Tra Milly Carlucci e Maria De Filippi non c’è nessuna differenza: fanno entrambe bruttissima televisione che fa ascolti e che di fatto blocca qualsiasi evoluzione qualitativa degli show di varietà in prime time di Rai 1 e Canale 5.
La moglie del direttore artistico e conduttore di Sanremo 2020 non sta un passo indietro: farà l'”infiltrata” per La vita in diretta a Sanremo 2020
Giovanna Civitillo sarà a Sanremo 2020 con La vita in diretta l’annuncio pochi minuti fa in una scenetta fatta con Lorella Cuccarini in cui si lamentava perché il marito è già a Sanremo e l’ha lasciata a casa. Sarà “il nostro infiltrato all’Avana” ha detto Lorella Cuccarini.
Nella conferenza stampa di presentazione, Amadeus aveva elogiato la fidanzata di Valentino Rossi perché sa stare un passo indietro. Cosa che non farà la moglie del direttore artistico. Sei la moglie del direttore artistico e conduttore della 70esima edizione del Festival di Sanremo? Non preoccuparti! Non devi restare a casa! Rai 1 ha un posto per te come “infiltrata” del programma La vita in diretta. That’s Italy! Cara Rai 1, far lavorare altre conduttrici e non la moglie del direttore artistico, no? Allora perché non ingaggiarla come disturbatrice sul palco dell’Ariston per “controllare” il marito Amadeus che avrà 11 co-conduttrici? Sarebbe stato divertente e invece, così. Boh e pure mah.
Finalmente la Rai si occupa in prima serata del memoriale Viganò: un tweet di Caro Televip
Vincenzo Mollica che racconta il suo Federico Fellini a Che tempo che fa: un tweet di Caro Televip
Ilary Blasi in Rai: perché no?
Enrica Bonaccorti in versione Elettra Lamborghini: un tweet di Caro Televip
Enrica Bonaccorti si è lasciata trasformare in Elettra Lamborghini ad uso del programma Domenica Live di Barbara D’Urso. Beh, sempre meglio di quando ha fatto l’opinionista a Non è la D’Urso sul caso Prati-Caltagirone.
Maria De Filippi per Canale 5 è come Montalbano e Don Matteo per Rai 1
L’esordio della edizione 2020 di C’è posta per te su Canale 5 è impressionante in termini di ascolto: 30,2% di share e 5,9 milioni di telespettatori. Numeri da programma tv “evento” o da fiction Rai imbattibili come Don Matteo e Montalbano. Se aggiungiamo i numeri di Tu sì que vales, Temptation Island Vip, Uomini e Donne e Amici è evidente che il potere di Maria De Filippi è più solido che mai al punto di mettere in secondo piano i risultati di ascolto al di sotto dei suoi standard come quelli di Amici Celebrities.
Il potere a cui mi riferisco è quello di essere il fulcro delle strategie Mediaset cosa che influenza anche le scelte editoriali della Rai. Da anni Rai 1 cerca di trovare un programma di emotainment nella speranza di replicare il successo di C’è posta per te con risultati più che deludenti come nel caso di Senza parole e La porta dei sogni, solo per citare quelli con
conduttrici importanti come Antonella Clerici e Mara Venier che hanno fatto meno della metà della percentuale di share di C’è posta per te. Un format che ha meccanismi precisissimi ed efficacissimi. Un format che nelle mani della sua ideatrice-conduttrice non perde smalto anno dopo anno e il cui racconto, per quanto ripetitivo nella sostanza, mantiene una imprevedibilità che inchioda il pubblico fino all’ultimo istante dell’ultima storia in scaletta. Maria De Filippi non si perde in fronzoli, va sistematicamente e puntualmente al sodo anche nelle sue lunghe introduzioni e poi, magistralmente, in ogni momento che precede la decisione di aprire o chiudere la busta gigante della scenografia, una immagine televisiva diventata il simbolo della riapertura o della chiusura di un rapporto affettivo. Maria De Filippi è la sacerdotessa di un programma che è la madre di tutte le messe cantate televisive. Lei non conduce, celebra. Legge i suoi testi sacri, li commenta e li condivide con i suoi fedeli telespettatori. È il confessore al quale ci si rivolge nella speranza di vedere tornare una luce splendente nella propria vita affettiva. Ma quali Don Matteo e Montalbano! La De Filippi è molto più potente!
Il cantante mascherato batte Il GFVip 4: il pubblico ha le sue colpe se questa brutta tv va in onda
Su Rai 1 Il cantante mascherato: un brutto programma da tv commerciale
Nessun servizio pubblico radio-televisivo aveva mai trasmesso Il cantante mascherato finora. Purtroppo questo “primato” spetta alla rete ammiraglia del servizio pubblico italiano: Rai 1. Brutta tv. La regia che dopo un secondo pubblica la foto del personaggio detto dalla giuria. Tutto molto vero. L’unico senso che avrebbe potuto avere, sarebbe stato il mistero fino alla fine sui concorrenti. Si sa chi sono già alla prima puntata quindi non ha più nemmeno l’unico senso che avrebbe dovuto avere. È davvero un programma inguardabile su Rai 1. Siamo ad un livello al di sotto di una tv condominiale coreana. Povera Rai. La storia della televisione italiana, la storia della Rai, la storia di Rai 1 non meritavano un programma brutto come questo.
Cara Lodovica Comello, è ora che cominci a pensare un po’ di più a noi “ragazzi in cuor nostro”
Cara Lodovica Comello, in cuor nostro siamo e saremo sempre, tutti, dei ragazzi. Uno dei miei programmi televisivi preferiti s’intitola “Le ragazze” e le protagoniste raccontano la loro vita partendo dal momento in cui avevano vent’anni, un’età che a pieno titolo può essere definita quella in cui siamo proprio dei “ragazzi”, anagraficamente. Tu quest’anno ne compirai 30 di anni e tra pochi mesi avrai un bambino. Una giovane, splendida, donna, che come tutti può e deve sentirsi una ragazza anche se una ragazza non lo è più. Tra una settimana su TV8 inizierà Italia’s Got Talent, che condurrai per la quarta volta, ed hai fatto un brevissimo video-lancio sui social media con questo incipit: “Ragazzi, tra una settimana esatta ricomincia Italia’s Got Talent…”. Cara Lodovica Comello, capisco che la base dei tuoi fan è composta da “ragazzi” ma volevo ricordarti che il programma va in onda su una tv generalista in chiaro come TV8 che ambisce a grandi numeri di ascolto soprattutto con show che devono piacere ad un pubblico un bel po’ più vasto dei “ragazzi”.
L’investimento produttivo di mamma Sky è molto importante per questo show e non credo che l’obiettivo di pubblico sia solo quello dei “ragazzi”. Certo, tu sei una conduttrice molto dinamica e smart anche nel linguaggio, quindi usare la parola “ragazzi” sui social media per te è come bere un bicchier d’acqua. Però, sai, anche noi non più ragazzi anagraficamente siamo smart e siamo telespettatori di reti generaliste molto più dei ragazzi. Sai, anche noi non più ragazzi anagraficamente leggiamo i post e guardiamo i video sui social media. Se, la conduttrice che lancia un programma dice “ragazzi”, e lo dice con quel suo modo di fare così giovane, io di colpo mi sento fuori categoria e un po’ ci rimango male. È da ieri che mi chiedo: “Ma quindi la Comello a me che non sono più un ragazzo anagraficamente, non mi vuole tra i telespettatori di Italia’s Got Talent 2020?”. Mi dico: “La Comello è troppo brava a comunicare sui social. Da come ha detto “ragazzi” è chiaro che si rivolgeva ai ragazzi che sono ragazzi anagraficamente e non solo in cuor loro. Cara Lodovica Comello, una quasi mamma, quasi trentenne, può iniziare a comprendere perché mi pongo questi interrogativi apparentemente non così importanti. Potresti dirmi: “Eh, vabbè, ho iniziato il lancio dicendo… ragazzi! E allora? Che sarà mai?”. Ed io ti risponderei: “Sarà o no giunto il momento che Lodovica Comello cominci a pensare di più ad un pubblico di signore e signore piuttosto che di ragazzi? Sì o no?”. Non dico che avresti dovuto iniziare il lancio con un “Signore e signori…” ma almeno senza quel “ragazzi…” troppo yeah! yeah! Rivolgersi al pubblico, a tutto il pubblico, con uno stile giovane e dinamico è un conto ma dare dei ragazzi a tutti i telespettatori di Italia’s Got Talent è un altro. Come diceva Anna Magnani ai suoi truccatori: “Non togliermi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care”. Cara Lodovica Comello, sui social media, come davanti alla tv, ci sono tantissimi telespettatori con le rughe ai quali essere chiamati “ragazzi” con tono “yeah! yeah!” può risultare fastidioso al punto di decidere di non guardare quel programma per “ragazzi”. Ora che entri nel club dei trentenni (a Roma si dice… pure te ce cominci ave’ nà certa…), da brava conduttrice quale sei, dovresti pensare un po’ di più a noi telespettatori “ragazzi in cuor nostro”.