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Reazione a catena: due righe sulla conduzione di Marco Liorni
L’intesa vincente di Reazione a catena: Marco Liorni ne fa una versione piatta, senza metterci un po’ di quel peperoncino nell’interazione con i concorrenti che la renderebbe divertente. Una conduzione da elettrocardiopeperoncino piatto. Ripete ai concorrenti “stiamo andando come treni… bisogna andare come treni” ma quello che va lento ed è moscio è lui. Non è che non riesce a fare una battuta è che proprio non ce l’ha nel suo bagaglio di conduttore. Purtroppo non ha nemmeno il lessico da quiz e nemmeno le espressioni da quiz quelle che dicono più di tante parole.
Un conduttore di un quiz fresco, estivo, deve avere lo stesso brio dell’acqua frizzantissima che va tanto con il caldo che fa. La cosa più frizzante di Marco Liorni è il colore dei capelli che io ricordavo più scuro verso il nero e invece mi sembra diventato più chiaro verso il color etrusco.
Un primo pensiero sul possibile ritorno alla conduzione su Rai 1 di Lorella Cuccarini
Uno dei tormentoni che lanciano periodicamente molti addetti ai lavori è quello sulla bravura di Lorella Cuccarini. Ma quant’è brava la Cuccarini? Ma perché non danno 10 programmi da condurre alla Cuccarini? A quanto sembra (rumors) nella prossima stagione tv, Rai 1 sarebbe orientata ad affidarle la co-conduzione di un programma giornaliero pomeridiano. Sembra, pare, dicono che peseranno positivamente su questa possibile scelta, anche le sue dichiarazioni sovraniste. Ma quanto è brava Lorella Cuccarini?
Buon compleanno Pippo nel live tweeting di Caro Televip
Una certezza che ho dopo l’intervista di ieri di Silvia Toffanin a Pamela Prati in cui l’ex ballerina del Bagaglino ha confessato: “Mark Caltagirone non esiste”
In attesa del “gran finale” di Domenica In 2018/19
Eurovision Song Contest 2019: la seconda semifinale vista da Caro Televip.
Eurovision Song Contest 2019: la prima semifinale vista da Caro Televip.
Luca Rosini, il conduttore che usa il gobbo anche per i saluti di chiusura del programma
Due righe due sulla chiusura di Rai Movie
Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».
È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.