Caso Madame vaccini-greenpass e partecipazione a Sanremo 2023: il thread di Caro Televip

La cosa peggiore del “caso Madame vaccini-greenpass” non è la partecipazione a #sanremo2023 (c’è una indagine della magistratura in corso) ma la certezza che
ci faranno battute sul palco, sarà tema delle conferenze stampa e tema dei talkshow sul Festival.

L’inchiesta non si concluderà prima dell’inizio del Festival e quindi la Rai non ha nessun motivo ufficiale per escludere la cantante e se lei si ritirasse ammetterebbe delle responsabilità che dovrà decidere un eventuale processo.

I talkshow Rai, ed è facile prevedere anche quelli della  concorrenza, troveranno il modo di inserire questa polemica nei loro spazi dedicati al Festival. C’è da augurarsi che #Sanremo2023 sia presto sommerso da altre polemiche che ne prendano il posto .

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Morte di Benedetto XVI: la Rai avrà di certo avuto un telespettatore speciale per i suoi tanti speciali

Cara presidente della Rai Marinella Soldi, i broadcaster televisivi di tutto il mondo si sono ritrovati a coprire un evento che non si era mai verificato prima: la morte di un papa emerito, ovvero, non più in carica perché ha rinunciato a proseguire il papato.
Benedetto XVI è stato pontefice, dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013. L’11 febbraio 2013 ha annunciato la sua rinuncia al ministero petrino ed ha assunto il titolo ufficiale di “sommo pontefice emerito” o “papa emerito”.
A volerla dire brutalmente è morto da ex papa ma questo non sminuisce di certo l’importanza planetaria della notizia.
È morto il 31 dicembre 2022 nel monastero Mater Ecclesiae situato all’interno della Città del Vaticano ed è stato sepolto il 5 gennaio 2023 nelle grotte vaticane.

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Fiorello fa Viva Rai 2 in strada: tutta la solidarietà di Caro Televip ai cittadini che abitano in Via Asiago e strade limitrofe.

Premessa: ovviamente, la Rai per fare uno show in strada tutti i giorni con Fiorello, ha tutte le autorizzazioni previste dalla legge. Altrimenti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri non sarebbe andato ospite a Viva Rai 2.

Però alcuni cittadini residenti in Via Asiago e strade adiacenti si stanno lamentando perché pare abbiano qualche problema con il modo in cui la Rai e Fiorello rispettano queste regole.

Gli abitanti che ritengono di subire questo disturbo acustico dalle 7.15 alle 8 del mattino, passeranno dalle parole sui social ai fatti, chiedendo l’intervento della Polizia Municipale del sindaco di Roma Gualtieri per verificare se la Rai disturba la loro quiete mattutina?

Sul tema ho due certezze.

La prima. Fiorello ed i suoi autori pur di fare sembrare nuova un’idea vecchia finiscono in strada a fare quello che fanno da anni in studio ed in teatro. E i giornalisti professionisti specializzati in tv e spettacolo ad esaltarli. Questo per dire il livello culturale di un certo giornalismo.

La mia seconda certezza è che la Rai è assoggettata ai voleri di un Fiorello che pur di far parlare di sé e di sembrare originale canta e suona con i suoi amici ospiti in una strada pubblica della capitale d’Italia, in un orario in cui qualsiasi cittadino che si mettesse a urlare per un’ora “abbasso Fiorello! Basta con questo rumore che fa Fiorello!”, sarebbe immediatamente multato dalla Polizia Municipale del sindaco Roberto Gualtieri.

Succede questo nel 2022, quasi 2023, in una strada di Roma: la televisione italiana di Stato con un suo show disturba dei cittadini che vivono in Via Asiago e strade limitrofe.

La Rai, oggi. Roma, capitale d’Italia, oggi.

Un thread per ricordare a Fiorello di chiedere per la seconda volta ai dirigenti Rai di intitolare a Luciano Rispoli la Sala A della sede di Via Asiago

Caro @Fiorello non guardo #VivaRai2 perché ho già visto Edicola Fiore, quindi non so se hai ripetuto il tuo appello e di @marian0sabatini alla Rai di intitolare la Sala A di Via Asiago a Luciano Rispoli. Se non è possibile almeno intitolategli il glassbox!

Faccio questo mio tweet alle 3 del mattino così non puoi pensare che voglio farmi pubblicità. La mia unica speranza è di sapere che Luciano Rispoli è stato ricordato (se non lo hai già fatto) in un programma di successo come #VivaRai2

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Rai Sport e il Mondiale Qatar 2022: l’unico neo degli ascolti al top

La Nazionale italiana di calcio non si è qualificata al campionato mondiale di calcio Qatar 2022 ma le partite trasmesse dalla Rai hanno ottenuto risultati di ascolto eccellenti: dalle partite dei gironi eliminatori (gli orari di trasmissione erano televisivamente perfetti: alle ore 11, alle 14, alle 17 e alle 20), fino ai quarti di finale.

È quindi facile prevedere che gli ascolti di semifinali e finale saranno ancora più alti.

L’investimento della Rai sui diritti in esclusiva (170 milioni di euro) si è rivelata una scelta tra le più felici degli ultimi anni. Da abbonato Rai non posso che essere soddisfatto di questo risultato.

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Paola Ferrari la tocca piano sulla sua esclusione nei programmi di RaiSport su Qatar World Cup 2022.

Un thread con i virgolettati tratti da Spy Calcio di Fulvio Bianchi su Repubblica.it del 30 novembre 2022

Paola Ferrari: “Esclusa dai Mondiali, senza una spiegazione. Mi occupo dei Mondiali dall’82, fin da ragazzina, ho cominciato con le televisioni private. Ora ho molta amarezza, sono stata completamente tolta dai Mondiali del Qatar dalla Rai, mi hanno tolto tutto dalla sera alla mattina senza alcuna giustificazione da parte dell’azienda, che non mi ha minimamente difeso. Non mi è stata data alcuna spiegazione, l’azienda non mi ha difeso per niente. Io conducevo la Nazionale, gli spazi degli Europei da anni, non mi aspettavo minimamente quello che mi hanno fatto. Io non avrei mai fatto ‘Il Circolo dei Mondiali’. Avrei fatto una trasmissione più tecnica, più legata al mondo del calcio, mi sarei occupata principalmente dei giocatori dei club italiani che giocano nei Mondiali, perché siamo un campionato che dà moltissimi calciatori. Quindi avrei fatto una trasmissione completamente diversa. A me il connubio calcio spettacolo non dispiace affatto, ma è molto difficile da fare specialmente quando si parla di un Mondiale con così tanti significati e valori da mettere in discussione”.

Dichiarazioni tratte dalla rubrica Spy Calcio di Fulvio Bianchi su Repubblica.it del 30 novembre 2022

Rai Sport al mondiale Qatar 2022 nei tweet di Caro Televip (1)

Studio Rai per Qatar 2022.
Alessandro Antinelli dà gli appuntamenti delle partite dei mondiali di calcio che andranno in onda sulla Rai domani e aggiunge “ma non è tutto! Stasera Austria-Italia!”. Chi non sa nulla di calcio penserà che l’Italia gioca ai mondiali. Non ha aggiunto “l’amichevole” Austria-Italia. Stare su Rai 1 prima de L’eredità vuol dire avere anche un pubblico di non sportivi  che la domanda se la saranno posta. Antinelli è uno di quelli che sembra sentirsi bravissimo ma purtroppo per lui non lo è.
#RaiSport  #giornalismo
(20 novembre 2022)

Alessandro Antinelli conduttore dello studio delle partite in primetime su Rai 1 di #QatarWorldCup2022 sempre così rigido, sempre così serioso, sempre così incastonato nel ruolo di uno dei top player della #raisport oggi. Già, la Rai, oggi: così incastonata. (21 novembre 2022)

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Rai: io non ce l’ho con gli inviati “esterni” ma con chi ce li mette

D’estate spicca con più evidenza il lavoro degli inviati dei programmi Rai in diretta nei day time del mattino, di mezzogiorno e pomeridiano. Parliamo di decine e decine di inviati il cui collegamento dura pochi minuti, a volte anche sotto il minuto quando le ricchissime scalette saltano ed i tempi previsti vanno a farsi benedire.

La tipologia dell’inviato televisivo estivo spicca perché è particolarmente urlante, sorridente, entusiasta. Alcuni sembrano ispirarsi al manuale del piccolo animatore turistico. Chiedermi chi ce li mette è il minimo che da abbonato, da telespettatore e blogger tv, posso fare. Mi sembra di capire che sono i dirigenti di rete, di struttura, di genere che su richiesta degli autori e dei responsabili del singolo programma decidono quali professionisti utilizzare per questo ruolo.

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Marco Damilano lascia la comfort zone di Propaganda Live su La7 e si lancia nelle sabbie mobili dell’informazione Rai nella stagione televisiva della propaganda elettorale

L’idea che mi sono fatto è che la Rai abbia ingaggiato Marco Damilano per condurre un programma giornalieriero di informazione (prevalentemente sull’attualità politica) rifacendosi ai grandi del passato della Rai che hanno fatto delle loro strisce quotidiane dei programmi cult: Enzo Biagi ed Andrea Barbato.
Una prima conferma l’ho avuta ieri durante l’ultimo “spiegone” con cui Marco Damilano si è congedato da Propaganda Live, il programma di La7 che lo ha visto commentatore politico fisso per molti anni e che ha contribuito a dargli quella impronta televisiva che oggi lo porta ad avere un programma quotidiano tutto suo su Rai 3.

Durante l’ultimo “spiegone” Marco Damilano ha citato Andrea Barbato e la sua idea di “spiegazione dei fatti”.

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L’estate Rai 2022: una ripartenza deludente

La Rai ha scelto di rimanere accesa nei daytime estivi del mattino, pomeridiano, preserale e in access primetime, in alcuni casi con programmi “originali” nuovi e con conduttori ed inviati nuovi.

Purtroppo, le “novità” sono basate su idee vecchie di televisione e, soprattutto, danno spazio a conduttori e inviati non sempre all’altezza dell’obiettivo di rinnovare la proposta di volti ai quali i telespettatori dovrebbero affezionarsi.

La prima settimana di programmazione estiva dei daytime Rai ha già dimostrato tutti i limiti dei “nuovi” programmi e dei “nuovi” conduttori ed inviati.

Così, se da un lato ti ritrovi a chiederti “e allora? Meglio le stra-repliche di programmi e fiction?”, dall’altro lato ti chiedi “perché la Rai non è in grado di proporre una tv estiva originale in prima visione all’altezza della tv autunno-inverno?”.

Domande alle quali ho dato queste risposte.

Sì, meglio le stra-repliche ad una tv “originale” che riempie solo dei buchi in palinsesto ed è utile solo a Rai Pubblicità che comunque ci guadagna.
La Rai non riesce a fare una buona tv estiva originale perché i dirigenti, i capi struttura e gli autori sono sempre gli stessi e non sembrano avere la capacità di rinnovare l’offerta televisiva, migliorandola.
E questo ormai accade da molti, troppi, anni.

Il ritorno alla “normalità” dopo la pandemia da Covid-19 avrebbe dovuto dare un impulso alla creatività televisiva e alla voglia di proporre un approccio nuovo alla produzione tv ed invece sono ripartiti dai vecchi modelli ai quali hanno dato una rinfrescata e nulla più.