Caro Televip: 3 vecchi post #1 – Temptation Island, le origini (2014) – Lorena Bianchetti e il tuca tuca (2012) – Paolo Bonolis e le briglie di Pier Silvio (2008)


Temptation Island: Canale 5 sperimenta L’isola dell’amore e delle corna, in attesa della sua prima Isola dei famosi

di Akio, 21 luglio 2014

Caro direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, la grande novità che hai proposto ai tuoi telespettatori per l’estate 2014 è il reality Temptation Island ideato dalla creatività pigra di Maria De Filippi. L’estate scorsa ti eri affidato alla creatività pigra di Paolo Bonolis per il flop di Jump.
Maria De Filippi però continua ad essere una garanzia per Canale 5 e Temptation Island porta a casa uno share del 18.24% e 2.892.000 spettatori totali (fonte Mediaset riferita alla puntata di giovedì 17 luglio 2014).


La De Filippi è da anni che non si sforza più di essere creativa e ti ha impacchettato una versione riveduta e corretta di Uomini e Donne con uomini e donne già accoppiati che mettono alla prova il loro rapporto di coppia, vivendo su due spiagge divise da un recinto fatto con le canne di bambù, e cercando di resistere alla tentazione di mettere le corna al proprio partner. A fare da esche, sulle due spiagge, vivono anche delle single e dei single. Inutile dire che il modello tronista e corteggiatore/corteggiatrice è lo stesso di Uomini e Donne. C’è persino l’ex tronista Cristian che dopo aver resistito alla sua tentazione fa la dichiarazione di matrimonio alla sua fidanzata Tara. Qualche istante prima aveva “sclerato” perché giocando a pallavolo nell’acqua aveva scorto la sua fidanzata nel villaggio confinante. Le aveva tirato un bacio e lei, smaniosa di riabbracciarlo, aveva iniziato una corsa verso di lui, vietata dal regolamento del reality che li vuole separati per tre settimane. La security del reality (così c’è scritto sulla loro maglietta) ha energicamente fermato la ragazza e a quel punto l’ex tronista palestrato Cristian è partito urlando “lasciala stare! Non la toccare!” e, valicando via mare il confine proibito, ha raggiunto la sua amata in un diluvio di rallenty replicati più volte da una regia che ha davvero poco a cui attaccarsi per fare con un minimo di creatività il proprio lavoro. Caro direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, ma il pezzo forte di Temptation Island sono le corna. Siamo in estate e Canale 5 pensa al suo pubblico con i tre ingredienti base di una sana estate italiana: i delitti (Segreti e Delitti condotto da Gianluigi Nuzzi); i tormentoni musicali (Music Summer Festival condotto da Alessia Marcuzzi e Rudi Zerbi); e per le storie d’amore intorno ai falò e le scappatelle estive, hai messo in onda Temptation Island. Le corna sono il vero pezzo forte del reality ed i due massimi rappresentanti del genere sono una certa Vittoria e un certo Andrea. Lui non le ha messo le corna ma ha dimostrato di avere un enorme potenziale per farlo. Non ha consumato ma gli sarebbe tanto piaciuto farlo. Ovviamente, davanti all’evidenza dei filmati girati in stile Grande Fratello, lui nega. Negare sempre e negare l’evidenza è un must del potenziale cornificatore e televisivamente parlando è un appiglio straordinario per un programma il cui unico obiettivo è quello di trovare una occupazione come conduttore per la stagione estiva ad un ex concorrente del Grande Fratello non so che numero (un certo Filippo dè Roma) e per dare ad una serie di aspiranti tronisti, troniste, corteggiatori e corteggiatrici, la possibilità di allenarsi per la stagione autunnale di Canale 5. Caro direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, Temptation Island è una delle tappe di avvicinamento con cui Mediaset vuole abituare il tuo pubblico alla grande novità dell’Isola dei Famosi. Canale 5, nella sua lunga, lenta e convinta voglia di non evolversi, stavolta ha scelto di ispirarsi a Rai 2, la rete che fatica di più ad evolversi. Ma non serve fare delle prove. L’Isola dei Famosi è una garanzia: appiattisce verso il basso qualsiasi rete televisiva. Nella prossima stagione televisiva, Canale 5 raggiungerà finalmente l’obiettivo di essere all’altezza della Rai 2 che trasmetteva l’Isola dei Famosi e Temptation Island mi sembrerà un dolce e tenero ricordo estivo.


Il tuca tuca con Enzo Paolo Turchi ora è anche nel curriculum di Lorena Bianchetti

di Akio, 21 marzo 2012

Cara Lorena Bianchetti, la dedizione appassionata con cui conduci lo spazio dedicato all’Isola dei famosi all’interno dell’Italia sul Due dimostra ancora una volta la mancanza di lungimiranza di Rai 2. Dovevano affidarla a te la conduzione di questa edizione dell’Isola anziché a Nicola Savino. Non avresti salvato l’Isola dalla deriva trash ma almeno avresti messo nell’impresa tutto il tuo entusiasmo di conduttrice che vuole dimostrare di essere anche showgirl. Non dico che avresti potuto avvicinarti alle vette di personalizzazione raggiunte dalla conduzione di Simona Ventura ma di certo non avresti toccato le vette di anonimato di Savino. Una prova inoppugnabile l’ho avuta guardando lo “spazio Isola” di lunedì dell’Italia sul Due. Avevi come ospite d’onore Enzo Paolo Turchi uno dei naufraghi più celebri del programma. Di lui non si può dire che non abbia una certa fama, almeno in Italia. Una fama legata soprattutto al suo passato glorioso di primo ballerino della Rai in bianco e nero e al solido matrimonio con Carmen Russo. Tra le tue passioni c’è la danza. Ricordo la tua prima conduzione di Domenica in dove ti esibivi in balletti acrobatici e scalmanati. Tutta quella energia si è via via smorzata nel cambio di rete ma ora sembra tornare prepotentemente e con lei torna quella Lorena Bianchetti che appena può rispolvera con convinzione i suoi studi di danza. Quale occasione migliore se non quella di avere Enzo Paolo Turchi come partner? Insomma, tutte le conduttrici vorrebbero inserire nel curriculum la voce “ha ballato il tuca tuca con Enzo Paolo Turchi” e tu che ce l’hai lì ad un passo non gli chiedi di ballarlo con te? Ma certo che glielo chiedi! Cogli l’attimo in cui Enzo Paolo sta parlando di uno dei motivi che lo hanno spinto a ritirarsi dall’Isola: “… a 62 anni non posso fare a gara di forza con un Manuel che ha 30 anni, forte, arriva, bello e tutto. E’ sbagliato…”. Tu cara Lorena, capisci che Enzo Paolo ha bisogno del tuo sostegno e gli porgi quel complimento che poi lo porterà inevitabilmente ad assecondare anche la tua richiesta danzerina: “Senti, a proposito. Scusate un attimo eh… Puoi alzarti, un attimo? 62 anni! Guardate che fisichino! Quanto ti sei dimagrito? Tutto abbronzato! Sei tornato ai tempi del Tuca Tuca! Dai! Anzi, scusate… Non era previsto. C’è una musichetta, al volo, così?”. La cosa era talmente non prevista che parte immediatamente il Tuca Tuca cantato da Raffaella Carrà e sul megaschermo le storiche immagini in bianco e nero di Raffa che balla con Enzo Paolo Turchi. Evidentemente nel magico studio dell’Italia sul Due basta esprimere un desiderio e l’infinito archivio Rai si materializza in automatico. Cara Lorena Bianchetti, non mi è possibile descrivere nei dettagli la tua esibizione perché non sono in grado di scrivere un’elegia sui cosciotti di una conduttrice televisiva. Sento però di esprimere tutta la mia solidarietà alla schiena di Enzo Paolo Turchi che ha sostenuto il finale in cui gli sei saltata in braccio. E confermo: se quest’anno l’Isola dei famosi l’avessi condotta tu, qualche puntata l’avrei vista; perché il trash deve pur sempre avere un’anima.


Paolo Bonolis e le briglie di Pier Silvio

di Akio, 10 gennaio 2008

Caro Paolo Bonolis, domenica la pioggia battente non invogliava a consumare il rito dei saldi, così hai preferito nobilitare con la tua presenza la prima puntata del 2008 di Buona Domenica. Prima ti sei esibito in un lungo botta e risposta con una serie di tuoi fan che sembravano usciti dalla Corrida di Gerry Scotti. Poi il momento serio: l’intervista di Paola Perego in stile Senso della Vita. Al momento di commentare le foto di Silvio e Pier Silvio Berlusconi hai dedicato poche parole al padre (“ho avuto due occasioni di incontro… una persona estremamente allegra, garbata, molto educato e gentile ma non potrei dirti altro”). Per il figlio invece hai avuto parole di incoraggiamento per il suo duro lavoro: “Ho un ottimo rapporto con Pier Silvio è un bravissimo ragazzo, oltre che un uomo estremamente intelligente, secondo me potrebbe avere le briglie più sciolte ma sta imparando a liberare il cavallo in corsa. E’ come se ancora avesse paura di fare di questa azienda quello che lui è in grado di poter fare. E’ ancora tenuto, ha un pò di difficoltà forse a lasciarsi andare. E’ un ragazzo con un mare di idee che dovrebbe poter mettere in pratica… mentre credo stia ancora cercando di capire quanto gli è possibile farlo. E penso che lo farà a breve. Glielo auguro perché ha molta capacità ed ha un’età che permetterebbe un rinnovamento”. Caro Paolo Bonolis, non so quanto gli azionisti di Mediaset gradiranno questo tuo ritratto del loro vice-presidente. Mi sei sembrato troppo ottimista sul fatto che la sua età garantirebbe il rinnovamento dell’azienda (ti riferivi alla tv e non a future discese in campo, vero?). L’auspicio che sciolga le briglie invece mi è sembrato interessato. Tra poco dovrai discutere del tuo rinnovo contrattuale. Il contratto in scadenza è stato eccellente dal punto di vista economico ma non ti ha dato quello che speravi dal punto di vista professionale. Due programmi nuovi sono stati un flop (Serie A e Un mercoledì da leoni). Hai dovuto riproporre al tuo pubblico la minestrina pseudo evoluzionista riscaldata (Ciao Darwin) e la collocazione oraria del Senso della vita non ti ha entusiasmato. Un Pier Silvio con le briglie sciolte potrebbe imporre all’azienda un Bonolis tutto nuovo e tu stavolta potresti rifare Chi ha incastrato Peter Pan?

Ema Stokholma e la mente (non il corpo) “non proprio in formissima” di Britney Spears: lo scambio tweet con Akio di Caro Televip

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, l’Eurovision Song Contest è uno dei pochi programmi trasmessi dalla Rai di cui ancora riesco a fare i live tweeting, in puro spirito ironico e, nelle intenzioni, divertente.

In una tv imbalsamata, l’immutabile effetto dell’Eurovision Song Contest è una certezza: leggerezza, spettacolo e gara, per trascorrere una serata spensierata e divertente.

Ed è con questo spirito positivo che mi sono messo alla visione delle due semifinali trasmesse il 18 ed il 20 maggio 2021 da Rai 4. Il mio approccio positivo e spensierato alla visione poteva essere rovinato solo dal commento in italiano dell’evento e infatti così è stato sia riguardo alla diretta TV sia in riferimento ai botta e risposta via Twitter che sono scaturiti dalle risposte ai miei tweet da parte della co-conduttrice Ema Stokholma.

Ema Stokholma per me non ha le qualità necessarie per essere così massicciamente presente su Radio 2 e spesso su Rai 4 e finanche in programmi come il Prima Festival (non quest’anno perché lo sponsor le ha preferito Giovanna Civitillo).

Da anni, Rai 4 la propone come conduttrice dell’Eurovision Song Contest e da anni scelgo di ascoltare l’audio originale. Non so perché ma quest’anno ho scelto di seguirlo con il commento della Stokholma e di Saverio Raimondo. Quando l’ho vista e soprattutto ascoltata con quel suo modo a cantilena di parlare dicendo cose di una banalità disarmante ho scritto, da abbonato Rai prima che da blogger tv, questi due tweet:

Ema Stokholma è una tassa infinita in questa Rai. Non se ne può più. (Tweet del 18/5/21 ore 21.24)

Non sono solo le banalità che dice Ema Stokholma è che le dice con quel suo modo così piattamente uguale a tutte le volte che va in onda. Perché qualcuno continui a mandarla in onda sulla Rai, resta IL mistero degli ultimi dieci anni #ESC2021 #ESCita (Tweet del 18/5/21 ore 21.44)

Poi mi sono divertito a fare il live tweeting.

Alle 23.36 del 18/5/21 Ema Stokholma risponde così al mio secondo tweet:

“Perché ho avuto un infanzia difficile 🤣”.

Visto che la conduttrice ha fatto un riferimento diretto alla sua storia personale (come ha raccontato in molte interviste ed in una autobiografia), ho tenuto a precisare alle 23.51:

“Le opinioni di Caro Televip sono sempre riferite al “personaggio” televisivo e come lo percepisco, non sono mai riferite alla persona che non conosco”.

Risponde Ema Stokholma alle 23.59

Ma certo ci mancherebbe ❤️

Due giorni dopo, mi sono ripromesso di concentrarmi sulla gara e di evitare di commentare la brutta co-conduzione di Ema Stokholma alla quale l’ho comunicato con un tweet pungente alle ore 18.30 del 20/5/21:

“Stasera seconda semifinale di #EUROVISION Song Contest su Rai 4. Non farò tweet sui commenti piatti di @emastokholma ❤ ma vi consiglio di non perderli. Sono il valore in meno della diretta. Una esclusiva Rai”.

Ho resistito ed ho mantenuto la promessa finché Saverio Raimondo ha paragonato una concorrente a Britney Spears ed Ema Stokholma lo ha chiosato in modo a mio avviso inappropriato al punto che ho scritto questo tweet:

“Ema Stokholma: “Ecco perché ultimamente Britney (Spears) non è proprio in formissima”. Poi sono i social a dire sciocchezze sul corpo delle donne, vero? Succede su @RaiQuattro Questa conduttrice i tweet te li leva proprio dalla tastiera (alle 21.43 del 20/5/21)”.

Alle 23.29 Ema Stokholma mi ha risposto.

Ema Stokholma: “Peccato che non parlavo del suo FISICO ma della sua “forma mentale”. Tutti sanno che non sta bene (ore 23.29 del 20/5/21)

Akio: “Ah scusa! Invece hai fatto una battuta sulla sua “forma mentale” che è tutta un’altra cosa! Elegantissima proprio. “Tutti sanno che non sta bene” e tu fai una battuta sulla sua “forma mentale”. Sarebbe stata meglio la battuta sul fisico (ore 23.39 del 20/5/21)

Ema Stokholma: “Ma non é una battuta è un dato di fatto” (ore 23.46 del 20/5/21)

A questo punto, davanti alla ostinata difesa di quella che per me era stata una battuta inappropriata, in pieno spirito romanesco le ho risposto:

“Un dato di fatto? Niente, più la smucini sta frase e più puzza” (ore 23.50 del 20/5/21).

Ema Stokholma alle 23.51 del 20/5/21 mi ha definitivamente risposto così:

“Tu puzzi”.

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, non ci sono rimasto male anche perché con questa risposta ho avuto la conferma del livello della mia interlocutrice alla quale ho scritto un’ ultima risposta:

“Io mi sono riferito ad una frase, per me infelice, di cui ho dato rettifica, secondo quanto da te spiegato, scrivendo anche a @Raiquattro che avevo taggato nel tweet. Tu, ti sei riferita alla persona. Complimenti (ore 23.55 del 20/5/21).

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, ti faccio presente che nel frattempo alle 23.49 del 20/5/21 avevo scritto su Twitter la seguente RETTIFICA sulla base della spiegazione che mi aveva dato la signora Stokholma, inviandola a Rai 4 che avevo taggato nel primo tweet:

“Cara @RaiQuattro a seguito della spiegazione di Ema Stokholma, RETTIFICO che la vostra conduttrice #ESCita dicendo “non è proprio in formissima” non riferiva al fisico di Britney Spears ma alla sua “forma mentale”. A posto così”.

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, da blogger tv non mi fa né caldo e né freddo che una conduttrice Rai ad un mio tweet, in cui io avevo scritto “puzza” in riferimento ad una frase, mi abbia risposto “Tu puzzi”, cioè come persona.

Da abbonato di una certa età (57) mi lascia invece l’amaro in bocca, sapere che una conduttrice della Rai Radio Televisione Italiana risponda sui social “Tu puzzi” ad un telespettatore che le aveva scritto in spirito romanesco “più la smucini sta frase e più puzza”.

Non so se esiste ancora uno stile Rai. Quello che so è che nella mia Rai ideale i conduttori e le conduttrici dovrebbero avere uno stile che non è quello mostrato dalla signora Ema Stokholma in questa occasione.

***

Ulisse non è stato sospeso da Rai 1: il tweet di Alberto Angela a 6 giorni dalla notizia data da Tv Blog che ha generato le proteste sui social da parte dei fan

Alberto Angela scrive oggi 13 maggio 2021 su Twitter: “#Ulisse non si ferma. Stiamo regolarmente montando le ultime due puntate di questa edizione che sono solo state rinviate poiché l’emergenza Covid ha causato dei rallentamenti nelle lavorazioni. La sospensione del programma non è mai stata presa in considerazione da nessuno”.

Caro Alberto Angela, magari fare questo tweet in prossimità dell’uscita della notizia di sospensione data da TV Blog l’8 maggio scorso, avrebbe evitato di allarmare i telespettatori e non avrebbe causato tante proteste contro la Rai.

Tv Blog, una testata specializzata, ha espressamente collegato la chiusura agli ascolti “non consoni” al primetime di Rai 1 e ha scritto che le ultime due puntate “restano per il momento congelate”. Sui social e sul web si sono scatenati i fan.

E questo è stato, da subito, un effetto positivo per il programma. Oltre ai fan, si sono scatenati anche quelli che non accettano che la Rai rinunci per motivi di ascolti, ad un programma con contenuti di qualità. Dibattito innescato e hashtag assicurato.

Il direttore di Rai 1 Stefano Coletta dopo una giornata bollente sui social, alle 20 dello stesso giorno del pezzo di Tv Blog, ha trovato il tempo di fare un tweet per dire che causa Covid Rai 1 era in ritardo con la preparazione delle ultime due puntate di Ulisse.

Solo oggi però, 13 maggio, arriva su Twitter la conferma da parte tua, autore e conduttore. Confermi che state lavorando al montaggio delle ultime due puntate della stagione, anche se non dici quando andranno in onda in primetime su Rai 1. Entro questa primavera? Sì o no? In autunno?

Una cosa è certa: le proteste per la presunta chiusura del programma hanno avuto un effetto promozionale e un effetto test di gradimento molto positivo. Non si sa quando andranno in onda queste due puntate ma di certo l’attesa sui social c’è già.

Caro Alberto Angela, hai impiegato sei giorni per scrivere su Twitter che “la sospensione del programma non è mai stata presa in considerazione da nessuno”. Hai aspettato 6 giorni per poter leggere tutte le proteste e poi con un colpo ad effetto risollevare il morale dei fan?

Tu mi dirai, ma come! Ho fatto il rt del Tweet del direttore Coletta! No, non me lo dire. Faresti un torto alla tua intelligenza. L’idea che mi sono fatto è che negli ultimi 6 giorni sei stato inebriato dall’ondata di affetto per te e per il tuo Ulisse.

Quando è finita l’inebriatura forse ti sei detto “è il caso di fare un tweet di persona personalmente per dire che il programma non è sospeso”. Ora aspettiamo il tweet con le date di queste due benedette puntate. Fallo presto! Così sfrutti anche questo inaspettato, ma immagino graditissimo, effetto promo.

***

I miei tweet dopo la notizia data da Tv Blog

RT

Fedez, Rai 3, il testo dell’intervento al concerto del 1° maggio 2021, la linea editoriale e il caos che offusca il contenuto

Le linee editoriali esistono. Tu Fedez vai in onda su uno spazio televisivo Rai. Se la Rai vuole sapere cosa andrà in onda non è censura. Se però una vice-direttrice, pur ribadendo la libertà dell’artista di dire ciò che vuole, dice che per lei un testo è “inopportuno”, tale opinione può essere interpretata dall’artista come una pressione. Quello spazio televisivo non era dovuto all’artista. Una partecipazione tv così importante non può non essere regolata da un contratto-accordo.
Anche se la prestazione è a titolo gratuito. La Rai, dal canto suo, se riteneva il contenuto dell’artista, fuori dalla sua linea editoriale avrebbe dovuto non invitarlo.

Il resto è incapacità della governance Rai di fare bene il proprio lavoro e di comunicare. Fedez, abituato ai social media, dove fa quello che cazxo gli pare, non sa che ogni editore tv risponde di cosa e di chi manda in onda. Fedez è pronto a darmi la password del suo account Instagram per farmi dire tutto quello che voglio? La responsabilità non è solo di chi parla. La responsabilità di ciò che si dice su un mezzo di comunicazione di massa è anche dell’editore. La censura è un’altra cosa. È il controllo preventivo di un contenuto e obbligare l’autore a modificarlo per trasmetterlo. Fedez non ha tutta la ragione.
La Rai non ha tutti i torti. È la connotazione politica data al fatto che alimenta una polemica strumentale. Le idee di Fedez sono sacrosante. È giusto che le abbia proposte dove riteneva opportuno, ovvero, il palco del concerto del 1° maggio #1M2021.
Ha lottato per farlo. Amplificare questa “vittoria” mette in luce più i protagonisti dello scontro che il contenuto. Se Fedez non avesse attirato l’attenzione sulla “censura”, l’attenzione sarebbe andata tutta sul contenuto e non su chi lo ha espresso e su chi gli avrebbe impedito di farlo. Ora si parlerà solo di Fedez, dei vertici Rai, della Lega e della censura. I diritti civili? Ma perché è per quello che hanno litigato?

Il successo di Pio e Amedeo in prima serata, ovvero, lo stato infelicissimo della televisione italiana

Felicissima Sera con Pio e Amedeo in prima serata su Canale 5 per tre venerdì è stato un successo di ascolti: 20.1%-21.1%-22.5% di share (con una media di 4 milioni di telespettatori a puntata). Una buona (?) parte dei critici professionisti li ha esaltati. Siamo di fronte al più classico esempio di televisione agonizzante nei contenuti gestiti da conduttori-comici, che qualcuno ha l’ardire di definire “irriverenti”.

Pio e Amedeo sono l’espressione peggiore della volgarità televisiva ostentata, arrogante, ignorante. Guardarli ed ascoltarli vuol dire accondiscendere ad un modello di comunicazione che vuole imporre una ingiustificata e reiterata volgarità espressiva. La maleducazione come tema ineluttabile. Le parolacce come lessico caratterizzante. Il pensiero inqualificabile spacciato per dominante. Ma ciò che rende Pio e Amedeo quanto di peggio si possa trasmettere in tv in prima serata è che qua e là nel programma piazzano momenti di “buonismo” e di “serietà” mostrando dei filmati per giustificare la loro “scorrettezza”, dandole come “valore e significato” quello di essere uno strumento per far riflettere sulle ipocrisie ed i comportamenti di una società che loro hanno la presunzione di far finta di rapprentare. Pio e Amedeo, per giustificare il loro modo di essere in televisione, dicono: “Siamo in Italia!”. E questa è la loro battuta più infelice ed inaccettabile. Dovrebbero solo dire: “Siamo Pio e Amedeo”. I due rappresentanti simbolo dello stato di incoscienza della televisione italiana. Quanto è infelice una così tanto sguaiata felicità.

Via dei matti numero 0: la disastrosa governance Rai voluta dal governo giallo-verde, ha il suo piccolo fiore di primavera all’occhiello

In una Rai che sta esalando gli ultimi respiri della governance voluta dal governo giallo-verde, sboccia un inaspettato fiore primaverile: Via dei matti numero 0 di Rai 3 con Stefano Bollani e Valentina Cenni (dal lunedì al venerdì alle 20.20, prima di Un posto al sole). Un tema, una playlist, un ospite di grande spessore: da Francesco De Gregori a Eugenio Finardi, da Ornella Vanoni ad Edoardo Bennato.

Una piccola ma sfavillante alchimia che dimostra come la televisione basata su idee, contenuti e protagonisti di qualità possa e debba essere trasmessa, anche e soprattutto, negli orari in cui la platea del pubblico è più vasta.

Continua a leggere

Rai 1 senza un’idea vincente per il sabato sera e così Maria De Filippi fa quasi il 29% con il talent show Amici, giunto alla ventesima edizione

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, cosa resterà della Rai da te amministrata sarà materia facile per gli studiosi di media e comunicazione: poco e niente, sintetizzo da semplice telespettatore. Quando a luglio lascerai il tuo incarico non avrò molto per cui rimpiangerti. L’ultimo, ma temo non sarà l’ultimo, colpo al mio orgoglio di abbonato Rai, lo ha dato l’ennesima umiliazione subita ieri da Rai 1 negli ascolti contro un programma di Maria De Filippi. Credo che la misura del tuo fallimento sia colma. Sì perché se Rai 1 non ha uno straccio di programma da contrapporre alla concorrenza il sabato sera, la colpa non può essere solo dell’indifendibile direttore Stefano Coletta.

La co-conduttrice a titolo gratuito di Sanremo 2017 Maria De Filippi da anni presenta sempre gli stessi programmi nei primetime del sabato di Canale 5: Tu sì que vales, C’è posta per te, Amici. Con i primi due vince sempre la sfida degli ascolti. Con Amici, tiene botta a Rai 1. Quest’anno il talent mariano è partito con l’ascolto record del 28.7% di share, grazie anche alla assenza di un programma su Rai 1 in grado di contrastarlo. A dire il vero Coletta aveva annunciato che sarebbe stato Canzone Segreta condotto da Serena Rossi a sfidare Amici, ma poi l’ha spostato al venerdì per non farlo schiantare. Insomma, fiction e Sanremo a parte, le prime serate di Rai 1 sono al di sotto delle aspettative sotto tutti i punti di vista e, soprattutto, non sono mai in gara nelle sfide con Maria De Filippi. A questo punto c’è solo una cosa che puoi fare per salvare la tua esperienza in Rai: prima di lasciare l’incarico strappa Maria De Filippi a Mediaset! Il suo contratto è in scadenza e visto che la Rai non è in grado di batterla, non c’è altra soluzione: la deve mettere sotto contratto.

Lorella Cuccarini e la giuria di Amici 2021

Nel corso degli anni alcune tra le più celebrate conduttrici televisive, nel momento di maggiore difficoltà della loro carriera, sono state accolte da Maria De Filippi nei suoi programmi e questo ha dato loro la spinta per un rilancio di cui non sempre si è avuta la conferma. Se è vero che Mara Venier, dopo la cura di Maria, è tornata con successo alla conduzione di Domenica In, è altrettanto vero che Simona Ventura, a cui la De Filippi aveva affidato Selfie, le cose cambiano, fatica non poco a ritrovare il successo di un tempo. Dopo la fine turbolenta dell’esperienza a La vita in diretta in coabitazione con Alberto Matano, anche Lorella Cuccarini si è rifugiata in un programma di Maria De Filippi, Amici, dove fa la maestra di danza. Non so se tale partecipazione avrà un effetto positivo o negativo sul futuro della carriera della ex “più amata dagli italiani”. Quello che so è che il lavoro di Lorella Cuccarini come maestra degli allievi di Amici, sarà giudicato dalla seguente giuria scelta da Maria De Filippi per l’edizione 2021: Stefano De Martino e Stash (ex allievi del programma) e da Emanuele Filiberto di Savoia. Se un’artista con il curriculum di Lorella Cuccarini accetta una cosa del genere, non so come sarà il suo futuro ma di certo il presente non è roseo.

Canzone segreta: lo show di Rai 1 sulle sorprese ai vip, divertente come trovare un portachiavi nell’uovo di Pasqua

Continua a leggere

Non si contano i flop della Rai 2 di Ludovico Di Meo che continua inspiegabilmente a ricoprire il ruolo di direttore

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, in una Italia che ad un anno dalla pandemia si ritrova di nuovo in lockdown per il periodo pasquale, la Rai dovrebbe essere un esempio di servizio pubblico che riesce ad interessare il maggior numero di telespettatori possibile.

Gli ascolti televisivi, in questo periodo storico unico, più che pensare al marketing devono essere letti come indicatori di gradimento e di interesse da parte dei telespettatori italiani. Un discorso che è obbligato ed obbligatorio per la Rai.

Continua a leggere