Geppi Cucciari e il promo rosselliniano: il deludente prologo alla nuova stagione tv del personaggio televisivo femminile della scorsa stagione

Cara Geppi Cucciari, sono tra quelli che non si sarebbero strappati i capelli se La7 avesse deciso di chiudere G‘Day. A quanto pare però non hanno trovato di meglio e andrai in onda come traino del TgLa7 anche in questa stagione televisiva 2012/2013 (se gli ascolti te lo consentiranno, altrimenti vedo già pronta Cristina Parodi ad allungare la sua nuova trasmissione che ti precede in palinsesto). Una stagione che hai deciso di iniziare con una scelta promozionale che ho trovato inappropriata: lo spot in cui ridicolizzi la scena più drammatica di Roma città aperta di Roberto Rossellini. Dopo lo sconcerto della prima visione ho cercato di individuare quale voleva essere il messaggio e il collegamento con una trasmissione come G‘Day. Continua a leggere

Sarà una lunga e brutta stagione televisiva elettorale

Caro Bruno Vespa, ieri Enrico Mentana ha scaldato i muscoli in vista della nuova stagione tv che sarà caratterizzata dal piccolo particolare chiamato “elezioni politiche 2013”. La televisione dunque quest’anno avrà una buona scusa per essere brutta. La campagna elettorale allungherà la sua ombra su tutte le trasmissioni, non solo su quelle giornalistiche. La par condicio si applicherà anche alle previsioni del tempo e sulla cartina appariranno in egual misura sole e nuvole. Le estrazioni del Lotto vedranno uscire tanti numeri pari quanti numeri dispari. Barbara D’Urso farà tante faccette tristi ed esattamente lo stesso numero di faccette bislacche. Mentana, nel suo primo Bersaglio Mobile stagionale (su La7), ha affrontato il tema della “rissa a sinistra” e per farlo in tutta serenità ha invitato Giuliano Ferrara, Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Emanuele Macaluso e Francesco Boccia. Continua a leggere

Neil Armstrong, il telespettatore Dino Buzzati e certe trasmissioni di contorno

Caro Tito Stagno, sabato è morto Neil Armstrong e, dopo l’inevitabile tuffo al cuore, hai passato la giornata a rispondere ai tuoi colleghi giornalisti che ti chiedevano un ricordo dell’uomo che ha segnato per sempre la tua vita professionale. Non ho un ricordo diretto (avevo 5 anni) della tua telecronaca notturna dell’allunaggio dell’Apollo 11 e della passeggiata di Armstrong ma, nel corso degli anni, ho rivisto tante volte le fasi salienti di quella storica diretta e nel 2009 ho seguito con curiosità la riproposizione integrale trasmessa da La Storia siamo Noi-Rai Educational, in occasione della celebrazione dei 40 anni dallo sbarco. Ieri invece ho letto (nella ripubblicazione del Corriere della Sera) un articolo del 22 luglio 1969 firmato dallo scrittore Dino Buzzati. La cosa che mi ha colpito di più è stato l’approccio da telespettatore di Buzzati. Spesso noi telespettatori “moderni” rimpiangiamo la liricità della tv del passato ma leggendo Buzzati ho scoperto che anche quella tv non era immune da certe inappropriate leggerezze. Scriveva Buzzati:  Continua a leggere

Flavia Perina e Miss Italia in un orario da vampiri

Caro direttore di Rai 1 Mauro Mazza, non preoccuparti; non farò dei post su Miss Italia 2012. E’ una trasmissione televisiva che non guardo più da anni e quindi non ne scrivo. Però noto con apprezzamento che c’è ancora qualcuno che cerca di alimentare il dibattito sull’opportunità di trasmettere Miss Italia con la grande rilevanza che le riserva la Rai. Ieri Flavia Perina (giornalista e deputata di Futuro e Libertà per l’Italia, alla quale ideologicamente dovresti essere molto vicino; o non lo sei più?) su Il Fatto Quotidiano ha sparato a zero sul concorso di Miss Italia e sulla copertura televisiva da parte del servizio pubblico Rai. La Perina vorrebbe che Miss Italia 2012, fosse trasmessa “in orari da vampiri” (visto che di certo ormai non è più possibile evitarne la messa in onda). Continua a leggere

E a Glee venne il giorno della vittoria

Cara Maria De Filippi, ieri ho pensato a te e agli Amici di Maria De Filippi durante la puntata di Glee (su Italia1) intitolata “Le Nazionali”, in cui, “finalmente”, gli allievi del professor Schuester hanno vinto il trofeo. La gara-musicarella a colpi di cover in playback è stata improntata tutta sul sentimental-lacrimevole prima dell’apoteosi finale in cui gli studenti della William McKinley High School, finora considerati dei perdenti dai loro colleghi della scuola, sono stati ricevuti con gli onori che si riservano ai reduci di una impresa epica. Una puntata in cui il serial si fa film alla Rocky; la vittoria arriva al termine di una lunga, sofferente e incerta lotta contro avversari temibili, fortissimi, apparentemente imbattibili. Continua a leggere