierà di seguire Rai News vedrà qualcosa di profondamente diverso dall’Isola dei Famosi e dal Festival di Sanremo. Continua a leggere

Telenovela Celentano a Sanremo 2012, conclusa la fase 1: tensione e attenzione, con il colpo di scena del compenso in beneficenza

Caro Vincenzo Mollica, dopo il tuo servizio nel Tg1 di ieri possiamo mettere la parola fine alla prima fase della telenovela “Celentano super ospite del Festival di Sanremo 2012”. Una telenovela alla quale ho fatto bene a non appassionarmi visto che la sceneggiatura era ampiamente scontata: grande clamore per l’annuncio di Celentano super ospite a Sanremo, grande incertezza sul suo contratto, grandi timori per i temi che tratterà, grandi polemiche sul suo compenso, Celentano che non sarà più super ospite a Sanremo, Celentano che sarà il super ospite di Sanremo, Celentano che devolve tutto il suo compenso in beneficenza. Tutto giusto in tempo per arrivare alla prima serata del festival con la dose di tensione ed attenzione massima. Continua a leggere