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Due righe due sulla chiusura di Rai Movie
Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».
È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.
Maria De Filippi: “I social non determinano il risultato di una trasmissione televisiva”. Un pensiero per chi lavora per promuovere i suoi programmi sui social.
The Voice of Italy: Simona Ventura caricata a pallettoni in difesa della sua scelta Elettra Lamborghini. Per la serie “chi male comincia”.
Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato.
Un dubbio atroce: e se il problema principale di “A raccontare comincia tu” fosse Raffaella Carrà?
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Il live tweeting della prima puntata
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La seconda puntata con Sophia Loren decisamente bella. Completamente l’opposto rispetto alla prima