Marco Damilano lascia la comfort zone di Propaganda Live su La7 e si lancia nelle sabbie mobili dell’informazione Rai nella stagione televisiva della propaganda elettorale

L’idea che mi sono fatto è che la Rai abbia ingaggiato Marco Damilano per condurre un programma giornalieriero di informazione (prevalentemente sull’attualità politica) rifacendosi ai grandi del passato della Rai che hanno fatto delle loro strisce quotidiane dei programmi cult: Enzo Biagi ed Andrea Barbato.
Una prima conferma l’ho avuta ieri durante l’ultimo “spiegone” con cui Marco Damilano si è congedato da Propaganda Live, il programma di La7 che lo ha visto commentatore politico fisso per molti anni e che ha contribuito a dargli quella impronta televisiva che oggi lo porta ad avere un programma quotidiano tutto suo su Rai 3.

Durante l’ultimo “spiegone” Marco Damilano ha citato Andrea Barbato e la sua idea di “spiegazione dei fatti”.


Poi, terminato lo “spiegone” si è tolto giacca e camicia per rimanere con la t-shirt di Propaganda Live. Un omaggio che è un ringraziamento ed un atto di riconoscenza. Un gesto un po’ troppo teatrale da “curvarolo” che però sarà di certo molto gradito ai creativi ed ai dirigenti della Rai Pubblicità di oggi che con le loro strategie mi fanno pensare ad una Rai che insegue le peggiori televisioni commerciali.
Il conduttore di Propaganda Live Diego Bianchi qualche minuto prima aveva mostrato una bacheca (a mo’ di ritiro della maglia nel calcio) con dentro il maglione rosso indossato da Marco Damilano sotto la giacca durante i suoi spiegoni. Il giornalista ha colto l’occasione per ribadire più volte il suo gradimento assoluto per quel colore. Diego Bianchi ha mostrato a Damilano un filmato del programma Gazebo del 2013 in cui una fan di Silvio Berlusconi lo contestava dicendogli: “Sei un comunista che parla sempre male di Berlusconi”. Bianchi ha rincarato la dose: “Questo è quello che ti aspetta”.
La stagione televisiva 2022-2023 sarà caratterizzata e, ahimè, influenzata dalle elezioni politiche che si terranno a fine maggio 2023. Chiunque condurrà programmi di informazione e attualità politica sarà nel centro del mirino di tutti gli schieramenti pronti a dire che un conduttore è di parte.
La prima grande sfida di Marco Damilano sarà proprio quella di non essere tutti i giorni nel centro del mirino di una sola area politica.
Le idee di Marco Damilano sono chiaramente, orgogliosamente ed ostentatamente rosse come quel suo maglione “ritirato” e ora in bacheca. Una immagine che dovrà necessariamente diventare anche il simbolo di una sua conduzione imparziale e oggettiva sulla Rai nell’anno delle elezioni.
Nella prossima stagione televisiva non vorrei proprio, da telespettatore, da abbonato e da blogger tv, ritrovarmi ogni giorno ad ascoltare le polemiche sulla obiettività di Marco Damilano conduttore del servizio pubblico. La mia opinione è che in molti saranno pronti a dire “Lo hanno messo lì per parlare male della destra” come faceva quella fan di Berlusconi nel 2013. Abbiamo bisogno di una informazione politica chiara, obiettiva, che ci aiuti a capire le idee di tutti i partiti che si candidano a guidare il Paese. Abbiamo bisogno di una informazione autorevole come quella che facevano Enzo Biagi e Andrea Barbato. Magari con un pizzico, ma solo un pizzico, di quella ironia che abbonda in eccesso a Propaganda Live.
Caro Marco Damilano, per te è giunto il momento di indossare la maglietta con la scritta “Informazione Rai”.
Con la I e con la R maiuscole.

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