Simona Ventura, la conduzione di un format rigido come The Voice of Italy e la “scoperta” Elettra Lamborghini

Cara Simona Ventura, nella continua ricerca di un programma da tornare a condurre in pianta stabile, sei approdata a The Voice of Italy il talent show musicale che Rai 2 ha scelto per sostituire, con scarsissimo successo, XFactor. Nella conferenza stampa di presentazione hai ostentato la sicurezza di chi è convinta che ce la farà a far decollare questo talent già da tempo al capolinea.

La Rai ti ha messo a disposizione tutti i suoi principali programmi e conduttori per promuoverlo.

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The Voice of Italy 2019: la prima puntata di blind audition nel live tweeting di Caro Televip

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The Voice of Italy: Simona Ventura caricata a pallettoni in difesa della sua scelta Elettra Lamborghini. Per la serie “chi male comincia”.

Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle condanna Rai 1 all’immobilismo creativo

Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle di Milly Carlucci che batte la diciottesima edizione di Amici di Maria De Filippi, condanna Rai 1 alla politica dell’immobilismo, dà forza ai dirigenti schiavi del “chi vince ha sempre ragione”, anche quando si vince con un programma vecchio che non fa crescere la rete in originalità. E allora è giusto che chi scrive di tv dia tutto il risalto che dà a mezzo punto di share in meno o in più. Lo vuole chi fa la tv e non solo per vendere gli spazi pubblicitari ma per bearsi di vittorie tanto effimere quanto immeritate. Ripetere per decenni sempre gli stessi programmi televisivi solo perché “vincono” le serate con numeri che un tempo sarebbero stati considerati disastrosi è il segno dei tempi, non solo televisivi, purtroppo. Ottenere il massimo del minimo con il minimo. E la Rai Radio Televisione Italiana non dovrebbe mai fare, dare e ottenere il minimo.

Maurizio Crozza e Discovery Italia rinnovano la collaborazione per 3 anni: ancora 3 anni del “Bagaglino di Crozza” che fa sembrare simpatici i politici

Caro Maurizio Crozza, a distanza di anni da un mio post del 2012, resto dell’idea che le tue imitazioni/parodie dei politici contribuiscono ad alimentare un effetto simpatia che l’attuale classe politica, fatta prevalentemente di incapaci, non merita. Ieri sera ho apprezzato la tua versione del grillino Alessandro Di Battista ma ho avuto la conferma della mia teoria: l’effetto simpatia prevale sulla satira.

Non discuto la tua capacità di cogliere tutte le sfumature comunicative dei politici. Dico che, pur evidenziando i difetti e i limiti delle azioni dei politici, la forza del Crozza comico mette in secondo piano la forza dei testi critici che poi evidentemente così forti non sono. A Fratelli di Crozza (sul canale Nove il venerdì alle 21.15) come nel tuo precedente Crozza nel paese delle meraviglie su La7, accade esattamente questo. L’ho già scritto ma lo ribadisco: essere rappresentati nello show di Crozza fa la gioia dei politici di oggi come gli show del Bagaglino facevano la gioia dei politici della Prima Repubblica che stava per crollare. Speriamo sia un precedente di buon auspicio. La cosa che alimenta il mio pessimismo però è che Fratelli di Crozza passa per essere l’unico programma di “satira politica” della televisione generalista italiana. Ci sarebbe anche il diretto concorrente Propaganda Live, che ha preso il tuo posto su La7, ma è un programma di oltre 3 ore in cui la satira politica si limita alle battute di commento sui tweet della settimana e alle vignette animate di Makkox che, anche quando sono molto taglienti, si perdono in quella che è una marmellata di contenuti tra l’impegnato, l’intervista, il reportage, l’ospite musicale e vari, noiosissimi, spiegoni politici. Caro Maurizio Crozza, in questi giorni Discovery Italia editore di Nove ti ha rinnovato il contratto per 3 anni. Evidentemente il 4/5% di share che porti a casa nell’affollatissimo prime time del venerdì, per loro è oro. In assenza di qualcosa di meglio anch’io preferisco il “Bagaglino di Crozza” al nulla. Però sempre il “Bagaglino di Crozza” rimane. La satira politica è un’altra cosa. Ad oggi, il tuo show in ogni edizione ha qualche personaggio azzeccato che tu e l’ottima spalla Andrea Zalone riuscite a valorizzare al meglio. Diciamo che, quando dopo ogni puntata di Fratelli di Crozza, i politici ti attaccheranno con dichiarazioni di fuoco, diventerai un caso politico e ci sarà qualche interrogazione parlamentare, forse allora potrò dire che fai satira. Ma tu non la farai.

Un dubbio atroce: e se il problema principale di “A raccontare comincia tu” fosse Raffaella Carrà?

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Il live tweeting della prima puntata

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La seconda puntata con Sophia Loren decisamente bella. Completamente l’opposto rispetto alla prima

A raccontare comincia tu con Raffaella Carrà su Rai 3. La prima puntata, ospite Fiorello, nel live tweeting di Caro Televip.

La “scheda” introduttiva su Fiorello, poverella. Sigla tipo serie tv nord Europa. In pratica un catalogo Ikea. Raffaella Carrà ha intenzione di fare ahahahah! per 2 ore? Sì, a quanto sembra. La location “canottieri” niente di significativo.

I movimenti di macchina cercano di animare la monotonia delle inquadrature senza riuscirci.

Girare in esterni ha consentito di usare un “must” della tv di oggi: il drone.

Niente da fare: Raffaella cerca di fare la conduttrice ma Fiorello va per conto suo. E, francamente, i suoi aneddoti professionali non sono così interessanti come crede. Sono due star della tv quando fanno show. Così, sono noiosissimi.

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Fata e strega – Conversazioni su televisione e società di Carlo Freccero con Filippo Losito (GruppoAbele ed). Il live tweeting della lettura di Caro Televip.

Dalla prefazione: “Se la televisione ci parla, chi parla di chi, quando parliamo di televisione?” 😱. Secondo Freccero “Diamo giudizi sulla televisione in base a una mentalità che è prodotta dall’influenza della televisione stessa su di noi e sul nostro modo di pensare. In sostanza, quando parliamo di televisione, è la televisione che parla di se stessa. attraverso di noi”. E poi dice che questo “bizzarro paradosso” scaturisce da Marshall McLuhan “il medium è il messaggio”.

Comincia molto male questo libretto del direttore pensionato di Rai 2. Freccero afferma che “l’autore per esprimersi deve affidarsi al medium, conoscerne il funzionamento, assecondarne la logica. Solo così il messaggio sarà efficace”. Ed io che credevo che “l’autore” dovesse usare bene il medium senza esserne “vittima”!

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