Con Ris Roma 3 Delitti imperfetti, la differenza tra la fiction italiana e le soap opera si assottiglia sempre di più

Caro soggettista della serie Ris Roma 3 delitti imperfetti Pietro Valsecchi, le tue serie non mi piacciono mai ma Ris Roma 3 (su Canale 5, il mercoledì in prima serata) riesce a superarle tutte nel mio personalissimo elenco delle fiction italiane meno belle di sempre. Alle storie banali, alle ambientazioni banali, ai dialoghi banali, mi ci sono abituato. Alla recitazione degli attori italiani delle tue fiction non mi abituerò mai. Nelle fiction italiane c’è ormai una consolidata tendenza a recitare come nelle soap opera e gli attori di Ris Roma 3 sono talmente bravi in questo, da far sembrare da soap opera anche gli inseguimenti. L’effetto soap spiega anche il successo di questo prodotto televisivo che altrimenti non reggerebbe il confronto con le serie americane, britanniche, tedesche, francesi. L’effetto soap le rende uniche. E al pubblico italiano le soap opera sono sempre piaciute.

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Documento: BBC Worldwide Fandom Panel Roma Fiction Fest 2012

Lunedì 1 ottobre 2012 presso il Roma Fiction Fest ho seguito l’incontro BBC Worldwide Fandom Panel. How to Engage and Entertain Audiences Beyond the TV Screen, con i seguenti relatori: Phil Fleming (Head of Communications Home Entertainment); Sebastian Brook (Editor Doctor Who Online); Francesco Barbarani (Head of Digital FOX.com); Matt Jarvis (Executive Producer Misfits Online Clerkenwell Films); Harriet Newby-Hill (Commercial Director for New Brands, BBC Worldwide). Vi propongo il video che ho girato come documento per approfondire le logiche che ispirano i grandi produttori ed i broadcaster nella gestione della componente “social e fan” che è oggi una parte importante del successo soprattutto delle serie tv.

La fiction Rai su Enzo Tortora. Due tweet/articoli (prima e dopo) di Mariano Sabatini

Boss, da stasera su Rai 3 tutto lo sporco della politica più spietata.

Caro direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, ieri al Roma Fiction Fest hai presenziato alla presentazione di Boss, la serie tv politicamente scorrettissima che trasmetterai a partire da stasera, il giovedì alle 21.10 su Rai 3. Con te c’era il protagonista della serie Kelsey Grammer che per questo ruolo ha vinto il Golden Globe 2012 come Best Actor Drama (sorprendendo molti della critica Usa). Dopo aver visto il primo episodio devo dire che quella di Grammer è una ottima interpretazione. Grammer veste i panni del sindaco di Chicago (un sindaco Re Lear così lo ha definito) che ha sempre usato tutte le armi (anche non convenzionali) per restare al potere e, l’aver scoperto di essere affetto da una malattia degenerativa neurologica che lo porterà alla demenza, non lo rende meno cinico e spietato nel perseguire i suoi fini politici e personali.

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Beauty and the Beast: al pubblico Kids and Teen potrebbe piacere ma non so per quanto

Cara Giorgia Surina, ho pensato a te durante la visione del pilot di Beauty and the Beast proiettato al Roma Fiction Fest. Kristin Kreuk, l’attrice che interpreta la detective Catherine Chandler ti somiglia (è stata anche Lana Lang in Smallville). Ha un volto con taglio quasi orientale, capelli lisci color castano scuro, è minuta, magrissima e scattante. Il serial sta per debuttare negli States su The CW Television Network e si rivolge ad un pubblico giovane che ama il genere fantasy abbinato al poliziesco. Beauty and the Beast è la rivisitazione dell’eterna storia La Bella e la Bestia. La bella è la detective Catherine Chandler che ha visto massacrare la madre da due sicari ed è stata salvata dall’intervento di un essere animalesco che poi si è dileguato nel bosco. Dopo 9 anni rivediamo Catherine che è diventata una abile detective della polizia di New York ma che ancora fa i conti con gli incubi di quella notte terribile e crede di essere una visionaria perché continua a dire che l’ha salvata un essere animalesco. Il pilot spiega già tutto [al termine del post il video con gli highlights].

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Da Vinci’s Demons di David S. Goyer: un serial gotico rinascimentale in cui ci saranno tormento, estasi, effetti speciali e molto Galles. Perché così hanno voluto i produttori.

Caro David S. Goyer, ho assistito alla presentazione di Da Vinci’s Demons che hai fatto al Roma Fiction Fest. Dovevi proiettare le prime attesissime immagini di questa serie che, dopo aver visto solo tre clip, mi sento di definire gotico rinascimentale. Molto gotico e poco rinascimentale, visto che l’impatto visivo british è preponderante e marchia moltissimo il prodotto. La tua giustificazione è inattaccabile: “La serie è stata finanziata da produttori statunitensi e britannici che hanno voluto quelle location”. Per onorarli ancora di più, durante le riprese hai indossato anche la felpa “Royal Welsh College” (insieme al production designer Ed Thomas) e hai messo una foto del backstage sul tuo sito.

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Un passo dal cielo, quando la location fa la fiction

Caro Terence Hill, in una serata caldissima d’estate come quella di ieri non c’è nulla di meglio che una puntata di Un passo dal cielo per avere la sensazione di rinfrescarsi un po’. Avevo provato anche guardando il nuoto olimpico ma la gara di Federica Pellegrini (5° classificata nei 400 stile libero) mi ha fatto scaldare troppo, non tanto per l’emozione agonistica (non è stata mai in gara) quanto per le interviste che Elisabetta Caporale di Rai Sport ha fatto a lei e a Filippo Magnini. La giornalista abituata ai successi della Pellegrini ha puntato sull’effetto prima volta del tipo “… è la prima volta che non lotti per il podio…”. Federica Pellegrini l’ha stroncata subito dicendole “no, non è la prima volta” e poi confessando che la sua forma fisica non le consente in questo momento di fare di più; e basta. Continua a leggere

L’una e l’altra, una fiction da superlativo assoluto: terribilissima

Caro direttore casting della fiction L’una e l’altra di Canale 5 Rita Forzano, non riesco ad immaginare il numero di attrici che si sono presentate al casting per il ruolo che poi avete assegnato a Paola Perego ma so che avete fatto la scelta giusta. Una fiction come quella aveva bisogno di Paola Perego e basta. Perché come recita una sequenza smisurata di superlativi assoluti lei non li recita nessuna. Nella prima parte della fiction il suo personaggio si caratterizza perché aggiunge “issimo, issima, issimi” al termine di ogni parola, coniando dei neo-superlativi assoluti che nemmeno Simona Ventura avrebbe mai potuto pensare. Continua a leggere