#Rai: il nuovo piano industriale implementerà 12 aree. Non è prevista l’area qualità dei contenuti.
— carotelevip (@carotelevip) 10 aprile 2013
#Rai: il nuovo piano industriale implementerà 12 aree. Non è prevista l’area qualità dei contenuti.
— carotelevip (@carotelevip) 10 aprile 2013
Cara Lucia Annunziata, il caso della tua intervista ad Angelino Alfano nella trasmissione In ½ Ora (su Rai 3, domenica 17/3/13 QUI al minuto 25 e 22 sec), verrà studiato non solo nelle scuole di giornalismo ma anche nelle scuole per dirigenti televisivi. Nel parlare delle possibili alleanze di governo e dell’elezione del presidente della Repubblica, il segretario del PdL Alfano ha fatto l’esempio della grande coalizione di Angela Merkel e si è chiesto “perché non la fa anche Bersani?”. Tu hai risposto facendo le veci del segretario del PD: “Forse perché voi siete impresentabili ma vi rendete conto? Lei è stato un ministro di Grazia e Giustizia, sono stata un po’ pesante…”. La tua “pesantezza” si riferiva alla manifestazione di protesta organizzata dai parlamentari del PdL presso il tribunale di Milano.

Caro Massimo Giletti, non seguo più l’Arena di Domenica In su Rai 1 perché lo ritengo un talk show superfluo. Qualsiasi argomento decidi di trattare è stato già ampiamento trattato dagli altri talk show che ti precedono in settimana. Qualsiasi argomento decidi di trattare non aggiungi mai nulla di nuovo alle ore di chiacchiere inconcludenti già fatte da altre trasmissioni (da cui prendi i contributi video). Tu però sei convinto di portare un contributo significativo ai temi di cui il telespettatore già sa tutto e questo è il tuo peccato originale dal quale non hai alcuna intenzione di redimerti. Domenica scorsa hai ritenuto indispensabile dedicare la prima parte dell’Arena a Grillo e ai suoi grillini. Per farlo, proprio come hanno fatto gli altri, hai puntato tutto sulla partecipazione in collegamento di Oliviero Toscani che in qualità di esperto di Grillo e di grillismi è uno degli opinionisti più presenti in tv, secondo solo a Jacopo Fo.

se, durante il Festival di Sanremo, l’abbonato Rai invidia gli abbonati Sky e Mediaset Premium non è considerato peccato; vero Benny?
Ok, Mengoni non vince
la grafica sui pannelli mobili della scenografia è da esaurimento
Gualazzi ha un mal di pancia di quelli brutti
No 5 sere di Littizzetto show non si reggono
e ora sapete perché Baudo ha sempre voluto la mora e la bionda
Caro Fabio Fazio, essere prevenuti nei confronti del Festival di Sanremo, paga sempre; non si rischia di rimanerne delusi. Indovina un po’? La prima puntata del tuo terzo Festival non mi è piaciuta. Non è stato uno spettacolo brutto ma nemmeno uno spettacolo all’altezza dell’attenzione che gli è stata data. La prova provata è che oggi la notizia è la contestazione al comico Maurizio Crozza nei panni di Silvio Berlusconi. Tu hai subito trovato la scusa dei provocatori di parte, una scusa che non regge non perché non abbia fondamento ma perché era prevedibile, come del resto tutto l’intervento di Crozza già ampiamente visto a Ballarò su Rai 3 e a Crozza nel paese delle meraviglie su La7. Il fatto che il più importante programma della più importante rete televisiva nazionale abbia come momento più atteso e più commentato, la replica delle imitazioni fatte su Rai 3 e La7 la dice tutta sul livello della prima puntata di Sanremo 2013.

Caro Vincenzo Mollica, in occasione della conferenza stampa di ieri hai fatto il primo collaudo del terrazzino che ospiterà le tue interviste per il Tg1 ai protagonisti del Festival di Sanremo 2013. Solo alla fine del Festival sapremo se avrà retto al peso della cultura di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Ieri i due conduttori hanno abbandonato la conferenza stampa per raggiungerti sul terrazzino e fare il primo collegamento in diretta con l’edizione delle 13.30. Tu li hai accolti con il tuo solito debordante entusiasmo che Fabio Fazio, guru di questa edizione del Festival, ha smorzato immediatamente con il suo studiatissimo tormentone “… divertiamoci… Sanremo è una cosa seria ma prendiamolo con il sorriso sulle labbra… Sanremo è una festa… non drammatizziamo…”.

Caro Carlo Conti, chiamare Canzonissima un segmento de I migliori anni è una di quelle idee televisive che sembrano un omaggio e risultano un pastrocchio. Canzonissima non era solo una gara tra cantanti e canzoni. Canzonissima era l’Italia di allora, proprio quello che oggi non è I migliori anni. Canzonissima è irripetibile e il suo nome dovrebbe essere lasciato in pace, cullato solo dal tenero dondolio dei ricordi e avvolto nell’eternità di Youtube dove questa mattina digitando “Canzonissima” ho trovato 3620 video che per fortuna non stanno solo nelle Teche Rai a prendersi la muffa. Per capire cosa è stata Canzonissima per l’Italia, bisognerebbe ritrasmetterla per intero; tutte le puntate di tutte le edizioni (come in parte ha fatto Rai Extra prima che diventasse Rai 5). Spero che Rai Storia lo faccia ma senza la spiegazione in 4D di Maurizio Costanzo.

Cari membri del CdA Rai, ho appena pagato 113,50 euro al seguente beneficiario con la seguente causale: Ag. Entrate DP. I Uff Terr. TO1 Sat – Rinnovo Abbonamento Tv Anno 2013. Sia nella lettera di accompagnamento che sul bollettino postale non si parla di apparecchio atto a fare l’acquario, la cuccia per il cane, la bacheca delle bambole, il vaso di fiori, il cestello per il ghiaccio dello spumante. Nonostante il vostro “spot oggetto” io vorrei utilizzare l’oggetto apparecchio tv soprattutto per vedere della buona televisione firmata Rai. Anno dopo anno, non perdo la speranza che, soprattutto Rai 1, Rai 2 e Rai 3, possano offrirmi programmi migliori. Non perdo la speranza perché so quante cose di valore produce la Rai ma so anche che esse vengono vanificate dalle molte, troppe, cose brutte. In tempi di crisi economica, vanno molto di moda termini come ottimizzazione, risparmio e razionalizzazione delle risorse. Uno dei compiti del CdA di cui fate parte è quello di ridurre gli sprechi. Da telespettatore posso solo immaginare quali e quanti sono gli sprechi del carrozzone Rai a livello amministrativo e strutturale. Da telespettatore che ha appena rinnovato l’abbonamento sono più portato a vedere quante ore di tv Rai vengono sprecate per programmi ai quali non vorrei fosse destinato nemmeno un centesimo della quota da me versata. La lista è lunga e farla vorrebbe dire sperare nell’impossibile. Mi limito a chiedere di non vedere più sugli schermi Rai tutti i programmi firmati da Michele Guardì. Nell’oggetto apparecchio televisivo si libererebbe tanto di quello spazio (tutti i giorni 2 ore e mezza!) da consentire un ricambio indispensabile a far respirare il mezzogiorno di Rai 2. Persino all’acquario si cambia l’acqua ogni tanto e nessuno piange se capita che qualche pescetto rosso finisce nello scarico; figuriamoci se ci dovesse finire Guardì!
Caro Fabio Fazio, il tuo pubblico colto avrà apprezzato la presentazione della prima fatica letteraria di Lapo Elkann che va ad impreziosire la ricca galleria di scrittori che hai ospitato a Che Tempo che Fa. Rai 3 per tanti anni ha detenuto lo scettro di rete della Rai più attenta alla cultura e a tutte le sue sfumature. Ieri la sfumatura culturale che hai regalato al tuo pubblico colto è stata più sfumata di 50 sfumature di grigio, rosso e nero messe insieme. Lapo Elkann ha scritto un libro sulle regole del suo stile e, volendolo vendere su vasta scala, con questo freddo e questo vento ha bussato al convento di Che Tempo che Fa dove gli ha spalancato le porte il gran sacerdote delle vendite di libri in tv; l’unico ancora in grado di far impennare le vendite di un libro.

Cara Elda Lanza, il tuo giallo condominiale Niente lacrime per la signorina Olga sta avendo il successo che merita (l’editore Salani ha stampato la seconda edizione e a maggio pubblicherà il tuo secondo giallo intitolato Il matto affogato) [ QUI Elda Lanza a Radio Montecarlo ospite di Luisa Berrino]. Insieme alla signorina Olga anche la signora Elda sta ottenendo il successo che merita come scrittrice e come signora della televisione italiana delle origini. La settimana scorsa è uscita una tua intervista ricca di aneddoti e di curiosità sulla tua carriera in Rai dal 1952 al 1972 (brava! Leonetta Bentivoglio di Repubblica che ci ha fatto un paginone nello spazio R2 Cultura del 4/1/13 e da cui ho tratto i virgolettati di questo post). Resto sempre affascinato dal tuo racconto della tv di allora perché mi fai respirare le atmosfere di un’avventura pionieristica che restituiscono, a chi come me ama il mezzo televisivo, il giusto valore ad una invenzione straordinaria e ad un mezzo di comunicazione troppo spesso maltrattato da chi lo usa per trasmettere pessimi programmi.
