Anno Rai 2019: su Rai 1 torna Miss Italia. La scelta anacronistica della direttrice Teresa De Santis

Cara direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, difficilmente passarai alla storia come direttrice della più importante rete televisiva italiana nemmeno dopo aver preso la decisione di ripresentare il concorso di bellezza femminile Miss Italia dopo che nel 2013 l’allora direttore Giancarlo Leone l’aveva messa tra le cose televisive di cui la rete ammiraglia Rai poteva, e soprattutto doveva, fare a meno.

È perfino inutile stare a dire quanto siano anacronistici questo genere di concorsi. Non mi interessa che ci sia anche il corrispettivo maschile.

Non mi interessa che chi ne tesse le lodi dica che non è più solo una gara di bellezza. Quello che mi interessa è che nel 2019 la Rai Radio Televisione Italiana dimostra di essere ferma agli Anni ’50 su un tema come la rappresentazione della bellezza femminile. Il concorso di Miss Italia è figlio di quell’epoca. Aveva un senso negli anni in cui è nato. Qualche settimana fa ho letto Le ragazze di New York di Susie Orman Schnall (Feltrinelli), la storia di due donne indipendenti che lottano contro i pregiudizi. Ambientato ai giorni nostri e ai tempi del concorso di Miss Subways, nel 1945, quando l’orrore della guerra aveva davvero il bisogno anche di un concorso di bellezza femminile per essere dimenticato e dare fiducia nel futuro. Oggi, nell’era di Instagram, le rappresentazioni dell’estetica femminile e maschile sono milioni di milioni di milioni. Niente a che vedere con i 100 modelli di bellezza femminile che si contenderanno la corona di Miss Italia 2019. Ecco, basterebbe solo questo semplice esempio, per decretare l’anacronismo di Miss Italia e considerarla uno show televisivo come tanti ma non certo da prima serata della rete ammiraglia Rai. Sì, lo so, Miss Italia festeggia gli 80 anni e la Rai si sente in dovere di celebrarla come se fosse una specie di istituzione pubblica e la Rai ne fosse un po’ la mamma anche se l’ha abbandonata più volte. Per quello sarebbe bastato un Porta a Porta di Bruno Vespa che ovviamente lo farà lo stesso. No, la Rai 1 del governo del cambiamento grillino-leghista celebrerà in pompa magna uno dei simboli dell’Italia del “boom economico” e lo farà a pochi giorni dal varo di una finanziaria lacrime e sangue che probabilmente porterà l’Iva al 25%. Cara direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, il concorso di Miss Italia non è il male assoluto ma non è nemmeno uno show irrinunciabile come ha dimostrato nel periodo in cui la Rai gli ha tolto la sua vetrina ed è piombato nell’oblio proprio perché anacronistico. Tu quella vetrina gliela stai offrendo di nuovo confermando, a mio avviso, tutti i limiti della attuale direzione al femminile di Rai 1. Almeno togliete quei numeri appiccicati sulle ragazze che sfilano e metteteci nome, cognome e indirizzo Instagram!

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