Le Ragazze di Rai 3: il mio appuntamento fisso del sabato sera. Il live tweeting della prima puntata della stagione 3

Mi riesce sempre più difficile affezionarmi, da telespettatore, ad un programma televisivo e, quando accade, torno a provare il piacere di aspettarne la messa in onda. Le Ragazze di Rai 3 è tornato con la terza stagione ed io che non ho perso una puntata della prima e della seconda stagione, ieri sera ero lì, a seguire i racconti delle protagoniste che come sempre sono state scelte con intelligenza per dare al telespettatore il mix unico di emozioni, passioni, ricordi, esperienze, sensazioni, dolori, delusioni, vittorie, felicità, rivincite e tutto quello che può dare la conoscenza delle vite vissute in differenti epoche.

Le Ragazze, è una produzione che ha avuto origine con due stagioni “tematiche” Le Ragazze del ’46 e Le Ragazze del ’68 e che aveva tutte le caratteristiche per consolidarsi nella struttura e raccontare tante, tantissime, altre vite di donne. A tre anni di distanza dal primo ciak, il programma affronta la sfida impossibile del sabato sera autunnale con la maturità e la consapevolezza di avere la qualità ed i contenuti per distinguersi e per offrire al proprio pubblico il piacere dell’attesa di un appuntamento televisivo settimanale. Da blogger tv negli anni ho scritto delle tante qualità tecniche e di contenuto del programma. Le ho ritrovate tutte ieri sera all’inizio della terza (quinta) stagione. Da telespettatore, so che per le prossime 5 prime serate del sabato, avrò un appuntamento fisso con Le Ragazze.

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Anno Rai 2019: su Rai 1 torna Miss Italia. La scelta anacronistica della direttrice Teresa De Santis

Cara direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, difficilmente passarai alla storia come direttrice della più importante rete televisiva italiana nemmeno dopo aver preso la decisione di ripresentare il concorso di bellezza femminile Miss Italia dopo che nel 2013 l’allora direttore Giancarlo Leone l’aveva messa tra le cose televisive di cui la rete ammiraglia Rai poteva, e soprattutto doveva, fare a meno.

È perfino inutile stare a dire quanto siano anacronistici questo genere di concorsi. Non mi interessa che ci sia anche il corrispettivo maschile.

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Pippo Baudo e Corrado: una riflessione sulla due giorni di meritata celebrazione

Negli ultimi due giorni, la televisione italiana ha celebrato due suoi miti: Pippo Baudo e Corrado. Il primo, con il programma Buon compleanno Pippo su Rai 1 da lui condotto e con tanti super ospiti. Il secondo, con l’ultima puntata de La Corrida (1997) su Canale 5 quella del suo addio alla tv.

Due serate di inizio estate in cui il pubblico adulto ha ritrovato molte atmosfere del proprio vissuto di telespettatore. Fare confronti tra quei personaggi e quella tv con l’oggi è giusto ma fino ad un certo punto. Ogni espressione mediatica è figlia del proprio tempo. Nel bene e nel male. È significativa però la generale accoglienza positiva che queste due celebrazioni televisive hanno avuto sui social media. Il “sentiment” dei “cattivissimi” social ci ha detto che la qualità dei prodotti e dei personaggi televisivi è ancora un valore per il pubblico. Se è vero che oggi c’è tanta, troppa, brutta tv che fa ascolti è anche vero che la tv che resta nel tempo è solo quella di qualità. La tv trash, la tv che urla, la tv maleducata, la tv senza contenuti, la tv fatta con personaggi senza talento è una tv usa e getta. Produce quello che serve al marketing in quel momento ma a lungo termine finisce nel dimenticatoio. È una tv rancida che non ti resta nel cuore e nei ricordi più belli. Una tv che non avrà mai la dignità e l’onore di essere celebrata in futuro. Nello show del 2019 Pippo Baudo ha indossato lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. Nello show del 1997 Corrado indossava lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. E non è una coincidenza.

La Corrida omaggio a Corrado: il live tweeting di Caro Televip

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Buon compleanno Pippo nel live tweeting di Caro Televip

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Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Prima di ospitare Pamela Prati come statuina a Chi l’ha visto?

Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Ma a chi dirige una rete Rai basta fare una cosa molto sbagliata, o percepita come tale, per farla ricordare più di 1000 cose buone.

Ad esempio, io non dimenticherò che la Rai 3 di Coletta ha ospitato Pamela Prati in una puntata di Chi l’ha visto? (29/5/19) dedicata in larga parte alle cosiddette “truffe romantiche”, ovvero, la triste realtà di tante persone che vengono contattate on-line da profili falsi con foto rubate ad altri profili, allo scopo di iniziare una relazione sentimentale e finiscono per essere ingannate nei sentimenti e truffate economicamente. Chi l’ha visto? condotto da Federica Sciarelli ha fatto una inchiesta molto seria su questo tema con tante testimonianze di vittime e chissà da quanto ci stava lavorando, visto che una di loro è stata intervistata davanti all’albero di Natale. Ora, c’era proprio bisogno di invitare in studio come comparsa non parlante Pamela Prati? La Sciarelli per giustificare questa presenza ha detto: “Tutti parlano di Pamela Prati ma nessuno parla delle donne invisibili che non fanno parte del mondo dello spettacolo truffate nei loro affetti e nella loro dignità. Criticateci ma dopo aver visto il programma”. Sui social media siamo stati in molti a chiederci: “Dunque Pamela Prati parlerà come vittima di una truffa romantica?” (chi non sapesse in cosa consiste “il caso Prati-Caltagirone” troverà tutto su Google). Pamela Prati non è stata intervistata da Federica Sciarelli. È stata annunciata la sua presenza; è stata inquadrata in studio qualche volta; è stata infine ringraziata dalla conduttrice per la sua presenza. Ad oggi, nessuna sentenza di tribunale ci dice che Pamela Prati sia stata vittima di una truffa romantica. Al momento il suo è solo una caso mediatico. Era indispensabile la sua presenza a Chi l’ha visto?. No, a mio avviso non lo era perché l’inchiesta reggeva bene da sola senza usare Pamela Prati come “statuina”. Federica Sciarelli ha più volte detto che stavano facendo una “provocazione”. A me ha provocato solo un giudizio molto negativo sulla Rai 3 diretta da Stefano Coletta.

Se Fabio Fazio accetterà di spostarsi su Rai 2, nel placard ci si sarà messo da solo

Caro Fabio Fazio, da telespettatore e da blogger televisivo non sono un fan tuo e dei tuoi programmi Che tempo che fa e Che fuori tempo che fa; e non certo da oggi. Ma penso che a decidere se e come devi andare in onda deve essere la direzione Rai, libera da qualsiasi imposizione diretta o indiretta da parte di qualsiasi politico o membro di governo.

https://twitter.com/chetempochefa/status/1132708955950657536?s=19

L’indipendenza della Rai dalla politica deve venire prima di qualsiasi altra cosa.

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